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24.05.13
Ottawa
Pittsburgh0
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Finale OT
Boston
Rangers3
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Finale
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Finale
San Jose
LA0
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Finale
Pittsburgh
Ottawa7
3 -
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LA
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2 -
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Finale OT
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Rangers
Boston2
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Finale OT
LA
San Jose1
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San Jose
LA3
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Finale OT
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Boston2
3
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Gara 6
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Anche il Lugano è in grado di lottare e soffrire
- Pubblicato il: gennaio 22, 2012

LUGANO – A piccoli passi i bianconeri si avvicinano alla tanto agognata qualificazione ai play off, seppure con i molti patemi d’animo che stanno caratterizzando il finale di regular season della squadra di Huras. La vittoria contro ilo Bienne è stata tutto sommato meritata, perlomeno per la grinta che – a parte pochi – i padroni casa mettevano nel cercare di compensare le lacune di gioco causate anche dai soliti numerosi assenti.
Un’altra storia rispetto al mezzo disastro di Rapperswil, quindi, soprattutto nel piano della tenuta mentale e del cuore messo in pista contro una formazione, quella allenata dall’ex bianconero Kevin Schläpfer, che da ormai inizio stagione gioca “alla morte” ogni partita in cerca della qualificazione al post season.
Fisicamente il Bienne ha dato parecchie noie ai bianconeri (A. Cavazzoni)
E sin da subito, nonostante si intuisse che il Lugano era entrato in pista con altro piglio, si è capito che lo strapotere fisico dei Seeländer – basti vedere la stazza dei vari Wetzel, Beaudoin, Spylo – avrebbe messo in difficoltà la leggerina difesa bianconera. Nonostante ciò, Bednar e compagni hanno giocato una partita intelligente dal punto di vista tattico, ma come detto le numerose defezioni costringono uomini come Blatter, Hendry e Kienzle a prendersi responsabilità non loro e che in tutta sincerità non sono in grado di assumersi. Questo fatto ha portato le maggiori difficoltà ad assestarsi soprattutto nel rilancio delle azioni, risultate alquanto confuse e laboriose e di conseguenza a rendere poco fluide le azioni in uscita dal terzo di difesa, con gli attaccanti spesso fuori posizione o presi in controtempo.
Per fortuna che i bianconeri sono riusciti ottimamente nell’esercizio del power play, sfruttando due situazioni su quattro penalità inflitte da Reiber agli ospiti, andando a segno dapprima con Rintanen – doppietta per il cannoniere del Lugano – dopo soli quattro secondi dall’inizio del power play, e poi con Hendry dopo altri soli tredici secondi in un’altra situazione di superiorità.
Hnat Domenichelli ha messo a segno uno dei rigori decisivi (A. Cavazzoni)
Arrivati al sessantesimo stanchi e un po’ scornati dal nuovo pareggio di Bordeleau grazie ad un errore del fin lì ottimo Conz, nell’overtime ha praticamente sofferto per cinque minuti, prima che Steiner e Domenichelli segnassero gli unici rigori della sfida regalando due punti preziosi alla truppa di Huras.
Come detto, Conz a parte l’errore su gol di Bordeleau, è stato eccellente per tutto l’incontro, in particolare con un “big save” nell’overtime. Note di merito per la seconda linea, molto ben completata ed equilibrata grazie al ritorno ad alti livelli di Murray e soprattutto grazie all’innesto di McLean. Migliore in pista è stato Kimmo Rintanen, che oltre alla doppietta è sembrato molto in forma sui pattini, portando costanti pericoli nel terzo di difesa degli ospiti. D’obbligo rimarcare di nuovo la buona prova di Balmelli, che si è subito adattato all’hockey dei grandi, senza subìre troppe conseguenze dal grande balzo. Ancora sugli scudi un gregario come Reuille, davvero encomiabile l’impegno e il fosforo che mette in ogni cambio, così come Nodari, che finalmente si è distinto per una gara tutta grinta e sostanza.
Buona prestazione di Conz nonostante un grossolano errore (A. Cavazzoni)
Ancora sotto tono per contro la difesa, in particolare con Blatter – che quando va alle assi sembra voglia abbracciare qualcuno, tanta è la violenza che mette nei check… – ed Hendry, che aldilà della rete è spesso fuori posizione creando vari grattacapi ai compagni di linea.
Questo successo sofferto, ma fortemente voluto, contro un avversario che se si qualificherà ai play off sarà un bruttissimo cliente, dimostra che il Lugano è in grado di giocare con grinta e con il cuore anche in momenti difficili dal lato dell’effettivo e del gioco, e vien da chiedersi se questi ragazzi abbiano sempre bisogno di un paio di sfuriate per impegnarsi al massimo e capire che nel campionato svizzero niente è scontato.
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omar
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