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Lugano

Confusione e poca concretezza, a Friborgo arriva un’altra sconfitta

FRIBORGO – LUGANO

5-2

(1-0, 1-1, 3-1)

Reti: 7’42 Mauldin (Ritola, Abplanalp) 1-0, 23’47 Cervenka (Ritola) 2-0, 25’21 Hofmann 2-1, 45’17 Sprunger (Bykov) 3-1, 56’40 Abplanalp (Mauldin, Bykov) 4-1, 59’11 Klasen (Furrer) 4-2, 59’51 Ritola 5-2

Note: BCF Arena, 5’824 spettatori. Arbitri Fischer, Wehrli; Fluri, Obwegeser
Penalità: Friborgo 2×2′ + 1×5′ + 1×20′ (Rathgeb), Friborgo 5×2′

FRIBORGO – Ci sono partite che fanno subito capire il tipo di gioco che ci si troverà di fronte. In questo caso, l’avvio a spron battuto del Friborgo con il Lugano incapace di reagire è la fedele copia di tutto il match. Mai i bianconeri sono infatti riusciti a mettere in reale difficoltà i burgundi (togliendo il minuto giocato a 6-contro-4 nel finale di partita), che invece hanno fatto il bello e il cattivo tempo dalle parti di un Merzlikins eroico nel salvare la baracca finché ha potuto.

La sconfitta per 5-2 rimediata alla BCF Arena lascia parecchi punti interrogativi, sia per quanto riguarda il reparto offensivo, sterile e senza idee, sia per quello difensivo, con i vari Wilson, Hirschi e Vauclair (solo per citarne alcuni) a dover rincorrere gli attaccanti del Friborgo per buona parte della partita, lasciando spesso e volentieri praterie i locali hanno potuto sfruttare per quasi tutto l’incontro.

Senza Brunner, ammalato, e con Lapierre sostituito in prima linea da Zackrisson, il Lugano è risultato essere poco incisivo dalle parti di Conz. Le azioni d’attacco dei bianconeri si sono spesso spente sul nascere, e quando gli uomini di Shedden sono riusciti ad avvicinarsi all’estremo difensore dei dragoni, le conclusioni scagliate verso la porta non sono state abbastanza pericolose per riuscire a superare il numero 1 dei padroni di casa.

A differenza dei bianconeri, il Friborgo è invece riuscito per tutti i 60 minuti a rendersi pericoloso dalle parti di un Merzlikins che ha dovuto sfoderare diverse parate di alto livello per tenere in partita il Lugano.

Non sorprende dunque che i siano stati i burgundi a portarsi in vantaggio con Mauldin, abile a concretizzare un momento di grande pressione del Friborgo. Vantaggio che non sveglia il Lugano, che anzi rischia più volte di capitolare, tenuto in piedi dalle parate di Merzlikins su Sprunger e Bykov. Il portiere lettone ha provato in tutti i modi a mettere una pezza agli svarioni difensivi bianconeri, ma nulla ha potuto in avvio di secondo periodo sul tiro di Cervenka, lasciato colpevolmente libero di infilare il disco con un polsino imprendibile.

Nel momento peggiore dei bianconeri, come un fulmine a ciel sereno, Gregory Hofmann ha trovato il tiro che, grazie anche alla deviazione di un difensore del Friborgo, poteva riportare in partita i bianconeri, i quali da li a poco hanno beneficiato anche di 5 minuti di superiorità numerica.

Un’occasione ghiottissima per impattare la contesa, ma il powerplay bianconero continua a faticare oltremodo sia ad installarsi nel terzo offensivo, che a proporre delle trame e dei passaggi che portino a conclusioni concrete verso la porta. E così, terminato il powerplay, i bianconeri sono tornati nell’anonimato, proponendo vari errori in uscita di zona e non riuscendo quasi mai a riportarsi dalle parti di Conz. Il Friborgo ha invece continuato a spingere e ha trovato altre due reti nel terzo conclusivo con Sprunger, che ha letteralmente fatto quello che ha voluto, e con Abplanalp, che ha insaccato dopo che Merzlikins aveva salvato due volte di fila sullo stesso difensore burgundo.

Il Lugano esce dunque sconfitto dalla BCF Arena, la settima sconfitta in trasferta su otto partite lontane dalla Resega, e il risultato finale di 5-2 poteva essere senza alcun dubbio più severo senza un Merzlikins in serata di grazia. I bianconeri hanno faticato a contenere i padroni di casa, concedendo anche parecchie occasioni in superiorità numerica agli uomini di Huras. Fortunatamente il boxplay bianconero è una delle poche cose che funzionano davvero nella truppa di Shedden ed è riuscito a reggere in ben sei occasioni.

Offensivamente il Lugano sembra aver perso la verve che lo aveva caratterizzato nelle ultime partite (togliendo il passo falso di Zugo). Klasen si intestardisce in dribbling continui che alla lunga risultano quasi irritanti, cercando passaggi difficili per compagni che, per doti tecniche e capacità realizzative, non riescono a concretizzare. La mancanza di uno scorer puro a fianco del funambolo svedese (Bürgler?) si fa sentire, e con l’assenza di Brunner anche la seconda linea d’attacco ha fatto un passo indietro. Hofmann si propone spesso e volentieri ed è uno dei pochi che è riuscito a produrre qualcosa sul fronte d’attacco, ma spesso risulta arruffone e poco concreto (seppur metta impegno e velocità in ogni cambio).

Dietro il Lugano non ha ancora trovato la quadratura del cerchio, con la sola presenza di Furrer che non basta a gestire una retroguardia troppo votata all’offensiva (spesso Vauclair, Ulmer e Wilson si sono trovati fuori posizione in quanto alla ricerca della sortita in attacco) e che non riesce ad uscire dal terzo in maniera pulita e semplice.

Nella compagine bianconera sembra regnare la confusione, sia in attacco che in difesa, i giocatori sono spesso fuori posizione e le marcature saltano troppo facilmente. La truppa di Shedden deve ritrovare le giuste sensazioni, come venerdì scorso nella partita contro lo Zugo, lasciandosi alle spalle queste due battute d’arresto. Contro il Kloten servirà un altro tipo di atteggiamento, per ritrovare gioco e tre punti.

fattore2TROPPA CONFUSIONE: I bianconeri sono sembrati senza idee sia in zona offensiva, dove troppo poche sono state le sortite offensive degli uomini di Shedden, sia in retrovia, dove la miriade di errori hanno portato a troppe occasioni lasciate al Friborgo.

Il Lugano deve ritrovare i suoi uomini migliori, a partire da Klasen, e cercare di recuperare una solidità difensiva che quest’anno sembra ancora lontana. Senza un Merzlikins in ottima forma, la sconfitta di martedì poteva essere ben più severa.

highlights

Studente di comunicazione all'USI di Lugano, Diego si occupa delle interviste post-partita dalla Resega.

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