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Coppa Spengler

Film già visto tra Canada e Ice Tigers, nordamericani in finale

Non è riuscita la rivincita ai tedeschi contro i canadesi. Partita a senso unico e chiusa al 4-0 di Didomenico, a nulla è valso lo sforzo finale degli Ice Tigers

Film già visto tra Canada e Ice Tigers, nordamericani in finale

TEAM CANADA – ICE TIGERS

4-2

(3-0, 1-1, 0-1)

Reti: 7’06 Emmerton (Boychuk) 1-0, 9’39 Boychuk (Emmerton) 2-0, 12’45 Boychuk (Noreau, Micflikier) 3-0, 22’30 DiDomenico (Ebbett, Noreau) 4-0, 31’32 Daniel Weiss (Pföderl, Gilbert) 4-1, 55’07 Buck (Bender, Pföderl) 4-2

Note: Vaillant Arena, 6’300 spettatori (tutto esaurito)
Penalità: Team Canada 4×2′, Ice Tigers 6×2′

DAVOS – Non c’era stata storia nel primo match tra Team Canada e Nürnberg Ice Tigers, non è andata meglio per i tedeschi nella sua ripetizione.

La seconda sfida che ha visto opposti canadesi e tedeschi è iniziata subito su dei binari che poco lasciavano in dubbio, tanto era lo strapotere di Lapierre e compagni contro gli Ice Tigers. Manovre fluide, capacità tecniche superiori, schemi di gioco variabili e funzionanti e soprattutto individualità superiori in ogni posizione.

Una storia già vista insomma e i malcapitati tedeschi poco hanno potuto fare contro l’organizzazione nordamericana. Tre reti nel primo tempo per mettere le cose subito in chiaro, dalla doppietta di Zach Boychuck alla rete di Cory Emmerton, in mezzo c’è stato spazio per un’occasione o due per gli ospiti, nemmeno poi così evidenti.

Non che le speranze di rientrare per i tedeschi fossero ancora vive, ma il 4-0 di DiDomenico in entrata di secondo periodo (in realtà un’autorete di un difensore) ha messo la parola fine ad ogni velleità.

Da lì a poco il Team Canada ha iniziato a giocare praticamente da solo e la cosa si è fatta imbarazzante per gli avversari. Emmerton e compagnia hanno infatti trasformato la sfida in un monologo esibendosi in una sorta di “torello” nel quale gli Ice Tigers non vedevano più il disco e non potevano uscire dal proprio terzo per cambi interi.

Livello tecnico inferiore e pure la stanchezza della compagine germanica – che ha giocato tre partite in quattro giorni – hanno contribuito non poco a rendere la partita un disco rotto cambio dopo cambio, tanto che nel periodo centrale Fucale ha compiuto il primo intervento serio dopo quasi 10 minuti.

Ci è voluto un errore del Canada in uscita dal terzo e un conseguente fallo d’emergenza di Wiercioch per “ravvivare” la sfida, così che gli Ice Tigers hanno potuto battere Fucale per la rete del 4-1 ad opera di Weiss in powerplay.

Questo gol ha fatto riaffiorare un po’ di quella grinta che contaddistingue i tedeschi, i quali sono riusciti a superare anche un box play in 3 contro 5, trovando un paio di occasioni enormi per il 4-2.

Infatti solo una seconda rete tedesca avrebbe potuto riaccendere e riaprire il match, anche perché era chiaro che gli Ice Tigers stessero ormai giocando con l’ossigeno in riserva e con poca lucidità.

Bravi comunque Reimer e banda a mettere un po’ di dubbi agli avversari con il 4-2 trovato nel finale, ma il Team Canada non non si è fatto sorprendere e dove non sono arrivati i difensori è arrivato sempre Fucale, colpevole solo sul secondo gol.

Un 4-2 che forse sta ancora un po’ stretto ai canadesi e che in fondo non sintetizza del tutto un match giocato per il 70% a una porta sola. Quel che conta è che per l’ennesima volta la rappresentativa della foglia d’acero potrà giocarsi la finale e cercare la 16a vittoria nel torneo grigionese.


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Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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