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Ambrì Piotta

Cinque spunti dalle partite giocate nel weekend dall’Ambrì Piotta

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno Compagni di riflessione
Nel corso delle passate stagioni abbiamo imparato a conoscere Marco Müller, tanto sul ghiaccio quanto fuori. Nella sua routine di partita ci sono come noto quella manciata di minuti che il centro passa in panchina tra un tempo e l’altro, raccogliendo fiato e pensieri prima di raggiungere i compagni nello spogliatoio.

Beh, da quest’anno sembra che i “momenti di riflessione” del numero 13 non saranno più così solitari, visto che anche Robert Sabolic venerdì sera si è trattenuto a bordo ghiaccio per contemplare il periodo appena concluso. Diventerà una tradizione?

due Fuoco amico
L’Ambrì Piotta ha diversi cardini su cui basa il proprio gioco, ed uno di questi è sicuramente il sacrificio. Mettersi davanti ai tiri avversari e bloccare i puck mettendoci il corpo è uno degli aspetti su cui i biancoblù possono costruire il loro successo, ma dopo lo scorso weekend c’è probabilmente qualcosa da aggiustare.

Venerdì Manzato ha visto la sua vita complicarsi a causa di quanto succedeva davanti a lui, a partire dal gol d’apertura incassato con ben tre biancoblù sulla traiettoria del puck. Il raddoppio ospite ha invece visto la deviazione involontaria di Müller, mentre sul 3-0 Pinana ha cercato di deviare il disco con il guanto, finendo per ingannare il proprio portiere.

Da rivedere anche il gol decisivo di Hofmann, con Plastino un po’ passivo e forse anche autore di una deviazione… Insomma, il portiere biancoblù è finito per essere oggetto di critiche, ma come spesso succede anche su quelle reti incassate vanno divise le responsabilità.

tre Il motore non dovrà ingolfarsi
Dopo l’ottima partita della terza linea nel match di venerdì contro lo Zugo, è stato un peccato vedere Diego Kostner fermarsi immediatamente per un infortunio. Al termine del match coach Luca Cereda aveva definito il suo blocco – completato da Trisconi e capitan Bianchi – come “il motore della squadra“, a cui sabato sera è però venuto a mancare il centro.

L’attaccante italiano sarà out per una decina di giorni, il che significa che salterà ancora 2-3 partite, due di queste in calendario in casa contro Langnau e Ginevra. Insomma, se l’Ambrì non vorrà incontrare le stesse difficoltà di Rapperswil, è bene che il motore leventinese continui a girare a pieno regime anche senza di lui.

quattro Caccia grossa, dagli stambecchi ai tori
Ad immagine di un’estate vissuta dando buoni segnali, il canadese Matt D’Agostini è stato il giocatore che ha messo la firma sul primo gol leventinese di questa stagione… Scena che i tifosi della Zugo hanno imparato a conoscere, visto che con la rete di venerdì D’Agostini ha portato a sette il numero di gol segnati da biancoblù contro i tori, il che li rende l’avversario preferito del canadese.

O meglio, a parimerito con il Davos, visto che l’attaccante di Sault St. Marie è particolarmente abile anche nella caccia agli stambecchi, anche loro “abbattuti” in passato con sette centri!

cinque Inseguire la vittoria
Poter giocare forti di un vantaggio nel punteggio è sempre una cosa diversa rispetto all’essere costretti a rincorrere l’avversario, e questo lo sa bene l’Ambrì Piotta, che quando trova la rete sprigiona un’energia che eleva ogni aspetto del suo gioco.

La squadra di Cereda non ha però avuto sin qui questo lusso, ed assieme al Friborgo – che ha però giocato una partita sola – è l’unica squadra a non aver giocato nemmeno per un secondo in vantaggio. I biancoblù hanno infatti passato il 78.30% dei 120 minuti sin qui disputati ad inseguire gli avversari nel punteggio, mentre per il restante 21.70% i match dei leventinesi sono stati in parità.

Se delle difficoltà mentali dopo le fatiche di CHL erano previste, anche il trend con cui si sono sviluppate le partite sicuramente non ha aiutato.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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