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Con Quenneville e Bobrovsky i Panthers possono finalmente puntare più in alto

Capaci di qualificarsi al post season solamente 2 volte in 18 anni e con l’ultima vittoria in una serie targata 1996, i Cats hanno aggiunto stabilità ad una squadra potenzialmente già esplosiva… Basterà per essere protagonisti?

© Florida Panthers

A partire dal 2 ottobre ricomincerà lo spettacolo della NHL, con quattro partite che daranno il via ufficialmente al campionato più bello del mondo.

Anche quest’anno HSHS vi proporrà la presentazione di tutte e 31 le franchigie della NHL, con degli articoli riassuntivi che ci accompagneranno sino ad inizio ottobre.


PANTHERS

La rosa 2019/20

PORTIERI
Sergei Bobrovsky, Samuel Montembeault

DIFENSORI
Aaron Ekblad, Keith Yandle, Anton Stralman, Michael Matheson, Mark Pysyk, MacKenzie Weegar, Ian McCoshen, Joshua Brown

ATTACCANTI
Jonathan Huberdeau, Aleksander Barkov, Mike Hoffman, Vincent Trocheck, Evgeni Dadonov, Brett Connolly, Frank Vatrano, Noel Acciari, Colton Sceviour, Henrik Borgström, Jayce Hawryluk, Denis Malgin


Tra i protagonisti dell’estate, i Florida Panthers – guidati dal GM Dale Tallon e dal facoltoso proprietario Vincent Viola – sono decisi a scrollarsi di dosso quell’alone di mediocrità che da tempo caratterizza il club, per andare a puntare in alto nel corso dei prossimi anni.

Subito dopo aver mancato l’accesso ai playoff per la terza stagione consecutiva i Panthers hanno messo sotto contratto uno dei coach più stimati e vincenti in circolazione, il leggendario Joel Quenneville, mentre allo scattare del 1 luglio il club ha investito oltre 100 milioni di dollari sul mercato.

L’operazione principale è stata naturalmente quella che ha strappato il portiere Sergei Bobrovsky alla concorrenza, nome a cui sono aggiunti quelli del difensore Anton Stralman e degli attaccanti Brett Connoly e Noel Acciari.

Certo, i Cats hanno mancato il loro secondo grande bersaglio che era Artemi Panarin, ma il russo era deciso nello spostarsi a New York sostanzialmente in maniera indipendente dall’offerta che sarebbe arrivata dalla Florida.

L’obiettivo per i Panthers è ora chiaramente quello di tornare a qualificarsi per i playoff – operazione riuscita solo due volte negli ultimi 18 anni! – e possibilmente riuscire anche a superare un turno, traguardo che la franchigia ha tagliato solamente una volta, quando era arrivata sino alla finalissima nell’oramai lontano 1996.

Sul fronte offensivo la squadra ha decisamente un ottimo punto di partenza, visto che a livello individuale sono stati in tanti a vivere una passata stagione molto produttiva, anche se questa tendenza si è raramente tradotta in punti in classifica visti i deficit in difesa e tra i pali.

Aleksander Barkov e Jonathan Huberdeau hanno superato il traguardo dei 90 punti, mentre Mike Hoffman ed Evgenii Dadonov si sono attestati a 70. Frank Vatrano ha invece vissuto la miglior annata in carriera con 24 reti, ma complessivamente Florida dovrà fare meglio a 5-contro-5.

Il powerplay invece è stato eccezionale, con un 26.8% di riuscita sinonimo di secondo posto di lega, e da ottobre alle bocche di fuoco si aggiungerà un Trocheck finalmente libero da infortuni.

A livello di gioco, con l’arrivo di Quenneville le differenze principali le vedremo in difesa. Il nuovo coach porterà un approccio più prudente e strutturato rispetto al passato, il che potrà fare bene ad un gruppo che ha concesso il più alto numero di “giveaways” nell’intera NHL. In questo senso i vari Ekblad, Yandle e Matheson possono e devono fare meglio, grazie anche all’arrivo di uno Stralman che ha tra le sue doti una grande stabilità.

Per quanto concerne i portieri invece c’è poco da segnalare, il nuovo arrivato Bobrovsky sarà l’incontrastato titolare e dovrà trascinare la squadra sera dopo sera. Il backup è il giovane Samuel Montembeault, ma è chiaro che tutta l’attenzione sarà focalizzata sul russo.

Tirando le somme i Florida Panthers sembrano dunque avere tutti gli strumenti per tornare finalmente ad essere una realtà rilevante capace di conquistare i playoff, grazie all’arrivo di elementi come Quenneville e Bobrovsky che potranno indicare la giusta via da seguire.

Il talento offensivo non manca, alla squadra però serviva una certa struttura, problema questo che sembra essere stato risolto durante l’estate.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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