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Interviste

Hirschi: “La fine perfetta di un grande capitolo, per emozioni così non ci sono parole”

L’ex capitano ha visto la sua maglia numero 8 ritirata dopo 14 anni di battaglie: “Il mio cuore è solo bianconero, non avrei mai potuto andare via. Il Lugano mi ha dato tutto, posso solo dire grazie”

LUGANO – È stata una serata davvero speciale quella di sabato per Steve Hirschi, che dopo 14 anni passati a lottare per il Lugano ha visto il suo numero 8 alzato sotto le volte della Resega, a fare compagnia ai tanti altri nomi illustri che hanno fatto la storia del club bianconero.

“È stata un’emozione difficile da spiegare – ci spiega l’ex capitano – chiudere un capitolo della mia vita in questo modo è veramente fantastico. Grazie al club ho potuto risentire un’ultima volta quelle sensazioni che mi hanno accompagnato per 14 anni, e poterlo fare davanti alle due squadre con cui ho giocato è stato perfetto. Non mi aspettavo una cerimonia del genere, perchè dal Lugano ho sempre ricevuto tanto e al momento del mio ritiro non potevo certo pretendere un onore simile. Vedere la propria maglia ritirata è stata una cosa bellissima… Non esistono parole”.

La vita di Steve Hirschi è sempre nell’hockey, ma è indubbiamente cambiata ed il suo impegno nel settore giovanile gli permette di vivere questo sport da un’altra prospettiva.

“Ora tutto è diverso, ho un’altra sfida molto interessante da affrontare, quella di lavorare con i bambini. Pian pianino mi sto sentendo sempre di più un allenatore, ma ci vuole del tempo perchè ho tante cose da imparare. Il lavoro è molto impegnativo, ed anche per questo sinora non ho praticamente visto nessuna partita del Lugano… Quando arrivo a casa alla sera sento di dover staccare un po’ e stare con la mia famiglia, anche se sono riuscito a vedere una parte del derby. Ho visto una buona squadra, con del talento ma che come sempre dovrà lavorare, ma Ireland per questo è l’uomo giusto”, ha spiegato Hirschi.

L’amore di Hirschi per il Lugano è sempre stato incondizionato, e solamente in un’occasione il difensore è stato vicino a lasciare la Resega. “Sì, c’è stata una volta in cui sono stato vicino al dire sì all’offerta di un altro club… Ma poi ho sentito che non potevo lasciare il Lugano, il mio cuore è solo bianconero, non potevo andare via. Sono fiero di aver giocato per 14 anni qui, è stato bellissimo e ho imparato tanto… È stato il massimo”.

Un pensiero va però anche al Langnau, “il club in cui sono cresciuto e che rimane una parte importante della mia vita. Ho bellissimi ricordi dei miei primi anni sui pattini, ed inoltre la mia famiglia vive ancora lì. Per la carriera che ho avuto, devo ringraziare anche i Tigers”.

Prima di congedarsi, Hirschi ha voluto ringraziare nuovamente tutto l’ambiente bianconero, “a partire dai tifosi, che con le loro emozioni vengono alla partita ogni volta e cantano per 60 minuti… Già questo per un giocatore è il massimo e ti dà tanto. C’è poi la dirigenza, che ha sempre avuto fiducia in me, e anche nei momenti difficili mi sono sempre stati vicini. A tutti, posso solo dire grazie”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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