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Dopo un anno esaltante e un finale amaro, Flames chiamati a dare segnali importanti

La miglior regular season dal 1989 è sfociata in una bruciante eliminazione dai playoff. La squadra ha poche novità e sarà importante il contributo di Rittich e Talbot in porta. Lucic saprà avere un impatto significativo?

A partire dal 2 ottobre ricomincerà lo spettacolo della NHL, con quattro partite che daranno il via ufficialmente al campionato più bello del mondo.

Anche quest’anno HSHS vi proporrà la presentazione di tutte e 31 le franchigie della NHL, con degli articoli riassuntivi che ci accompagneranno sino ad inizio ottobre.


FLAMES

La rosa 2019/20

PORTIERI
David Rittich, Cam Talbot

DIFENSORI
Mark Giordano, Noah Hanifin, T.J. Brodie, Travis Hamonic, Rasmus Andersson, Oliver Kylington, Michael Stone

ATTACCANTI
Johnny Gaudreau, Sean Monahan, Mikael Backlund, Milan Lucic, Elias Lindholm, Michael Frolik, Derek Ryan, Sam Bennett, Mark Jankowski, Austin Czarnik, Dillon Dubé, Alan Quine, Andrew Mangiapane, Matthew Tkachuk


Guardando ai Calgary Flames, le sensazioni sono contrastanti. La franchigia canadese ha compiuto un grande passo avanti rendendosi protagonista della miglior regular season dal 1989 a questa parte, ottenendo un bottino di 107 punti a coronamento di una prima fase di campionato eccezionale.

La fiamma si è però spenta velocemente nei playoff, con l’eliminazione al primo turno per mano dei Colorado Avalanche nel giro di cinque partite, che ha mostrato come per fare il passo successivo la squadra abbia bisogno di quel qualcosa in più.

I limiti dettati dal Salary Cap hanno però legato le mani dei Flames, che si presenteranno dunque in pista a partire da ottobre con una squadra decisamente simile a quella passata. La speranza è dunque quella che la dura lezione della passata primavera sia stata imparata, visto che potenzialmente il gruppo ha tutti gli ingredienti per avere successo.

Guardando alla fase offensiva i Flames anche quest’anno non dovrebbero avere troppi pensieri, visto che nel recente passato segnare non è stato un problema. Calgary ha infatti chiuso con il secondo miglior attacco della lega e, grazie ad un reparto talentuoso e dinamico, ha motivi per credere di poter nuovamente trovare il gol con regolarità.

Gaudreau, Monahan, Tkachuk, Lindholm e Backlund hanno tutti superato la soglia dei 20 gol, mentre della retrovie Giordano ha vinto il Norris Trophy dopo una stagione impressionante da 17 gol e 74 punti complessivi.

A livello di profondità i Flames hanno potuto contare su un secondary scoring affidabile, questo nonostante la grande delusione rappresentata da James Neal, scommessa persa dopo la firma di un contratto da cinque anni e 28.75 milioni.

L’attaccante ha infatti ottenuto solamente sette gol (!) e durante l’estate è stato scambiato agli Edmonton Oilers, ricevendo però in ritorno un Milan Lucic che come lui sta vivendo una fase problematica e porta con se un contratto scomodo.

In difesa il punto di riferimento sarà ancora l’eccezionale Giordano, questo nonostante il giocatore stia per spegnere le 36 candeline. L’intero reparto è solido e talentuoso, basti pensare alla presenza di elementi come Travis Hamonic e Noah Hanifin, a cui si aggiungono giovani come Rasmus Andersson, Juuso Valimaki oppure Oliver Kylington.

Il cambiamento più grande per i Calgary Flames lo troviamo invece in porta. Il veterano Mike Smith è partito e la squadra farà affidamento sul nuovo arrivato Cam Talbot – estremamente incostante ad Edmonton e Philadelphia – e David Rittich, con i due a contendersi il ruolo di titolare.

Il secondo ha mostrato davvero buone cose quando chiamato in causa, pur giocando a volte nonostante un infortunio al ginocchio, dunque la battaglia tra i pali si preannuncia serrata.

Complessivamente i Calgary Flames sono chiamati al duro compito di confermare quanto di buono mostrato nella passata stagione, anche se è difficile immaginare che i canadesi possano – anche a livello individuale – ripetere alcuni dei numeri del campionato 2018/19.

In generale però hanno sicuramente gli ingredienti per staccare un biglietto per i playoff, anche se la situazione dei portieri e l’impatto che saprà avere un elemento come Lucic rappresentano dei dubbi che potrebbero frenare l’avanzare dei Flames.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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