Social Media HSHS

NHL

Dopo aver sparato a salve, i Canadiens si ritrovano con la stessa squadra e i soliti limiti

La principale mossa è stata l’offer sheet a Sebastian Aho, operazione buona nelle intenzioni ma eseguita con praticamente nessuna possibilità di successo. Poche le novità, la ricerca di un vero primo centro continua

A partire dal 2 ottobre ricomincerà lo spettacolo della NHL, con quattro partite che daranno il via ufficialmente al campionato più bello del mondo.

Anche quest’anno HSHS vi proporrà la presentazione di tutte e 31 le franchigie della NHL, con degli articoli riassuntivi che ci accompagneranno sino ad inizio ottobre.


CANADIENS

La rosa 2019/20

PORTIERI
Carey Price, Keith Kinkaid

DIFENSORI
Shea Weber, Jeff Petry, Karl Alzner, Ben Chiarot, Brett Kulak, Mike Reilly, Christian Folin, Victor Mete

ATTACCANTI
Jonathan Drouin, Tomas Tatar, Brendan Gallagher, Paul Byron, Max Domi, Philip Danault, Joel Armia, Artturi Lehkonen, Dale Weise, Jordan Weal, Matthew Peca, Nate Thompson, Nick Cousins, Jesperi Kotkaniemi, Charles Hudon


Dopo aver mancato per due stagioni consecutive i playoff – ed in tre dei quattro scorsi anni – si pensava che il GM Marc Bergevin operasse in maniera aggressiva sul mercato per cercare di portare a Montreal le pedine mancanti e ridare vigore ad una franchigia da alcuni campionati un po’ stagnante.

La principale mossa effettuata dai Canadiens è stata presentare l’offer sheet – poi accettata dal giocatore e pareggiata – all’attaccante dei Carolina Hurricanes, Sebastian Aho, ma l’operazione è stata utile solamente al finlandese per fare leva sui Canes ed ottenere il contratto che desiderava. Le possibilità che Aho arrivasse effettivamente in Canada erano praticamente nulle, ed ecco che allora gli Habs si presenteranno in pista ad ottobre con una squadra senza novità di rilievo.

La ricerca – che oramai sembra eterna – di un centro di assoluto livello è destinata a continuare, mentre nel frattempo i nuovi volti in casa Habs rispondono ai nomi del difensore Ben Chiarot – che sostituisce Jordie Benn – e del portiere Keith Kinkaid, che affiancherà il chiaro titolare Carey Price. Un’ulteriore operazione ha poi visto partire Andrew Shaw, creando uno spazio di cui potrebbero approfittare gli attesi prospect Nick Suzuki e Ryan Poehling.

Guardando al reparto offensivo ci sono comunque buone sensazioni. I vari Max Domi, Tomas Tatar, Jonathan Drouin e Philipp Danault sono tutti reduci dalla miglior annata in carriera, ed anche il difensore Jeff Petry ha vissuto un campionato 2018/19 particolarmente produttivo.

Brendan Gallagher sta diventando una certezza e per il secondo anno consecutivo è arrivato a quota 30 reti, e complessivamente una certa produttività offensiva ha in alcuni momenti fatto dimenticare le debolezze al centro in casa Habs.

Il giovane Kotkaniemi rimane una grande promessa, anche se nel suo primo campionato in NHL è comprensibilmente apparso in riserva in alcune circostanze. Ci si aspetta di vederlo fare passi avanti, anche grazie ad un maggior sviluppo garantito dall’anno di esperienza e dalla muscolatura aumentata durante l’estate.

In difesa il reparto ruoterà ancora attorno a Shea Weber, che nella passata stagione ha potuto giocare solamente 58 partite. Se però la salute lo sosterrà, il 34enne è ancora in grado di garantireoperazio un gran numero di minuti e di avere un grande impatto. Una certa presenza fisica la assicurerà poi Chiarot, mentre Brett Kulak rappresenta un profilo maggiormente orientato sulla mobilità.

Difensivamente i Canadiens dovrebbero confermarsi come un gruppo discreto, con un buon mix di profili e sostenuti da elementi come Philip Danault, il cui prezioso lavoro difensivo è spesso sottovalutato.

A guardia della porta Carey Price dovrà essere messo in condizione di esprimersi ai massimi livelli, e questo potrebbe dover dire lasciarlo qualche volta in più in panchina per affidarsi a Kinkaid.

Le prestazioni di Price negli ultimi anni raramente hanno giustificato il suo contratto da oltre 10 milioni di dollari, e per gli Habs averlo al massimo della forma sarà fondamentale. Poter puntare ai playoff altrimenti sarà molto difficile.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

Click to comment
Pubblicità

HSHS Talk

Collegamenti veloci

Commenti recenti

Pubblicità

Altri articoli in NHL