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Ambrì Piotta

Cereda: “Partiamo da una base solida e da obiettivi realistici, la preparazione non cambia”

Il coach: “La CHL sarà un impegno gestibile, fino a ottobre comporterà due partite in più rispetto a un anno fa, alla Spengler invece non abbiamo ancora pensato”. Sui Rockets: “Una realtà da salvare, è troppo importante”

AMBRÌ – Dopo aver mandato agli archivi una stagione che ha superato tutte le aspettative, l’Ambrì Piotta ha già voltato pagina, ed è al lavoro con l’obiettivo di rendere anche il campionato 2019/20 uno di quelli che si potrà ricordare con orgoglio.

“Attualmente siamo nella seconda settimana di allenamenti, e come da tradizione lavoriamo con tre blocchi da tre settimane, sempre intercalati da uno individuale”, ci ha spiegato coach Luca Cereda. “Puntiamo tanto su forza, potenza, velocità e resistenza specifica, che sono gli aspetti in cui crediamo e che abbiamo visto funzionare in questi primi due anni”.

Tra i giocatori al lavoro c’è anche Matt D’Agostini, che sarà con il gruppo sin da ora e per tutta la preparazione estiva…
“Una delle cose che gli avevamo chiesto era quella di rimanere in Ticino a fare la preparazione con noi, ha avuto una stagione difficile ma crediamo che quando è in buona forma fisica può essere un giocatore ancora molto importante per noi, ma anche in tutto il campionato. Era un aspetto che volevamo e che lui ha accettato ben volentieri, ed infatti lo stiamo vedendo lavorare con la giusta attitudine”.

Per completare la squadra manca ora solamente il sostituto di Kubalik?
“Sì, ad oggi cerchiamo uno straniero. Duca è naturalmente sempre molto attento sul mercato, ma sappiamo bene che il budget ad Ambrì va rispettato ed in questo senso non c’è più tanto margine di manovra. Ad oggi siamo concentrati sul giocatore d’importazione mancante… Il Mondiale sarà in questo senso una vetrina importante, ma a guardare ci saranno tante squadre e tante leghe, anche più importanti e ricche della nostra”.

Quanta considerazione ha Bryan Lerg nella vostra ricerca?
“Lerg è sicuramente un ottimo giocatore, ma come lo è per noi lo è anche per altre squadre. In Svezia – prima di arrivare ad Ambrì – aveva fatto benissimo e dunque a quelle latitudini avrà sicuramente mercato. Noi ad oggi siamo aperti a tutti, con lui ma anche con qualsiasi altro attaccante. Non abbiamo preso ancora alcuna decisione, vedremo…”.

Quest’anno al vostro calendario si aggiungeranno CHL e Coppa Spengler, questo avrà un impatto sulla preparazione?
“No, non abbiamo cambiato nulla nella preparazione estiva. Se consideriamo la CHL, torneo nei confronti del quale tanti erano preoccupati per gli impegni aggiuntivi, in verità sino ad ottobre ci porterà solo due partite supplementari rispetto all’anno scorso, dunque un carico gestibile. La Spengler invece sarà qualcosa di completamente nuovo e a cui onestamente non abbiamo ancora pensato, è troppo lontana”.

Un anno fa avevate cambiato parecchi giocatori, mentre ora ti ritrovi a lavorare con un gruppo quasi interamente confermato…
“Da un lato partiamo da una base più solida, la maggior parte dei giocatori sa come lavoriamo e cosa aspettarsi, dunque ci sono meno incognite. Dall’altro però una delle nostre sfide sarà consolidare le abitudini che abbiamo creato nei primi due anni. Fare ancora le stesse cose potrebbe risultare noioso, visto che in passato abbiamo avuto dei progressi relativamente veloci ed esponenziali, mentre in futuro non sarà così. In quella fase dovremo essere bravi a capire che è necessario continuare a fare questo lavoro per consolidare la base che abbiamo creato”.

Dopo una stagione come quella passata, ci saranno le aspettative – esterne ma anche interne – che andranno gestite…
“Per me questo è un tema molto chiaro. Un anno fa i più ottimisti ci mettevano al decimo posto, e guardando alla prossima stagione avremmo grossomodo lo stesso budget, la stessa squadra e lo stesso staff… Dunque per me l’obiettivo sarà di nuovo la salvezza, anche se dobbiamo cercare di fare dei passi avanti come squadra. Sappiamo che lo scorso anno abbiamo raggiunto un traguardo incredibile, grazie ad una serie di circostanze cadute tutte al posto giusto. Nei prossimi mesi, quando avremo la rosa definitiva, cercheremo un obiettivo realistico per noi, ma non credo che si distanzierà molto da quello che avevamo all’inizio della passata stagione”.

Che opinione ti sei fatto invece sulla situazione venutasi a creare con i Ticino Rockets?
“Tutti stanno lavorando per confermare questa realtà, che credo sia importantissima per il Ticino… Per una volta siamo arrivati prima di altri, dunque non dobbiamo sprecare questo vantaggio. In questi primi tre anni il progetto Ticino Rockets ha avuto un successo incredibile, sono tanti i giocatori che passando da Biasca hanno poi compiuto il passo in avanti, ora dobbiamo trovare il modo di farla ancora questa squadra… È troppo importante per tutto il Ticino. Spero che si arrivi ad una soluzione per i giovani che arriveranno. Personalmente cerco di essere positivo, ma è chiaro che il tempo ora inizia a stringere. Dietro ad una stagione di hockey c’è tanto lavoro, ed andranno inoltre trovati dei giocatori ed uno staff… Tutto questo non si fa da un giorno all’altro”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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