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Ambrì Piotta

Fora: “A Dallas un’esperienza fantastica, sia in pista che fuori”

DALLAS – Dopo aver disputato una buona prima stagione in NLA, il giovane difensore dell’Ambrì Piotta, Michael Fora, ha intrapreso l’avvicinamento al prossimo campionato in maniera decisamente speciale, partecipando dal 5 al 9 luglio al prospect development camp dei Dallas Stars.

In Texas il 20enne bellinzonese ha avuto l’opportunità di confrontarsi con una nuova realtà e di scendere in pista con alcuni dei migliori giovani dell’organizzazione, vivendo così un’esperienza importante.

“È stata una settimana che è passata velocemente – ci ha spiegato Fora sono rimasto lì solamente sei giorni, ma penso che sia stata una delle esperienze più belle della mia vita. Ho avuto modo di imparare veramente molto, sia dai vari giocatori presenti che dal coaching staff… Insomma, è stato davvero bello!”.

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Michael Fora, che indicazioni hai potuto trarre dal ghiaccio sul tuo stato di forma attuale?
“Per il momento posso dichiararmi contento. Prima di andare a Dallas avevo partecipato anche ad un campo di allenamento ad Arosa per prepararmi meglio, e credo che la settimana negli Stati Uniti sia andata bene. Dal ghiaccio ho avuto delle indicazioni positive, ma ora poco importa perché bisogna continuare a lavorare, c’è ancora molto da fare e non vedo l’ora di tornare in pista con l’Ambrì per poter migliorare ancora”.

Ci sono sempre cose da imparare anche fuori dal ghiaccio… Jamie Benn è venuto a darvi qualche consiglio, com’è stato quel momento?
“È stato davvero molto speciale, si tratta di giocatori che ammiri sempre ad altissimo livello ed avere l’occasione di vederli di persona e sentire le loro opinioni in merito al lavoro che si deve fare dentro e fuori dal ghiaccio, è stato molto importante per noi giovani. Sicuramente il camp mi ha dato tanto in pista ma anche fuori, dato che avevamo diversi coach off-ice che ci hanno insegnato tante tecniche per allenarci meglio con i pesi oppure a corpo libero… Tutte cose che poi servono quando si torna a giocare”.

Al camp c’erano anche due ragazzi coreani… Com’è stato giostrare con dei giocatori provenienti da una realtà raramente collegata al mondo dell’hockey?
“Anche per me è stata una prima, non mi era mai capitato di confrontarmi con dei ragazzi provenienti da quelle latitudini. Mi hanno davvero fatto una buona impressione, si sono integrati bene ed hanno ottenuto ottimi risultati al camp… Sono arrivati preparati, sono sempre stati disciplinati e non si notavano praticamente differenze a livello di ritmo con gli altri prospect presenti. Pur non essendo l’hockey uno sport di primaria importanza nel loro paese, credo che abbiano fatto bene”.

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Durante il tuo periodo a Dallas c’è purtroppo stato l’infelice episodio della sparatoria…
“Chiaramente non sono episodi che fanno piacere, soprattutto se succedono quando ti trovi sul posto ed i fatti di cui parla tutto il mondo sono capitati a pochi passi da te. È stato toccante vedere la reazione delle persone, il modo in cui parlavano di quanto successo, l’apprensione e la vicinanza che le ha unite”.

Quella passata per te è stata una buona prima stagione in NLA, anche se hai mancato diverse partite per alcuni infortuni… Quali obiettivi ti poni per la prossima?
“Spero di poter giocare un campionato completo di 50 partite, anche se chiaramente dovrò guadagnarmi il posto in ognuna di quelle occasioni… Sicuramente non sarà una cosa che avverrà in maniera automatica. L’obiettivo principale è comunque quello di essere fisicamente al 100%, mentre per tutto il resto si vedrà”.

Vederti al camp degli Stars è stata una sorpresa… Quando inizierai a programmare il futuro, visto che il tuo contratto scadrà a fine stagione?
“Al momento non sto ancora pianificando quello che avverrà, voglio concentrarmi sul mio anno ad Ambrì e non voglio pensare troppo in là, perché sinora mi sono concentrato su degli obiettivi a breve termine e questo mi ha portato a fare bene. Man mano che la stagione proseguirà ovviamente dovrò iniziare a parlarne, ma per ora non ci penso e mi concentro per poter far bene con la mia squadra”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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