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Interviste

Berra: “Pronto a dar battaglia, voglio essere un titolare in NHL!”

VERBIER – Verbier è una località famosa per le sue stazioni sciistiche e per il suo festival musicale. Non tutti sanno però che questa frazione di Bagnes (Vallese), è anche teatro di uno dei più importanti campi di allenamento estivi per portieri professionisti.

Ogni anno diversi portieri di livello internazionale decidono di rimettersi i pattini proprio nella località vallesana e uno degli habitué è il nazionale svizzero Reto Berra, con il quale abbiamo scambiato quattro chiacchiere per scoprire come sta vivendo la sua nuova avventura ai Colorado Avalanche.

Reto Berra, stai svolgendo un camp di allenamento per portieri a Verbier… Non è la tua prima volta, vero?
“Esatto, questa è la quinta volta che partecipo. Mi piace molto cominciare la stagione qui e lo trovo estremamente importante. Ogni anno a Verbier è la prima volta che scendo sul ghiaccio dopo il termine del campionato e questo campo mi permette di ricominciare a praticare le basi della disciplina. È un po’ come gettare le fondamenta di una casa. Inoltre abbiamo a disposizione molto ghiaccio (due allenamenti al giorno, ndr) e degli ottimi coach che ci seguono assiduamente”.

Come si svolge il campo? Come ti senti dopo la prima metà di settimana?
“L’inizio di una stagione è sempre la parte più difficile e frustrante. Sembra sempre che niente funzioni, l’equipaggiamento è strano da indossare, non riesci a trovare le misure della porta, i movimenti sono troppo lenti, le posizioni sbagliate… Quando ero più giovane mi arrabbiavo spesso, mentre ora ho imparato che ci vuole del tempo. Quest’anno mi trovo comunque meglio rispetto al solito”.

La scorsa stagione hai disputato il tuo primo campionato intero come riserva di Varlamov. Le cose inizialmente sono andate benino (ad esempio con la bella partita a Boston), poi cos’è successo?
“Mi sono infortunato in un match giocato ad Ottawa in un momento nel quale le cose non stavano andando bene per la squadra a livello di classifica. A causa del mio infortunio (unitamente a quello contemporaneo di Varlamov) Colorado ha richiamato Calvin Pickard, che ha giocato molto bene sfruttando la sua occasione e girando un pochettino il momentum a suo vantaggio. Quando sono passate alcune settimane ed io continuavo a non giocare il club mi ha dato l’occasione di riprendere il ritmo in AHL giocando qualche match con Lake Erie Monsters a Cleveland. Nel finale di stagione ho giocato qualche match da titolare con gli Avalanche in California, dove le cose sono andate bene”.

Quando Pickard ha preso il tuo posto come portiere di riserva e tu non hai giocato molto, cosa ti ha detto Patrick Roy? Come gestiva la situazione?
“Dopo circa un mese che non giocavo mi ha proposto di andare a giocare cinque partite per i Monsters ed io ero assolutamente d’accordo con questa idea. In quel momento, nonostante fossi in AHL, cambiare aria è stata un’ottima decisione che mi ha permesso di riprendere ritmo e confidenza. Inoltre ho anche segnato (ride ndr)!”.

Hai appunto segnato una rete con Lake Erie, come è successo?
“È stata una sensazione incredibile, ho sempre sognato di segnare una rete! Ci avevo già provato a Bienne quando giocavo ancora in Svizzera, ma all’epoca mancai la porta. Questa volta diciamo che lo scenario era perfetto. Eravamo in vantaggio per 4-2 e mancava un solo minuto al termine della partita. Uno degli attaccanti avversari ha tirato il disco dritto nel mio guantone ed io ho avuto un attimo di tempo per posizionarlo e prendere la mira, questa volta centrando il bersaglio”.

A Cleveland hai giocato con un ex-biancoblù, Maxim Noreau. Come lo hai visto? Credi avrà un’occasione di giocare per gli Avalanche la prossima stagione?
“Penso proprio di sì, già la scorsa stagione era vicinissimo ad essere inserito nel roster della prima squadra. È un difensore dotato di ottime qualità tecniche e di un’ottima personalità, è un personaggio piacevole da avere in spogliatoio. Purtroppo quando sono giunto a Cleveland abbiamo giocato soltanto due o tre partite insieme perché poi si è infortunato alla spalla, ma ha certamente il potenziale per farcela”.

La scorsa stagione non è andata alla grande per Colorado, come era invece stato il caso l’anno prima… Com’era l’ambiente a Denver?
“L’ambiente era ottimo nonostante tutto, i tifosi non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto. Quando le cose non vanno per il verso giusto noi come giocatori siamo i primi ad esserne frustrati. Abbiamo pagato un inizio di campionato assolutamente da dimenticare, mentre la seconda parte di stagione è andata meglio. Sul finale eravamo ancora in lotta per un posto nei playoff e non in fondo alla classifica a distanze siderali, dunque non tutto è da buttare. Giocare la stagione dopo aver ottenuto dei risultati incredibili è sempre difficile, sia perché siamo una squadra molto giovane che attraversava tutto questo per la prima volta, sia perché le aspettative erano elevatissime nei nostri confronti. Credo che questa stagione sia stata positiva, ora abbiamo accumulato esperienza anche in ambito negativo, imparando a gestire le situazioni anche quando le cose vanno male, senza mai lasciarsi andare”.

Gli Avalanche hanno due portieri sotto contratto (te e Varlamov) ed un terzo in discussione per il rinnovo (Pickard). Se Pickard dovesse restare dovrete battagliarvi il ruolo di backup nel camp in ottobre… Sei pronto?
“Certo, è tutto ciò a cui riesco a pensare ora. Voglio mostrare tutto il mio potenziale e convincere il coach a prendermi”.

Calvin Pickard che è qui con te a Verbier, com’è il tuo rapporto con lui?
“Il rapporto è ottimo, ho 28 anni e non siamo più ragazzini, siamo adulti. Lui e Varlamov sono dei ragazzi estremamente simpatici e lavorare con loro e François Allaire a Denver è davvero bello”.

In questa finestra di mercato molti portieri che giocavano come riserve sono stati scambiati in squadre che necessitavano dei titolari (come Talbot passato da New York ad Edmonton). Non hai mai pensato a questa possibilità?
“Sicuramente voglio essere un titolare in NHL. Forse qualche backup in NHL è felice di essere la riserva, io non mi accontento. Purtroppo però tutto ciò che riguarda i trade è fuori dal mio controllo. Ho ancora due anni di contratto con gli Avalanche e tutto ciò che so è che in ottobre mi presenterò al camp di Denver, dove mi giocherò il ruolo di titolare”.

Meier è stato scelto come nono assoluto al Draft, l’anno scorso Fiala come 11esimo, due anni fa Mirco Müller come 18esimo… Sempre più svizzeri stanno trovando spazio e fiducia in NHL…
“Tutto ciò è ottimo per l’hockey svizzero, che viene premiato per il lavoro svolto con i giovani. Penso che la chiave del successo sia il fatto che sempre più ragazzi colgono l’occasione di andare a giocare nelle leghe giovanili nordamericane, dove possono essere visionati dagli scout NHL. Quando giochi in Svizzera come ho fatto io le occasioni di essere visionato dagli scout si limitano ai campionati del mondo giovanili e se ti va bene alle competizioni internazionali, ma è dura. Tutti quelli che hai citato hanno invece giocato nelle leghe giovanili oltreoceano ed erano sotto i “radar” delle franchigie NHL. È bello comunque vedere sempre più rossocrociati nella massima lega, spero che la tendenza resterà questa anche in futuro”.

In primavera hai partecipato al Mondiale ceco con la Nazionale, per la prima volta guidata da Glen Hanlon. Come hai trovato il nuovo tecnico?
“È un ottimo allenatore e una bella persona. Gli piace essere molto a contatto con la squadra e trasmette una grande energia nel suo modo di fare. Inoltre è una persona molto positiva, che ci ha incoraggiati sempre nonostante i risultati non fossero ottimi, soprattutto inizialmente. La sconfitta nei quarti è stato un vero peccato perché credo avessimo la possibilità di vincere. Questo però è lo sport, alla fine dell’incontro una squadra deve vincere e un’altra deve perdere. Hanlon ha comunque fatto un ottimo lavoro secondo me”.

Studente universitario in Scienze della Comunicazione all'USI, segue giornalmente lo sport a 360°. Si occupa principalmente delle interviste, seguendo da vicino l'Ambrì Piotta.

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