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Lugano

Dopo la quarantena il Lugano ritrova la gioia della vittoria

In vantaggio 2-0 e 3-2 il Lugano si fa raggiungere a due secondi dalla fine prima che Arcobello la decida all’overtime. Buona partita dopo il lungo stop

© Photobrusca & Luckyvideo

Dopo la quarantena il Lugano ritrova la gioia della vittoria

LUGANO – DAVOS

4-3

(1-0, 1-1, 1-2; 1-0)

Reti: 16’47 Bürgler (Kurashev) 1-0, 26’18 Fazzini (Arcobello) 2-0, 36’04 Knak 2-1, 44’35 Thornton (Nygren) 2-2, 47’49 Suri (Bürgler) 3-2, 59’58 Nygren (Thornton) 3-3, 63’44 Arcobello 4-3

Note: Corner Arena Arena, 30’82 spettatori. Arbitri Lemelin, Mollard; Wolf, Betschart
Penalità: Lugano 5×2′, Davos 3×2′

Assenti: Jani LajunenRaffaele SannitzThomas Wellinger (infortunati), Sandro ZurkirchenTim TraberAlessio Bertaggia (quarantena)

LUGANO – Fuori dalla bolla il Lugano si riscopre insospettabilmente tonico, brillante e combattivo, segno che le due settimane di stop e la quarantena sono state sfruttate bene dai bianconeri, ripartiti con il 4-3 sul Davos all’overtime.

Certo, la scia del contagio da Covid-19 ha impedito di essere della partita a Bertaggia (ancora positivo), Traber e Zurkirchen, ai quali vanno ancora aggiunti gli infortunati Wellinger e Sannitz, assenze che hanno costretto Serge Pelletier ad apportare alcune importanti modifiche al line up.

© Photobrusca & Luckyvideo

Dei cambiamenti forzati che hanno però avuto anche il loro lato positivo, e se non è stato un obbligo scambiare di posto Boedker e Carr, l’operazione ha dato grande brillantezza al primo blocco e l’inedito terzetto composto da Suri, Kurashev e Boedker ha avuto i suoi momenti positivi e mantenuto un’impronta velocissima alla seconda linea offensiva.

La velocità è stata una componente essenziale per affrontare questa partita, contro una squadra che fa della rapidità sui pattini e del movimento con il disco le sue armi migliori, e c’era sicuramente qualche dubbio sulla tenuta delle gambe bianconere dopo due settimane senza partite.

La risposta è stata molto positiva, a ranghi completi la squadra di Pelletier ha risposto molto bene, dimostrando di non aver perso brillantezza, anzi, rispetto alla partita persa a Friborgo ha fatto pure dei progressi. Diciamo quindi che i bianconeri hanno ripreso la strada smarrita prima di quella trasferta, mostrandosi di nuovo propositivi e continui in attacco ma anche sempre un po’ insicuri e non sempre compatti in fase difensiva, lasciando che il Davos rispondesse a folate.

© Photobrusca & Luckyvideo

I problemi maggiori sono nati dagli scambi di posizione attuati dagli uomini di Wohlwend in entrata del terzo difensivo del Lugano, ciò ha messo l’accento su qualche problema da parte dei difensori di casa di contenere gli attaccanti avversari lanciati in velocità.

D’altra parte però questo ha lasciato diversi spazi anche ai bianconeri, approfittando di un Davos che in zona neutra è stato piuttosto carente e privo di filtri, ne hanno approfittato più di una volta i vari Arcobello, Kurashev, Suri ed Heed per creare scompiglio con veloci contropiedi.

In tutto questo però non va dimenticato il grande lavoro del bottom six, in particolare di Morini e Walker, abili sia nelle marcature e nel forecheck che nel saper creare anche del gioco, e della situazione creatasi ne ha giovato il pubblico, che ha potuto assistere a una partita ricca di ribaltamenti di fronte e di azioni offensive anche ad alto tasso tecnico per vie molto centrali.

E nonostante la rete di Bürgler e quella di Suri (arrivata comunque solo in scia al power play) il gioco in superiorità numerica dei bianconeri è risultato macchinoso e impastato, più che altro nei tentativi di entrata nel terzo, oggi ormai prevedibili e con le uniche alternative di portare il disco nel terzo con azioni personali.

© Photobrusca & Luckyvideo

A volte il Lugano dà l’impressione di essere un carro armato dalla corazza un po’ fragile, non fosse altro che la fase difensiva risente ancora dell’assenza di Wellinger e non ha registrato ancora i sincronismi nei movimenti, risultando più sicura nelle uscite rispetto al contenimento sulle azioni veloci.

Questo però non compromette il potenziale di una squadra che sa compensare alcune mancanze grazie al lavoro di giocatori a tutta pista come Arcobello, Suri e Morini, imprescindibili anche per il loro lavoro in supporto alla difesa.

Un peccato solo che dopo tanto lavoro i padroni di casa abbiano incassato la beffa a soli due secondi dalla terza sirena, vanificando lo sforzo profuso per incassare la posta piena. Ad ogni modo, ripartire con una vittoria e una prestazione confortante dopo due settimane di inattività è quanto di meglio il Lugano potesse augurarsi. La bolla ha portato bene.


IL PROTAGONISTA

Mark Arcobello: Incredibile la quantità e la qualità del lavoro a tutta pista del centro statunitense, capace di caricarsi sulle spalle qualsiasi responsabilità gli venga richiesta.

Per tutta la partita ha dettato i tempi dell’attacco e regalato dischi illuminanti, poi al momento buono ha deciso di mostrare a tutti com’è fatto un vero trascinatore cercando e trovando la rete decisiva. Leader vero.


HIGHLIGHTS

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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