Del Zotto: “Chiediamo pazienza, come i fans rivogliamo la NHL”

(A. Branca)

Michael Del Zotto, qual é la tua opinione sulla partita giocata contro l’Ambrì Piotta?
“È stato come salire sulle montagne russe, anche se abbiamo fatto delle buone cose. Il nostro secondo tempo è stato molto buono, ed anche nel terzo ci siamo comportati bene, ma abbiamo lasciato che la partita ci sfuggisse di mano. Nel momento in cui riuscivamo a fare qualcosa di positivo, il cambio successivo vanificavamo sempre i nostri sforzi e questo ci ha fatto male”.

Giochi in Svizzera da qualche partita… Ti sei già fatto un’idea sulla nostra lega?
“Sì, è una buona lega dove c’è molto talento ed ogni giocatore ha l’occasione di pattinare parecchio, questo da difensore lo apprezzo molto. È bello essere qui”.

Ti seguo in Twitter e noto che hai molti contatti, soprattutto con la gente di New York… È importante questo per te?
“Certo. La ragione per cui mi sono iscritto a Twitter è la possibilità di essere in contatto con i miei fan ed è sempre bello leggere quello che hanno da dire. Questo mi porta ad essere più vicino a loro, ed anche i tifosi – che pagano per vederci giocare – questo è molto apprezzato”.

Da quando sei in Svizzera, qual é l’avvenimento che ti è rimasto più impresso?
“È difficile da dire. Ci sono tanti ragazzi divertenti nella nostra squadra ed è sempre bello andare alla pista. La scorsa settimana ci siamo divertiti un sacco mangiando la fondue tutti assieme nello spogliatoio… Non l’avevo mai provata prima ed è stato davvero un momento particolare”.

(A. Branca)

L’anno scorso nel primo turno dei play-off con i Rangers hai giocato contro gli Ottawa Senators di Jason Spezza, mentre ora siete compagni di squadra… Come vi trovate insieme?
“È fantastico. Ogni volta che hai l’opportunità di giocare con un giocatore così bravo come Jason è un privilegio. Ogni volta che entriamo in pista cerchiamo di giocare offensivo e ci divertiamo molto quando possiamo essere in pista nello stesso momento”.

La scorsa stagione a livello personale per te è stata fantastica, ma quella precedente un pò meno… Pensi che il lockout  possa rallentare la tua crescita?
“Il lockout ha un effetto su tutti i giocatori che ne sono toccati, dato che la NHL attualmente non c’è per nessuno. Non credo che si tratti di una situazione che si possa utilizzare come scusa per nessun motivo, ora siamo qui in Europa a giocare ed attualmente il mio solo scopo è di migliorare ed aiutare la squadra a vincere. Non ho comunque mai considerato il lockout da quel punto di vista”.

Tornando ai Rangers, quest’anno a New York avete una squadra veramente forte, rinforzata con giocatori del calibro di Rick Nash… Pensi che potreste essere una candidata alla Stanley Cup?
“Sì, la scorsa stagione abbiamo vissuto una buona annata. Abbiamo perso alcuni giocatori ma ne sono arrivati altri e, come hai detto tu, abbiamo aggiunto al nostro puzzle un pezzo importante con l’arrivo di Rick Nash. Se la stagione prima o poi inizierà, penso che saremo una squadra che potrà sicuramente fare qualcosa di importante”.

Non è frustrante non poter giocare sapendo quanto sia grande il vostro potenziale?
“Tutta la situazione in generale è frustrante. Quando succedono questo genere di cose, non è divertente per i giocatori e non lo è nemmeno per i tifosi. È semplicemente un brutto periodo per tutti noi”.

(A. Branca)

C’é qualcosa che vuoi dire ai tuoi tifosi d’oltreoceano?
“L’unica cosa che posso chiedere loro è di essere pazienti. Vogliamo tornare a giocare in NHL tanto quanto lo vorrebbero i fans, cerchiamo ogni giorno di trovare un accordo, ma purtroppo ci vuole molta pazienza”.

Sei in contatto con gli altri tuoi compagni di squadra?
“Ad essere sincero non moltissimo. Lo ero molto sino a quando ero a New York, ci trovavamo per allenarci un po’ sia prima dell’inizio del lockout, sia nel periodo successivo. Ora invece alcuni sono rimasti a New York, altri sono tornati a casa, ed altri ancora sono come me oltreoceano. Diciamo che tutti si stanno occupando delle proprie faccende attualmente, dunque è difficile tenersi in contatto, specialmente considerando quanto sono impegnato qui in Svizzera”.

ASCOLTA L’INTERVISTA AUDIO A MICHAEL DEL ZOTTO: