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Ambrì Piotta

Duca: “Taffe è il centro offensivo che cercavamo, ha esperienza e sa dettare i ritmi”

Il DS biancoblù ha spiegato la decisione di ingaggiare il 36enne statunitense: “L’età passa in secondo piano se l’occasione è quella giusta. Non è un right, ma è un giocatore completo che ci ha convinto appieno”

BIASCA – L’Ambrì Piotta ora è completo. Il centro di cui i biancoblù avevano assolutamente bisogno per completare la struttura della loro squadra è arrivato, a prende il nome del veterano statunitense Jeff Taffe, autore la scorsa stagione di 43 punti (18 gol) in 58 partite di KHL con lo Slovan Bratislava.

“Cercavamo un centro offensivo capace di creare gioco e che avesse anche l’abilità di dirigere il powerplay – ci spiega il DS Paolo Ducae in Jeff Taffe pensiamo di averlo trovato. Si tratta di un giocatore d’esperienza, ha giocato in tanti campionati diversi ed ha sempre avuto la costanza di saper contribuire sul fronte offensivo. È un elemento capace di dettare i ritmi, ed inoltre avendo già militato in SHL e KHL non avrà bisogno di tempo per abituarsi al ghiaccio più grande delle piste europee”.

Paolo Duca, l’ingaggio di un giocatore di 36 anni non vi ha lasciato qualche dubbio a livello fisico e motivazionale?
“Per quanto concerne le motivazioni siamo tranquillissimi. Siamo da tempo in contatto con lui e posso garantire sulla sua volontà di fare bene e di continuare a giocare anche dopo l’imminente stagione. Fisicamente è in piena forma, anche se è logico che ingaggiando uno straniero attorno ai 25 anni ci sono più probabilità di poter costruire qualcosa a medio e lungo termine. Non si esclude però che, se le cose dovessero andare bene come speriamo, si possa anche continuare con lui. Vogliamo costruire l’Ambrì con un nucleo di 5-7 giocatori svizzeri e con degli stranieri con una certa esperienza, per poi completare la squadra con i giovani… Se si presenta l’occasione giusta sul mercato, dunque, l’età può passare in secondo piano”.

© Bob Fina Photos

Hai ingaggiato il miglior attaccante e il miglior difensore dello Slovan Bratislava. I problemi finanziari che ha avuto il club KHL hanno aiutato?
“È vero, sia Taffe che Plastino arrivano dalla stessa squadra, ma non vi è un motivo particolare. Sicuramente considerati i problemi che lo Slovan ha avuto nel recente passato è un po’ più facile convincere i giocatori ad accasarsi altrove, ed inoltre il fatto di aver già messo sotto contratto Nick ha sicuramente aiutato… Credo che abbia messo una buona parola in favore dell’Ambrì, e questo non può che essere positivo”.

Con l’arrivo di Taffe, Cereda avrà a disposizione una rosa in cui i quattro centri di ruolo sono tutti left…
“È vero. Abbiamo cercato a lungo di ingaggiare un centro destro così da avere un po’ più di versatilità, ma questo non è stato possibile. Si è così preferito prendere un giocatore completo anche se left, piuttosto che puntare su un giocatore right che però non ci convinceva al 100%”.

Rimane ora aperta la questione del portiere. Nel frattempo al gruppo si è aggiunto Tim Guggisberg…
“È un giovane interessante e ci siamo detti che valeva la pena provarlo. Lui era disposto a raggiungerci senza alcuna promessa… È consapevole della nostra situazione, che per ora rimane in stand-by sino a quando non avremo informazioni precise sulle condizioni di Robert Mayer. Su questo argomento sono in costante contatto con McSorley, il loro portiere è tornato in Svizzera è si è sottoposto a dei test fisici, ma rimangono ancora un paio di elementi che il Ginevra vuole analizzare con più cura. Una volta che avremo tutte le informazioni capiremo in quale direzione andare. Nel frattempo Guggisberg resta con noi per permetterci di effettuare gli allenamenti, e ci è sembrato giusto dargli anche la chance di giocare metà partita contro i Rockets”.

Sull’altro fronte sabato ha ben impressionato Connor Hughes… Per lui il piano è sempre quello di restare con i Rockets?
“Sì, nulla in quel senso è cambiato. Anche a me ha fatto un’ottima impressione, siamo contenti e sappiamo che ha del potenziale. Dovrà però lavorare tanto perchè per un portiere la vera forza è la costanza, e per raggiungerla ad un buon livello ci vuole tanto ghiaccio ed esperienza. I presupposti per Hughes di diventare un bravo portiere ci sono tutti, speriamo a medio-lungo termine di portarlo ad Ambrì”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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