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Coppa Svizzera

Clamorosa sconfitta a Langenthal, il Lugano mostra il suo lato peggiore

LANGENTHAL – LUGANO

5-1

(1-0, 2-1, 2-0)

Reti: 16’39 Pivron (Montandon) 1-0, 24’54 Kummer (Füglister) 2-0, 25’49 Füglister (Dünner, Kummer) 3-0, 35’19 Hofmann 3-1, 55’28 Kelly (Cadonau) 4-1, 58’52 Füglister (Montandon, Cadonau) 5-1

Note: Kunsteisbahn Langenthal , 3’364 spettatori. Arbitri Massy, Müller; Altmann, Kaderli
Penalità: Langenthal 1×2′, Lugano 3×2′

LANGENTHAL – Alla fine per i padroni di casa si è rivelato un vero e proprio trionfo, che ha preso forma fin addirittura sul 5-1 nelle battute finali, paradossalmente quando il Lugano ha finalmente cercato di imporre con più convinzione la propria forza.

Ma per la formazione bianconera, che ha ritrovato Brunner, Sannitz e Bertaggia a fronte dei prestiti ai Rockets di Morini, Ronchetti e Romanenghi, non è certo bastato giocare con sufficiente decisione e concentrazione per un solo quarto d’ora, in quanto c’era da aspettarsi che per Tschannen e compagni questo sarebbe stato uno degli appuntamenti più importanti della stagione.

I gialloblù hanno infatti messo subito in pista aggressività e tanto pattinaggio, tutto ciò che è mancato a un Lugano distratto e poco convinto. Un errore di Vauclair ha dato il via alla vittoria dei padroni di casa, che hanno chiuso il primo tempo in vantaggio per 1-0, ma la serata sembrava pienamente recuperabile per gli ospiti, viste le forze in campo.

Appunto, sembrava recuperabile, perché senza la giusta convinzione, ossia quella messa in pista dai padroni di casa, si rischia di cadere in errori banali di piazzamento, e se dietro si ha pure un portiere (uscito con un imbarazzante 80% di parate) che, lo diciamo chiaramente, non ha il livello per rendere la squadra sicura e metterci le pezze quando a un portiere è richiesto, i “patatrac” sono dietro l’angolo.

Così è nata la clamorosa sconfitta nella Schoren, con quelle due reti nello spazio di nemmeno un minuto a tagliare le gambe ai ragazzi di Shedden, con Manzato mal piazzato sul suo palo e una difesa decisamente accondiscendente sul contropiede finalizzato da Füglister.

Dopo 10 minuti di profondo imbarazzo e di pericoli corsi a ogni puntata offensiva dei locali a causa di una difesa con la testa chissà dove, il Lugano ha cominciato a scuotersi piano piano e la rete di Hofmann sembrava poter dare una scossa alla serata dei ticinesi.

La scossa, seppur parzialmente, c’è stata, dato che nel terzo periodo il Langenthal ha messo fuori il becco dal terzo di difesa solo due o tre volte, con Mathis erettosi a assoluto protagonista. Buona la spinta (il minimo che andava fatto, ci mancherebbe) ma se poi su quelle due uniche uscite dei padroni di casa sono arrivate altre due reti, ben si capisce il livello di concentrazione che Furrer e compagni avevano nella serata.

Un risultato clamoroso, per forma e sostanza, ma che pone obbligatoriamente qualche riflessione: che grado di motivazione avevano i bianconeri per un appuntamento che, non nascondiamoci, continua a dividere pesantemente il suo interesse? Oppure è stata una controprestazione arrivata per motivi “naturali” che è conseguenza di scelte e stato di forma della squadra?

Qualunque sia la risposta, da venerdì sarà meglio che la concentrazione torni al massimo, per ciò che conta veramente.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa in particolar modo della copertura di tutto ciò che ruota attorno all’HC Lugano e alla NLA.

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