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Ambrì Piotta

Duca: “Volevamo lanciare un messaggio chiaro, l’Ambrì c’è!”

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AMBRÌ – L’Ambrì Piotta ha conquistato un’importante vittoria venerdì sera contro il Rapperswil, al termine di una partita che ha visto i biancoblù reagire ad un inizio difficile e ad un finale di partita più concitato del previsto.

Per parlare dell’incontro e scambiare le nostre opinioni sui prossimi impegni della squadra ci siamo intrattenuti al termine del match con il capitano dei leventinesi, Paolo Duca.

Paolo Duca, è arrivata la vittoria con un Rapperswil sempre difficile da affrontare… Come commentare la partita?
“Sono piuttosto soddisfatto della nostra prestazione, perchè avevamo l’intenzione di vincere assolutamente questa partita, che rappresentava un match chiave, anche se contro l’ultima in classifica. Considerato il periodo per noi era di vitale importanza. Bisogna ricordare che i giochi non sono ancora fatti, dunque c’è ancora una chance di qualificarsi per i playoff… Se invece non dovessimo farcela il Rapperswil potrebbe diventare un avversario, dunque volevamo lanciare un messaggio anche in questo senso che fosse forte e chiaro: l’Ambrì c’è e gioca un hockey intenso e veloce. La partita è iniziata un po’ in salita per un piccolo errore… Sapevamo che una delle loro armi migliori era il powerplay e ci siamo preparati per questo, ma purtroppo alla prima occasione hanno segnato. Dopo però abbiamo reagito alla grande e tutti hanno giocato una buona partita”.

Le vere difficoltà sono sorte in difesa, dove è mancato un po’ di ordine ed è stato concesso qualche tiro di troppo…
“Chiaro, ci sono punti in cui possiamo migliorare. Hanno fatto due gol in powerplay, con il sistema di portare 2-3 giocatori davanti allo slot… Sono cose che sapevamo ma non siamo riusciti a contenerli, avremmo potuto fare di meglio. D’altro canto siamo riusciti a fare sei gol e, con i problemi realizzativi che abbiamo avuto, penso sia un fatto positivo”.

Il calendario ora si fa più difficile, con sfide contro avversari di alta classifica come Davos, Zurigo o Zugo…
“Ci sono ancora cinque partite, possiamo vincerle tutte… Se giochiamo un buon hockey possiamo andare domenica a Davos a rubare tre punti. Due settimane e mezza fa ci davano tutti per morti con 13 punti dalla riga, ma nel giro di poco tempo siamo rientrati a tre lunghezze. Abbiamo avuto un weekend purtroppo nero prima della pausa, quando abbiamo racimolato veramente poco ed i nostri avversari diretti hanno vinto. Ora però ci sono 15 punti in palio e finchè la matematica non ci condanna bisogna insistere, inoltre con il nuovo sistema dei playout i punti rimangono importantissimi in ogni caso”.

Come hai detto eravati arrivati a tre punti dal Bienne, poi sono arrivate quelle due sconfitte… Come avete gestito la situazione durante la pausa, anche a livello mentale?
“Continuando a lavorare duro. L’unica cosa che possiamo controllare sono i nostri allenamenti e l’attitudine che portiamo in pista tutti i giorni, così come la grinta e la voglia di fare il risultato. Naturalmente si possono migliorare sempre i dettagli, ma dopo ogni partita bisogna ricaricare le batterie e ripartire da zero, non ci lasciamo abbattere da due sconfitte e non ci esaltiamo dopo una vittoria”.

In settimana sono arrivate le notizie delle partenze di Steiner e Lüthi a Bienne… Come vengono gestite queste situazioni? Pensando anche al calo di rendimento avuto da alcuni giocatori lo scorso anno dopo la firma altrove…
“Questo purtroppo fa parte delle regole del campionato svizzero, quindi bisogna saperci convivere. Io ho piena fiducia che sia Steiner che Lüthi daranno il massimo fino alla fine, sono professionisti. È vero che è strano sapere che un compagno gioca con te mentre ha già firmato per un’altra squadra, ma finchè le regole sono così non si può dare la colpa ai giocatori”.

Per Paolo Duca invece il rinnovo è in dirittura d’arrivo?
“Vedremo, abbiamo cominciato a discuterne durante la pausa e ci sarà tempo per questo. Quando avremo qualcosa da dire in merito lo diremo”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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