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Ambrì Piotta

Cereda: “Cerchiamo costanza nei principi, vogliamo presentarci al meglio in Europa”

Il coach dopo l’ultima amichevole di preparazione: “Stiamo cercando le giuste combinazioni per trovare stabilità. La sfida di sabato era utile per togliere un po’ di ruggine, ora vogliamo fare il meglio possibile in CHL”

RAPPERSWIL – È uno scenario inusuale, ma il preseason dell’Ambrì Piotta è già terminato. Con la sfida di Rapperswil di sabato pomeriggio – sconfitta per 5-1 – la squadra di Luca Cereda ha giocato la sua ultima partita di preparazione, e guarda ora ai quattro impegni di CHL e alla sfida di Coppa Svizzera che precederanno il debutto in campionato del 13 settembre.

La preparazione della squadra passerà dunque dai primi impegni ufficiali, che potranno offrire stimoli interessanti per alzare la propria intensità dopo che l’impegno contro i Lakers era stato utile per iniziare il processo di avvicinamento al match di Monaco.

“Sapevamo che questa partita sarebbe stata difficile, perchè arrivavamo da un periodo di riposo che ci serviva per digerire il carico di lavoro delle precedenti tre settimane”, ci ha spiegato coach Luca Cereda. “Contro il Rapperswil si trattava dunque di togliere ruggine a gambe, mani e testa… In questo senso nel terzo tempo siamo migliorati a livello di ritmo e questo è quello che cercavamo, ora si tratterà di continuare il processo sino alla partita di giovedì a Monaco”.

Siete a pochi giorni dal debutto in Europa ma a tre settimane dalla prima partita di campionato, c’è il giusto equilibrio da trovare…
“Ora ci concentreremo sulla prima uscita di CHL, vogliamo fare il meglio possibile prima di pensare alla seconda sfida del torneo. Una volta affrontati questi impegni ci confronteremo con il weekend in casa con la stessa filosofia, prima di giocare la Coppa Svizzera ed iniziare infine il campionato. In questo momento la cosa a cui teniamo di più è fare bene e presentarci nella giusta maniera all’estero”.

In CHL potrai utilizzare gli stranieri a tuo piacimento, ma poi dovrai rinunciare a qualcuno quando schiererai Hrachovina… Hai già un’idea di come gestirai quella dinamica?
“Non abbiamo uno “scenario” pronto per quando giocherà Hrachovina, se non quello di essere a quel punto confrontati con la decisione di dover lasciare fuori un elemento di movimento. Sarà una decisione presa a dipendenza della partita, basata sul tipo di avversario ma anche in relazione alla nostra forma, alla strategia che vogliamo mettere in pista, il tipo di momentum che stiamo vivendo e via discorrendo. È difficile pianificare in anticipo queste cose, le valutazioni vengono fatte giorno per giorno”.

Hofer l’anno scorso aveva faticato all’inizio… Stavolta invece ha ripreso da dove aveva finito, quanto sarà importante per voi la sua crescita?
“Hofer ha fatto una buona progressione da un anno a questa parte, e sono convinto abbia ancora dei margini di miglioramento importanti. Deve continuare a lavorare. La passata stagione ha avuto giustamente bisogno di un periodo di adattamento al campionato e al nostro club, ma ora si tratta di continuare sulla stessa strada. Sarà sicuramente un elemento importante per noi a livello di stabilità di gruppo e di squadra”.

Sei orientato sul tenere Müller con Zwerger, e Hofer con D’Agostini, coppie consolidate dal passato campionato… Hai inoltre provato Flynn con D’Agostini, che si conoscevano dal passato… È un vantaggio partire con dei legami già sviluppati?
“Da un lato sicuramente è un vantaggio, perché abbiamo alcune dinamiche che sappiamo funzionare ed anche tra di loro c’è una certa intesa. Dall’altro lato però dobbiamo avere anche soluzioni in caso di infortuni, cali di forma oppure nelle fasi in cui perderemo un po’ di momentum, circostanze in cui si dovranno trovare soluzioni nuove e lì sarà importante avere quel qualcosa in più. La cosa fondamentale è giocare come gruppo gli stessi principi, una volta che si ha questo ingrediente non dico non sia importante chi viene piazzato in una determinata linea, però è un po’ meno importante“.

La top six così come la linea Bianchi-Kostner-Trisconi sono elementi consolidati, mentre rimane un blocco tutto da conquistare per i nomi restanti…
“Sicuramente è così. Per noi come detto è importante trovare una costanza di gioco nei principi, questo con tutte le quattro linee. Poi in base alla strategia con gli stranieri è possibile che qualcosa si modifichi, ed in questo senso ci vogliono dei giocatori pronti a farsi avanti con entusiasmo ed energia per cogliere le opportunità che si presentano. Però effettivamente ci sono dei posti da conquistare, mancano pochi giorni prima dell’inizio ufficiale della CHL ma poi il nostro cammino sarà lungo e non avremo uno “stampino” che useremo per tutto il campionato. È importante che tutti lavorino perché può succedere di tutto”.

In questo mese hai provato Gerlach, prima al centro e poi all’ala, che impressioni hai avuto? Verrà con voi in CHL?
“Nei prossimi giorni dovremo decidere la rosa da portare in CHL ed una delle domande è la presenza o meno di Gerlach. Lui è un giocatore che ha dimostrato di avere ottime qualità tecniche ed una buona visione di gioco, ma ha un grande margine di miglioramento nel lavoro ed intensità senza disco… Questo è normale, arriva da un campionato juniori in cui ci si allena poco e per lui il nostro contesto è tutto un po’ nuovo. Sinora siamo contenti di quello che abbiamo visto, perché tante qualità che ha sono difficili da insegnare e ora starà a lui fare un passo verso l’hockey europeo. Chiaramente Gerlach non è un attaccante che diventerà un grinder, ma per giocare ad un certo livello un minimo di questo elemento ci vuole. Sta svolgendo un normale processo di crescita, dovremo semplicemente dargli un po’ di tempo per fare anche degli errori e crescere”.

Le cose stanno iniziando a delinearsi anche in difesa, dove stai mantenendo delle coppie formate da un elemento di solidità unito ad uno più dinamico…
“All’inizio abbiamo ruotato un po’, ma poi abbiamo cercato di trovare un certo equilibrio con delle coppie che percepivamo potessero darci una certa stabilità sia a livello di gioco ma anche d’intensità… In queste ultime partite abbiamo trovato una buona solidità in quel senso, ma anche qui le cose possono cambiare velocemente, ad esempio per infortuni come quello di Jelovac. Speriamo di aver avuto le intuizioni giuste, sinora sono contento di quello che ho visto perché l’affiatamento tra i giocatori è cresciuto di partita in partita. È stato inoltre bello vedere Pinana ritrovare minuti di gioco ed una certa sicurezzza in se stesso”.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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