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Ambrì Piotta

Cade il tabù di Malley, per l’Ambrì una vittoria di sacrificio

Sorretti da un Conz strepitoso, la squadra di Cereda si è imposta grazie al tanto lavoro. I biancoblù guardano ai Lakers forti del miglior powerplay della lega

Cade il tabù di Malley, per l’Ambrì una vittoria di sacrificio

LOSANNA – AMBRÌ

1-4

(1-1, 0-0, 0-3)

Reti: 13’41 Müller 0-1, 14’30 Emmerton (Junland) 1-1, 44’58 Plastino (Novotny, D’Agostini) 1-2, 42’30 Müller (Kubalik) 1-3, 57’44 Novotny (D’Agostini) 1-4

Note: Malley, 6’116 spettatori. Arbitri Hebeisen, Tscherrig; Kovacs, Pitton
Penalità: Losanna 4×2′, Ambrì 5×2′

LOSANNA – Malley non è più stregata. Dopo otto sconfitte consecutive in casa del Losanna i biancoblù sono tornati a vincere in terra vodese, e per farlo ci è voluto un match di grande sacrificio ed un Conz strepitoso, gli ingredienti principali che hanno permesso alla squadra di Cereda di uscire vincitrice da un match che ha visto il conteggio finale dei tiri assestarsi sul 49 a 26.

Eppure, nonostante la squadra allenata da Peltonen abbia prodotto più gioco, la sensazione è quella che i leventinesi abbiano portato in pista quegli elementi che permettono loro di essere efficaci, riuscendo a sopravvivere a denti stretti ad un secondo tempo in cui Emmerton e compagni hanno cercato di aumentare il ritmo.

Nelle fasi più concitate è così salito in cattedra Conz, preciso ed estremamente calmo nei suoi interventi, tanto da frustrare in maniera evidente un Losanna che con il passare dei minuti si è aggrappato più alla foga della propria manovra che su un gioco realmente ragionato. Le certezze dei padroni di casa sono poi crollate sulla rete di Plastino, che in powerplay ha gelato la pista di Malley con un tiro velenoso dalla distanza che ha sorpreso Boltshauser.

Per arrivare a quell’episodio l’Ambrì Piotta ha però dovuto lavorare e sudare tantissimo, soprattutto per cercare di arginare i fulminei cambi di ritmo del Losanna, che hanno dato degli scossoni di velocità alla partita nella speranza di trovare quelle reti che avrebbero probabilmente indirizzato la serata su binari diversi.

In questo senso la squadra di Cereda ha dovuto adattarsi in corsa, ed in alcuni momenti non è riuscita a trovare gli espedienti giusti per abbassare il ritmo della contesa. L’esempio è ancora il periodo centrale, frazione tutta che ha rappresentato la chiave di volta della sfida, in cui l’Ambrì ha saputo saputo – non crollando – porre le basi del suo successo, mentre il Losanna ad ogni tiro andato a cozzare su Conz si è scavato piano piano la fossa.

Le conclusioni dei padroni di casa sono state tante, ma spesso anche superficiali o velleitarie, e non a caso Herren e compagni hanno una percentuale al tiro migliore solamente di quella del Rapperswil.

I vodesi possono forse recriminare su quella rete non concessa a Vermin, che ha deviato in porta un disco messo in mezzo da Mitchell. Gli arbitri hanno ricorso al video per cercare di determinare la volontarietà dell’episodio – solo in caso di palese non-volontarietà la rete viene concessa – e un pattino teso di Vermin unito a delle immagini video di qualità troppo scarsa per essere di vero supporto ai direttori di gara hanno portato Hebeisen e Tscherrig a confermare la loro decisione.

L’Ambrì si è invece fatto vivo sul fronte offensivo solamente con Guerra, che al rientro da una penalità è andato a sfiorare quello che sarebbe stato il gol del 2-1. A quel punto la sfida era infatti ancora caratterizzata dal gol in apertura di Marco Müller, episodio anche questo riguardato al video prima di essere convalidato. Nemmeno un minuto dopo è però arrivato il classico – quasi atteso dai superstiziosi – gol dell’ex di Emmerton, autore di una buona partita al centro della prima linea.

Nel finale di primo tempo si è poi verificato il momento in cui i leventinesi hanno perso maggiormente la calma, commettendo tre penalità praticamente consecutive che hanno portato al gol già citato e ad una prolungata fase a 3-contro-5, superata senza conseguenze.

In quei momenti – così come per il resto della sfida – l’Ambrì ha cercato di colmare il gap con l’avversario attraverso grinta ed agonismo, elementi su cui anche il Losanna ha spesso cercato di puntare, andando a creare delle fasi ad alto ritmo con entrambe le squadre con un forecheck molto profondo.

Una volta incassata la rete di Plastino i padroni di casa hanno però iniziato ad evidenziare quei punti di domanda che con il passare dei minuti sorgono quando ci si trova in una fase di crisi, e lì l‘Ambrì è stato bravo ad approfittarne segnando ancora con Müller (doppietta) e Novotny. La rete del ceco ha una particolare valenza statistica, perché fa balzare il powerplay biancoblù al 23.08% di efficacia, ovvero il migliore dell’intera NLA.

L’Ambrì ha così incassato tre punti pesanti, anche e soprattutto se venerdì arriverà una conferma con un’altra vittoria al cospetto di un modesto Rapperswil. Contro la neopromossa lo schema sarà probabilmente diverso, ed è pur vero che un successo sviluppatosi come quello di Losanna è figlio di una concatenazione particolare di eventi, ma la squadra di Cereda ha reagito alle difficoltà con carattere e sangue freddo, e questo ha un valore.

Ora si tratterà di proseguire con il lavoro, analizzare quelle fasi in cui il Losanna ha potuto trovare un po’ troppo tiri verso Conz – solo 9 tiri bloccati martedì sera da parte degli uomini di movimento – e poi prepararsi per una sfida con i Lakers in cui si sarà chiamati ad un’inversione di ruoli.


IL PROTAGONISTA

Benjamin ConzLo scorso anno gli si imputava di essere stato solamente “ok”, ma di non essere mai riuscito ad elevare il suo gioco tanto da “rubare” delle partite per il suo Ambrì.

Quest’anno, forse complice il fiato che gli dà il turnover con Manzato, Conz ha già messo una sua decisa impronta su più match, su tutti questa vittoria di Losanna e lo shutout di Langnau. Con 48 parate è stato determinante, ed ha evitato che l’Ambrì affondasse nella fase centrale del match, quando il Losanna ha spinto con insistenza.


HIGHLIGHTS

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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