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Boverio: “Senza arbitri non si gioca, contiamo su tanti bravi giovani”

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In Ticino gli appassionati di hockey sono davvero tanti ma, tuttavia, la maggior parte di loro dimentica spesso che in ogni partita, indipendentemente dalla categoria, c’è una terza squadra sul ghiaccio: gli arbitri. Per conoscere meglio questo ruolo dell’hockey ticinese vi proporremo quattro interviste, a distanza di due settimane, ad altrettanti arbitri ticinesi. Il primo appuntamento è con Luca Boverio, arbitro della categoria Élite nonché convocatore degli arbitri per la regione Ticino nelle leghe minori.

Luca Boverio, come hai intrapreso la carriera di arbitro?
“Ho iniziato ad arbitrare un torneo piccolo solo per scherzo e da lì ho proseguito… sempre in salita!”.

Come giudichi il livello degli arbitri ticinesi, in qualità di convocatore fino alla terza lega?
“Sono abbastanza contento del livello. Abbiamo degli ottimi giovani i quali hanno sicuramente davanti un buon futuro. In particolare quest’anno sono arrivati due o tre elementi davvero promettenti”.

La pressione da parte dei giocatori, degli allenatori e in particolare del pubblico spesso è molto incalzante. Qual è il segreto per riuscire a gestirla al meglio?
“Una decina di tazze di camomilla prima delle partite è un buon consiglio (ride, ndr)! A parte gli scherzi, ormai quello fa parte del gioco e anzi tante volte avere la pista vuota è peggio che avere 1’000 o 2’000 spettatori che ti danno addosso dall’inizio alla fine: l’adrenalina sale e ti aiuta ad arbitrare meglio. Ad inizio carriera magari è difficile ma poi si impara a gestirsi”.

Come giudichi l’affluenza di arbitri nelle leghe minori e nel settore giovanile?
“Come detto prima, quest’anno sembrerebbe che i club abbiano capito qualcosa e hanno mandato qualcuno in più. Per le leghe attive abbiamo 8 nuovi arbitri di cui 4 sono giovani. È chiaro che bisognerà lavorare tanto, ma non bisogna mollare perché nei prossimi anni presumo che qualcun’altro smetterà: già quest’anno abbiamo perso due elementi di peso che non saranno facili da sostituire. Con i giovani credo però che ce la faremo”.

Cosa è stato fatto e cosa si potrebbe fare di più a tuo avviso per reclutare nuove leve?
“Lo scorso anno è nata la campagna “NO REFS, NO GAME”, di cui addirittura è un ticinese che se ne occupa. Trovo che si sia fatto tanto; si può fare ancora qualcosa ma bisogna utilizzare questa campagna: senza di noi non si gioca e questo è chiaro e quindi penso che Andreas (Kohler, Head of Referee Regio League e responsabile del reclutamento arbitri a livello di SR e linesman semiprofessionista, ndr) ha fatto e farà ancora un buon lavoro per reclutare nuovi arbitri”.

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