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Ambrì Piotta

Cereda: “Non abbiamo un milione extra, ma cerchiamo di trovare un milione di idee”

Duca sul mercato: “Ci sarebbe piaciuto aggiungere un difensore straniero, ma ci sono incertezze e tutto è più difficile. Restiamo comunque vigili, perché ci sono modi di essere creativi senza spendere soldi che non si hanno”

BIASCA – In quello che di fatto è il training camp più lungo di sempre, la preparazione dell’Ambrì Piotta sta entrando nelle sue settimane conclusive ed è tempo di fare le prime “prove generali” in vista dell’ingaggio d’apertura del 1 ottobre.

“La partita di sabato per noi rappresenterà una prova per vedere come reagiremo ad un impegno giocato dopo una giornata di libero“, ci ha spiegato Luca Cereda, facendo riferimento all’amichevole contro il Berna. “In campionato succederà di dover scendere in pista dopo un giorno di riposo, vogliamo avere qualche informazione in più su come reagisce in queste situazioni la squadra. Abbiamo inoltre fatto un test nel caso in cui dovessi essere messo in quarantena, a sorpresa per una giornata intera tutto è stato diretto dal mio staff… Ci sono tante eventualità che possono presentarsi, vogliamo arrivare pronti”.

Come da tradizione le armi principali il club biancoblù le cercherà al suo interno, consci che non si percorrerà la via di rinforzare la squadra con uno dei tanti ingaggi provvisori che stanno caratterizzando il mercato di queste settimane.

“A differenza di altre squadre, che stanno cercando aiuto o risposte all’esterno, a noi non resta che trovarle all’interno. Vogliamo puntare ancora di più sulla nostra identità come club, uniformarci ancora di più tra squadra, staff, dirigenza e tifo, diventando un’unità più forte”, ha continuato il coach.

“Allo stesso tempo vogliamo far crescere le risorse interne, i giovani ma anche i giocatori con più esperienza, e rimanere compatti nei momenti difficili che affronteremo. È l’unica soluzione… Visto che non abbiamo un milione extra da spendere, cerchiamo di avere almeno un milione di idee”.

L’arrivo di un ingaggio “a scadenza”, che a metà novembre lascerebbe la squadra dopo aver preso il posto per un mese e mezzo di un giocatore che invece è parte stabile della rosa, avrebbe inoltre portato a una sfida da non sottovalutare a livello di equilibri.

“È complicato. Lo scorso anno abbiamo vissuto questa situazione con Hrachovina, che sapevamo sarebbe rimasto per un certo periodo. Lui non rubava il posto a nessuno visto che si trattava di un ingaggio in risposta a un infortunio, ma il tutto era comunque particolare. Se chi arriva prende invece il posto di qualcuno la cosa si complica ancora di più, ti ritrovi a dover tenere in caldo un giocatore di cui sai che avrai bisogno in futuro ma che al momento non utilizzi. C’è il vantaggio di aggiungere alla rosa un elemento di buon livello, ma lo spogliatoio è un ambiente fragile, la minima cosa lo può disturbare in modo importante. Una persona è abbastanza per cambiare le dinamiche di un gruppo intero, un po’ come in una classe scolastica”.

In questo senso ci si può aspettare di vedere l’Ambrì Piota iniziare la stagione con la rosa attuale. Plastino è rimasto a lungo in stand-by, ma si è poi accordato con il Bolzano e nel frattempo Cereda ha proseguito nell’esperimento di schierare Dal Pian in difesa. Di conseguenza, ad oggi Novotny è a tutti gli effetti uno straniero biancoblù.

“Plastino era una delle nostre opzioni e fino a pochi giorni fa ci abbiamo provato”, ha commentato Cereda.

“Idealmente ci sarebbe piaciuto aggiungere un difensore stranieroha precisato Paolo Ducama tutto ora è più difficile. Ad oggi non sappiamo ancora quanti spettatori potremo ospitare e questo avrà un grande impatto sulle finanze. Restiamo comunque vigili sul mercato, perché ci sono modi di essere creativi senza spendere soldi che non si hanno”.

Meglio dunque pensare al presente, e nel caso di Dal Pian questo significa giocare ancora un’amichevole – quella con il Berna –  da difensore, poi si vedrà come proseguire. “Prima delle partite con Friborgo e Lugano faremo il punto, vedremo a che punto saremo e come ha vissuto l’esperienza il giocatore, perché se a lui non piace allora non vale la pena lasciarlo in retrovia“, ha spiegato Cereda. “Per il momento l’esperimento è positivo”.

Ci potrebbe invece volere un po’ per tornare a vedere all’opera Nättinen, alle prese con un affaticamento muscolare: “Se fossimo in campionato giocherebbe normalmente, ma ora non ha senso rischiare. Manca ancora molto all’inizio”.

In vista di un mese di ottobre particolarmente intenso – l’Ambrì giocherà 14-15 partite, a dipendenza dell’esito di Coppa – come banco di prova ci saranno anche i due derby, che dovrebbero rappresentare la scintilla per lanciare tutto l’ambiente (pubblico compreso) verso il nuovo campionato.

“Per noi saranno partite importanti. Il primo derby ci permetterà di simulare un back-to-back, seguito da un impegno il martedì seguente. Giocare contro il Lugano risveglierà inoltre la voglia di hockey di tutti, questo è positivo perché siamo un po’ stufi di sentir parlare solo di coronavirus. Dal nostro punto di vista un avversario come i bianconeri ci aiuterà ad aumentare il focus sulla prestazione sportiva, anche se ci saranno certi comportamento a cui dovremo fare attenzione”, ha concluso Cereda.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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