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Interviste

Brunner: “I derby una chance di riscatto, importante aver ritrovato il modo di vincere”

L’attaccante sta ritrovando i suoi ritmi dopo aver giocato la Spengler: “Mi ha aiutato molto, ora mi sento molto meglio. Sono soddisfatto, ora si attendono le convocazioni del 17 gennaio”

AMBRÌ – Se l’intenzione del Lugano era quella di sfruttare i due derby del weekend per tornare sulla retta via, i sei punti conquistati hanno permesso sicuramente ai bianconeri di riprendere in maniera importante fiducia nei propri mezzi.

Lo stesso percorso, ma a livello individuale, lo sta seguendo l’attaccante Damien Brunner, costretto ad attendere sino ad inizio dicembre prima di poter fare il suo debutto stagionale, che è però coinciso con una frenata dei risultati di squadra. Le cose però stanno iniziando a migliorare, ed il numero 98 piano piano sta trovando il suo ritmo e la sua dimensione in squadra.

“Credo che commentare questo derby sia piuttosto semplice… L’Ambrì ha giocato un’eccellente partita, mentre Elvis come venerdì per noi è stato strepitoso”, ha spiegato Brunner. “Il ghiaccio della Valascia era in pessime condizioni, ma siamo riusciti a risolvere la sfida in powerplay”.

Fondamentale per voi reagire subito al gol in shorthand dell’Ambrì, ottenendo il pareggio e poi il gol del vantaggio…
“Sicuramente, quella è stata la chiave della partita. Siamo riusciti a reagire davvero bene ai migliori momenti degli avversari, rendendoci protagonisti di un buon finale di gara… Siamo stati un po’ fortunati, perchè un loro giocatore (Zwerger, ndr) ha preso una brutta penalità dalla panchina, e quell’episodio ci ha spianato la via verso la vittoria”.

Sull’arco di due sfide avete concesso un centinaio di tiri all’Ambrì, questo è un aspetto a cui dovrete guardare…
“Cento tiri? Forse chi raccoglieva le statistiche in questi due giorni era ubriaco! Scherzi a parte, bisogna ammettere che i biancoblù hanno giocato con la giusta attitudine, ci hanno messo sotto dal punto di vista dei tiri in ogni singola partita che abbiamo disputato contro di loro quest’anno… Sono sempre riusciti a fare almeno una quarantina di conclusioni, lottano dall’inizio alla fine e ci hanno reso la vita difficile, ma abbiamo comunque trovato il modo di vincere cinque derby su sei”.

Sembra dunque che abbiate trovato la ricetta perfetta per battere questo Ambrì…
“Pare proprio di sì! La prima partita l’avevamo persa in maniera un po’ stupida, avremmo anche potuto chiudere la serie stagionale con sei vittorie, ma il bello di quando si incontra l’Ambrì è la grande competizione… Prima di questo weekend abbiamo vissuto un periodo complicato, e sapevamo che i due derby erano una grande occasione per redimerci e ritornare sulla retta via. Abbiamo ritrovato il modo di vincere, e questo credo sia molto importante per noi”.

Sei tornato dopo aver mancato i primi mesi di stagione. Ireland sta provando diverse combinazioni nelle linee, è difficile rientrare in un periodo così?
“Sicuramente non è facile, ma in queste ultime partite ho sviluppato un’intesa eccellente con Sannitz e Bertaggia, e le cose sono andate bene. In generale però dal mio punto di vista cambia poco chi sono i tuoi partner sul ghiaccio, se tutti seguono le direttive del sistema di gioco le cose non possono che andare per il verso giusto”.

Per te è inoltre stato importante giocare la Spengler per riprendere più velocemente il ritmo…
“Sì, mi ha aiutato molto. In Nazionale ho potuto giocare tanti minuti e far andare finalmente le gambe, ed ora mi sento molto meglio. Credo che i due derby abbiano rappresentato le mie partite “back-to-back” migliori in questo campionato”.

Per quanto riguarda le Olimpiadi, credi di avere una possibilità nonostante la lunga assenza di inizio stagione?
“Non lo so. Credo che la lotta per la convocazione sarà tirata sino alla fine per molti giocatori, ma non so cosa succederà e lo scoprirò solamente il 17 gennaio. Ho provato a giocare al massimo delle mie potenzialità, anche se in alcune circostanze è stato difficile entrare immediatamente in partita… Vedremo cosa succederà.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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