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Interviste

Chiesa: “Emozionante tornare a Biasca da capitano, è un privilegio”

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BIASCA – Il Lugano è sceso in pista per la prima volta in stagione nella serata di martedì, battendo per 5-1 i Ticino Rockets in un match in cui i bianconeri hanno voluto provare i primi automatistimi e delle bozze iniziali di linee, pur considerando l’assenza di un elemento fondamentale come Tony Martensson.

La sfida contro il farm team biaschese è l’unica che separa la squadra di Doug Shedden dal primo impegno di CHL contro l’Adler Mannheim, e dunque in questo senso era importante sfruttare l’occasione per ritrovare il feeling con l’agonismo di una vera partita.

“Per noi in questa occasione era importante provare i primi meccanismi e ritrovare un po’ l’alchimia tra le linee”, ci ha spiegato il neocapitano Alessandro Chiesa. “Credo che siamo riusciti a fare una partita ordinata tatticamente ed eseguire ciò che l’allenatore voleva, e questa era la cosa importante… Chiaramente il ritmo non era tra i migliori, ma come prima uscita era centrale il fatto di riprendere confidenza con i 60 minuti”.

Alessandro Chiesa, è difficile giocare una sola partita prima di affrontare un torneo come la CHL, che presenta un certo livello?
“Chiaramente a Mannheim troveremo un altro ritmo… Ma ogni giorno ci alleniamo duramente, durante gli allenamenti facciamo spesso delle partitelle e ci stiamo preparando bene tatticamente. Dalla prossima partita saremo sicuramente pronti per scendere in pista nell’ambito della CHL”.

A Biasca sei stato acclamato particolarmente, tu che qui hai mosso le prime pattinate… Com’è stato tornare da capitano del Lugano?
“È stata una bella sensazione, per me è un grande privilegio poter essere il capitano di questo club. Ho vissuto sicuramente un’emozione particolare nel poter tornare in questa pista, dove ho fatto le mie prime pattinate e cresciuto con il Tre Valli Ghiaccio Biasca”.

Inoltre il fatto che la “C” ti sia stata ceduta da Hirschi rappresenta un grande riconoscimento…
“Sì, Steve ha fatto un grandissimo lavoro in questi anni e mi auguro semplicemente di poter svolgere ottimamente questo compito come ha fatto lui. So comunque che sarà sempre al mio fianco per aiutarmi, dunque anche in questo senso sono motivato per iniziare la stagione e sono pronto a fare il mio primo anno d’apprendistato con tanti leader in squadra… Abbiamo una rosa con parecchi giocatori d’esperienza e diverse personalità, quindi avrò tanti aiuti e questo sarà solo positivo”.

Conosciamo gli obiettivi della squadra, ma invece a livello personale cosa speri di raggiungere? C’è nei tuoi pensieri l’ottenimento di un posto in Nazionale?
“Chiaramente la Nazionale è sempre l’obiettivo per ogni giocatore svizzero, è un grande onore poter vestire i colori rossocrociati. Come ho sempre fatto mi concentrerò però a fare bene con il Lugano, poi sarà l’allenatore a decidere se vorrà convocarmi o meno… Mi impegnerò al massimo per il mio club, poi vedremo cosa succederà”.

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