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Ambrì Piotta

Ambrì Piotta, le valutazioni al termine del campionato 2017/18

Nella prima stagione con Paolo Duca e Luca Cereda alla guida sportiva del club, i biancoblù hanno chiuso al penultimo posto la regular season e trovato la salvezza dopo cinque partite nella serie contro il Kloten

AMBRÌ – L’Ambrì Piotta ha ottenuto la salvezza in tempi piuttosto brevi, battendo il Kloten nel giro di cinque partite e centrando così l’obiettivo stagionale.

Di seguito vi proponiamo la valutazione di tutti i giocatori biancoblù per quanto riguarda l’annata agonistica appena conclusa, con un breve commento dedicato ad ogni elemento della rosa.

Portieri

Benjamin Conz (45 GP, 89.94 SV%, 3.17 GAA | 10 GP, 91.5 SV%, 3.01 GAA): Guardando alle statistiche dei portieri impiegati per almeno 24 partite durante la regular season, Conz è risultato essere il peggiore per percentuale di parate (89.94 SV%) e reti incassate (3.17), ma complessivamente non vi è molto da rinfacciare al portiere biancoblù. L’ex Friborgo ha fornito delle prestazioni in linea con quanto ci si poteva attendere, ed è difficile ricordare anche una sola partita andata per il verso sbagliato a causa sua. Se da un lato della medaglia troviamo una certa continuità nell’assicurare gli interventi “di base”, dall’altro bisogna però ammettere che ben raramente Conz è riuscito a “rubare” un match per i suoi compagni. Il suo è stato dunque un campionato dalle fondamenta solide – il che può lasciare soddisfatti – sfociato in una serie di playout contro il Kloten in cui ha saputo alzare il livello. La speranza, con l’arrivo di Manzato ed una riduzione del carico di lavoro (fisico, ma anche e soprattutto mentale), è che possa arrivare a questi numeri sull’arco di un’intera regular season.

Tomi Karhunen (3 GP, 87.30 SV%, 3.36 GAA): Viene chiamato in causa raramente, come da programma, e le sue prestazioni sono difficilmente valutabili. Esce dalle poche partite in cui è stato utilizzato in maniera moderatamente convincente, e mostra il potenziale per avere buoni numeri se schierato con regolarità. Il contesto e la licenza straniera non lo rendono una reale opzione per Luca Cereda, ma il suo ingaggio in qualità di “assicurazione” rimane una buona operazione.

Gauthier Descloux (5 GP, 90.83 SV%. 2.86 GAA): La sua è una stagione estremamente complicata, con il “tira e molla” del prestito tra Ambrì Piotta e Ginevra, e l’infortunio che ne decreta la fine della stagione arrivato ironicamente contro i biancoblù parando un rigore a Lhotak. Idealmente il suo era il profilo giusto per completare il reparto spalleggiando Conz, ma le cose si sono complicate sin dall’inizio.

Difensori

Franco Collenberg (53 GP, 1G, 8A, -10): Il suo inizio di campionato è un disastro, e per le prime settimane si distingue in maniera evidente come uno dei pochi ingranaggi non oliati nella macchina di Luca Cereda. Con il passare del tempo riesce però a ritrovare il suo gioco, e torna a rappresentare un elemento comunque importante nella difesa biancoblù. Non gli vengono giustamente affidati compiti negli special teams, ed il suo ruolo rimane prettamente complementare. Dopo il complicato inizio la sua stagione la vive tra alti e bassi, dimostrando però un atteggiamento positivo. Non fa mai un passo indietro quando è chiamato a metterci il fisico e a sacrificarsi per i compagni, e con queste qualità ha cercato di sopperire alle sue lacune. La decisione di proseguire la carriera in NLB al Turgovia sembra quella giusta dopo i due anni in Leventina.

Isacco Dotti (7 GP, 0G, 1A, +1): Dopo due campionati ai Ticino Rockets, viene chiamato un po’ a sorpresa da Luca Cereda per le ultime sfide del girone preliminare di playout, e quello che si crede essere un semplice esperimento si trasforma in una soluzione definitiva per la serie contro il Kloten. Lo staff apprezza l’intensità e la componente fisica che porta sul ghiaccio e, nonostante lo si sia visto all’opera in sole sette occasioni, ci si aspetta di vederlo giocarsi le sue carte per entrare in squadra nel corso della prossima estate.

Michael Fora (53 GP, 6G, 22A, -1): A soli 21 anni di età gli viene affidata la “C” di capitano, e lui risponde nella maniera in cui staff e tifosi speravano. Il giovane difensore, che nel corso del campionato ha rinnovato fino al 2021, ha saputo alzare in maniera importante il suo livello, dopo che la sua crescita si era per alcuni aspetti inceppata lo scorso anno. La stagione inizia con la convocazione al “prospect camp” della Nazionale, dove avvia un percorso caratterizzato dalle tante responsabilità che Cereda gli affida. Con Pinana forma la coppia del futuro biancoblù, ed il suo gioco risulta affidabile in tutte le zone della pista. Termina la regular season con un bottino di 27 punti, oltre mezzo a partita, ed è l’unico difensore svizzero impiegato con regolarità in powerplay.

Marc Gautschi (43 GP, 2G, 4A, -7): La sua stagione era iniziata in salita con una commozione cerebrale a metà settembre, ed aveva poi dovuto ritrovare il posto in squadra passando dai Ticino Rockets, approfittando anche dell’infortunio che aveva fermato Pinana. Rispetto alle scorse annate il suo ruolo viene giustamente ridimensionato da Cereda, che non lo impiega praticamente mai in powerplay e con il contagocce in boxplay. Conclude la stagione come difensore meno utilizzato della squadra – davanti solo a Moor – e se vorrà continuare a giocare, dovrà verosimilmente scendere di categoria. Cerca di aiutare la squadra come può, ma in troppe circostanze gli manca il fuoco sacro tanto caro allo staff tecnico.

Igor Jelovac (55 GP, 2G, 4A, -19): Lo scorso anno aveva ricevuto grande fiducia da parte di Kossmann e Dwyer e, nonostante alcuni errori, aveva sfruttato l’opportunità per fare dei passi avanti comunque evidenti. La progressione non è però continuata in questa stagione, giocata per la maggior parte in coppia con Ngoy, ma terminata con diverse apparizioni da settimo difensore ed infine con l’esclusione dalla serie contro il Kloten (lo scorso anno era stato il difensore più usato tra playout e spareggio). Cereda ridimensiona le sue responsabilità togliendolo dal powerplay, ma le lacune vengono comunque a galla in diverse circostanze. Chiude la regular season con il bilancio peggiore tra i difensori (-20).

Misha Moor (13 GP, 1G, 0A, -5): Per il ventenne quella appena conclusasi era una stagione transitoria, passata prevalentemente ai Ticino Rockets e con un totale di 13 apparizioni con l’Ambrì Piotta. Deve ancora conquistare la fiducia di Luca Cereda, ed in questo senso la “tabella di marcia” era chiara sin dall’inizio: la sua vera opportunità di ottenere un posto in squadra se la giocherà il prossimo campionato. Nelle sue apparizioni gioca pochi minuti, ed inizialmente paga l’inesperienza con alcuni errori, ma nel finale di stagione acquisisce fiducia e prova a giocare più fisico. Il suo primo gol in NLA è stato uno dei più importanti della stagione dell’Ambrì (il 2-2 a Kloten in Gara 4), ma pattinaggio e senso della posizione restano le lacune da colmare per convincere lo staff tecnico.

Michael Ngoy (56 GP, 1G, 6A, +1): La sua seconda stagione in biancoblù si sviluppa sulla falsa riga della prima, con prestazioni senza lode né infamia. Dà il suo contributo con un gioco solido e commette meno errori individuali rispetto allo scorso campionato, anche se spesso vengono a galla i limiti che tutti conosciamo. La sua presenza è comunque di quelle importanti in spogliatoio ed è un uomo squadra, anche e soprattutto per i compagni più giovani. Un suo rinnovo è poco probabile.

Christian Pinana (34 GP, 1G, 8A, +1): Gioca un’ottima prima stagione in NLA, questo nonostante il brutto infortunio che lo costringe a saltare tre mesi fondamentali di campionato, da metà ottobre a metà gennaio. Con Fora forma un’efficace seconda coppia di difesa, e si distingue anche per la personalità con cui scende sul ghiaccio nonostante i soli 21 anni di età. Cereda dosa giustamente il suo impiego facendogli raramente superare il quarto d’ora a partita, ed anche il suo utilizzo negli special teams è limitato fino ai playout, quando prende con successo sulle sue spalle alcune delle responsabilità lasciate vacanti dall’infortunato compagno di linea.

Nick Plastino (54 GP, 7G, 27A, -3): Ha vissuto una carriera in cui ha lottato partendo dal basso, ed anche in biancoblù ha dovuto convincere gli scettici con le sue prestazioni sul ghiaccio. Nome ai più sconosciuto e arrivato ad Ambrì in punta di piedi, l’italocanadese si è velocemente fatto apprezzare per le doti che lo distinguono, pur mostrando alcune lacune in copertura che non sono state una sorpresa. Complessivamente si è rivelato un difensore completo, bravo nell’impostazione ed elemento imprescindibile per il powerplay di Cereda, tant’è che solamente D’Agostini è stato impiegato più di lui in superiorità. Nel suo repertorio non ha giocate spettacolari e raramente finisce nelle highlights di serata, ma il suo apporto è costante e dà equilibrio al reparto.

Adrian Trunz (nessuna partita): Non ha vestito nemmeno in un’occasione la maglia dell’Ambrì Piotta in questa stagione, e rappresenta l’esempio di come Luca Cereda non sia disposto a scendere a compromessi per quanto riguarda i suoi principi. Giocatore e staff tecnico si sono confrontati durante l’estate sulla nuova direzione che il club intendeva prendere, ma Trunz non ha mai fatto quel “click” necessario ad abbracciare la nuova filosofia del lavoro, a livello fisico ma soprattutto sul piano mentale. Ha concluso la stagione in Swiss League dopo sei stagioni complete in NLA, ma il livello della massima divisione non è nelle sue corde oramai da diversi anni.

Jesse Zgraggen (60 GP, 6G, 11A, +4): Ha vissuto la miglior stagione da quando è arrivato in Svizzera, e proprio per questo la sua partenza è di quelle difficili da digerire. Sin dall’inizio ha rappresentato il compagno giusto per Plastino, ed ha sfruttato i tanti minuti a disposizione (oltre 18 a partita) per diventare un giocatore sempre più completo. Ha concluso la sua stagione come unico difensore della squadra a non finire in negativo, mentre sul fronte offensivo ha avuto momenti di interessante impatto. Ha vissuto una chiara flessione dopo la sua firma con lo Zugo, a metà novembre, ma dopo un periodo opaco è tornato a dare il meglio. Nel finale di stagione non si è mai tirato indietro, e la sua fisicità è stata importante nella lotta alla salvezza.

Attaccanti

Eliot Berthon (55 GP, 3G, 10A, -5): Sin dal suo arrivo ad Ambrì ha faticato a ritagliarsi un ruolo preciso in squadra, e anche nello scacchiere di Cereda il suo impiego è sembrato più legato alle circostanze del momento che non ad una precisa collocazione nel lineup. Ha il vantaggio di poter essere utilizzato anche al centro, e nel finale di stagione è stato prezioso proprio in questa posizione, ma il suo impatto è rimasto comunque limitato. Ad inizio campionato è stato mandato in pista anche nelle prime linee, ma una volta che la struttura della squadra si è stabilizzata la sua presenza si è notata sempre meno. Difficilmente lo rivedremo in biancoblù il prossimo anno.

Elias Bianchi (57 GP, 6G, 11A, +5): È un giocatore di ruolo, e nello scacchiere di Cereda riveste un ruolo fondamentale nel bottom six. È uno dei leader della squadra, e quando Fora si infortuna eredita giustamente la “C” di capitano, sacrificando sempre il suo corpo e dando il massimo ad ogni cambio. L’allenatore gli riserva un posto anche negli special teams, in boxplay ed in alcune circostanze anche in powerplay, dove si piazza davanti alla porta avversaria. Finisce per giocare oltre un quarto d’ora a partita e si guadagna ogni minuto che gli viene concesso.

Evgeni Chiriaev (3 GP, nessun punto, 0): La sua avventura ad Ambrì dura complessivamente sei minuti di gioco, spalmati sull’arco di tre partite, di conseguenza il suo passaggio in Leventina risulta invalutabile. In NLB vive una buona stagione con 32 punti ottenuti in 52 match, che dovrà usare come base per cercare di ritornare nella massima categoria. Con lo staff tecnico biancoblù qualcosa evidentemente non ha funzionato sin dall’inizio, e questo è un peccato, perché avere un centro in più in organico avrebbe sicuramente fatto comodo, soprattutto nella seconda parte di stagione.

Matt D’Agostini (56 GP, 23G, 29A, -2): La sua era una scommessa pericolosa, ma l’alto rischio ha portato ad una grande ricompensa. Il canadese ha vissuto la sua miglior stagione da quando è arrivato in Svizzera, con un bottino di 52 punti in 56 partite. Sin dalla prima uscita ha rappresentato la vera anima della squadra, contribuendo con reti, assist ed in generale con prestazioni che lo hanno sempre visto estremamente coinvolto. La costanza stavolta è stata la sua forza, tanto da non essere mai stato assente dal tabellino per più di tre partite consecutive, e questo è successo in sole due occasioni sull’arco dell’intera stagione. Il suo rinnovo è sicuramente meritato.

Cory Emmerton (50 GP, 17G, 19 A, -1): È stato il giocatore che tutti conosciamo, nel bene ma anche nel male. Ha vissuto ottimi momenti di forma, intervallati da quelle solite fasi di calo che lo hanno reso praticamente invisibile per molte partite. Il suo bottino di punti rimane discreto ed è il migliore in squadra agli ingaggi, ma in un “mondo ideale” il ruolo che dovrebbe ricoprire è quello del secondo centro… Se l’Ambrì vorrà fare passi avanti dovrà mettere a perno della prima linea un giocatore più costante e concreto. Nel finale di stagione e nella serie contro il Kloten ha messo una marcia in più, ma probabilmente non è bastata per convincere i biancoblù a ponderare un rinnovo.

Tommaso Goi (40 GP, 1G, 3A, -11): Nello spareggio dello scorso anno aveva dimostrato di poter dare il suo contributo alla Valascia. Cereda lo utilizza per una quarantina di partite e lui si dimostra un buon “soldato”, in quel sistema di gioco ad alto ritmo che già conosceva dai Ticino Rockets. La penuria di centri gli permette di approfittare della situazione e guidare la terza linea, ma i suoi limiti sono evidenti e l’incapacità di essere efficace agli ingaggi (poco meno del 40%) rappresenta un problema. Anche il prossimo anno dovrà lottare per ottenere un posto in squadra.

Peter Guggisberg (19 GP, 3G, 3A, -2): I guai fisici lo hanno bloccato sin dall’estate, ed è riuscito a giocare complessivamente solo 19 partite. La sua è una di quelle “eredità scomode” lasciate dalla precedente gestione sportiva, ma Cereda ha comunque cercato di gestirlo nei migliore dei modi impiegandolo con il contagocce, quando i noti problemi alle ginocchia gli davano tregua. Ha vissuto alcune serate positive, ed in generale l’attitudine messa in pista quando ha potuto giocare era quella giusta, ma per il gioco che vuole attuale questo “nuovo Ambrì” il suo profilo non è tra quelli giusti. Il suo contratto prevede un’opzione per la prossima stagione, ma non lo rivedremo in biancoblù.

Patrick Incir (38 GP, 2G, 1A, -4): Non si pensava di vederlo giocare praticamente tutta la stagione in biancoblù, ma Luca Cereda gli dà tanta fiducia e gli conferisce un ruolo soprattutto di profondità. Si fa apprezzare per l’energia e l’impegno che porta in pista, e in alcune circostanze mostra anche alcuni “lampi” interessanti a livello tecnico, che non sembra però poter sfruttare con la necessaria padronanza nella massima lega. Svolge alla lettera i compiti che gli vengono affidati, mostrando chiaramente i suoi pregi ma anche i suoi limiti.

Diego Kostner (60 GP, 15G, 7A, +10): Spostato al centro dopo anni passati all’ala, l’italiano vive una grande stagione, la migliore della sua carriera con addirittura 15 gol ed un totale di 22 punti in 60 partite. Riesce ad avere un grandissimo impatto da centro della quarta linea, ed in generale rappresenta una delle sorprese più belle dell’annata appena trascorsa, confermata dal miglior bilancio della squadra (+7 in regular season). Il prossimo passo per lui sarà quello di migliorare l’efficacia agli ingaggi (43%), unico neo di un campionato che lo ha visto ottenere già nel mese di novembre un rinnovo triennale.

Dominik Kubalik (35 GP, 11G, 23A, -4): Arrivato a stagione in corso, il giovane attaccante ceco ha chiaramente dei numeri superiori alla media, che gli riserveranno un futuro su palcoscenici ben più prestigiosi rispetto a quelli della Valascia. Ciò che ha colpito del 22enne – oltre all’incredibile costanza di quasi un punto a partita – è l’umiltà con cui si è presentato in Leventina, lavorando ogni giorno per diventare efficace anche nella nuova realtà. La sua prima fase in Svizzera è stata infatti difficoltosa e, nonostante trovasse sempre il modo di finire sul tabellino, le sue prestazioni erano caratterizzate da tante occasioni sprecate e troppi minuti di anonimato. Non va però sottovalutato lo scossone strutturale conseguente al suo arrivo, con Taffe escluso dal lineup e un’impostazione al centro da rivedere. Con il passare del tempo le cose sono migliorate, e Kubalik ha rispettato le attese dimostrandosi un giocatore dominante nella seconda fase del torneo, in termini di pattinaggio, conclusioni e visione di gioco. È il più grande talento arrivato ad Ambrì negli ultimi anni, resterà da vedere se il suo prossimo campionato lo giocherà in Leventina oppure oltre oceano. L’invito da parte dei Los Angeles Kings al prossimo training camp dovrebbe essere una formalità.

Adrien Lauper (59 GP, 2G, 2A, -24): È un giocatore che fa da collante nello spogliatoio, e sul ghiaccio porta come sempre grande impegno e dedizione. Il suo gioco è però fatto di tanto pattinaggio e pochissima concretezza, il che lo ha reso anche quest’anno un attaccante fumoso e non sufficientemente efficace. Se vorrà restare nello scacchiere di Cereda dovrà trovare un gioco più diretto e migliorare in retrovia, visto che con un -22 è risultato essere il giocatore con il bilancio peggiore della squadra.

Lukas Lhotak (58 GP, 13G, 5A, -15): Ha vissuto una prima parte di campionato complicata, con un solo punto nelle prime 15 partite ed il successivo passaggio ai Ticino Rockets. Il ceco ha sfruttato l’occasione per riprendere fiducia e con il passare del tempo è tornato ad esprimersi su livelli consoni al suo potenziale. L’arrivo del connazionale Kubalik gli ha fatto particolarmente bene, e nella seconda fase di campionato la loro intesa ha portato a dei frutti molto interessanti. Sia per lui che per il club la decisione di prendere strade diverse rimane quella giusta, e per Lhotak un nuovo inizio a Friborgo dovrebbe permettergli di trovare le giuste energie per continuare a progredire, soprattutto a livello mentale.

Elia Mazzolini (34 GP, 2G, 1A. +1): Ad inizio stagione il suo nome era tutt’altro che d’attualità alla Valascia, ma a metà ottobre Cereda gli ha dato una possibilità e lui ha fatto di tutto per sfruttarla. Con quella rete in Coppa contro il Berna è definitivamente entrato nella rosa allargata biancoblù e le occasioni per lui di giocare non sono mancate, anche se molto spesso come 13esimo attaccante. Viene apprezzato per la personalità che porta sul ghiaccio, svolge il suo compito come elemento chiamato a dare profondità alla rosa con cambi “ruvidi”.

Thibaut Monnet (24 GP, 2G, 3A, -17): A 36 anni e dopo l’infortunio che lo aveva messo KO al termine della passata stagione, era difficile credere che Monnet potesse avere un impatto significativo, soprattutto nell’hockey proposto da Cereda. Finisce per giocare meno della metà delle partite di regular season (19), e non sembra avere più la benzina necessaria per rappresentare un elemento d’impatto. La sua stagione finisce con soli cinque punti all’attivo (due gol) e con l’esclusione dal lineup utilizzato nello spareggio. La sua carriera in NLA potrebbe concludersi qui.

Marco Müller (50 GP, 9G, 19A, -17): Alla sua prima stagione da protagonista dopo quelle passate nell’ombra a Berna, Müller si è velocemente dimostrato uno degli elementi più dinamici della squadra, perfetto per il gioco di Cereda. La sua stagione decolla definitivamente all’arrivo di Kubalik, mossa che di fatto esclude Taffe del lineup e lo promuove stabilmente a centro della seconda linea. Da metà novembre la sua produttività diventa incredibilmente costante, con 21 punti ottenuti nelle ultime 25 partite di regular season. Quando si infortuna la sua assenza di fa sentire, rappresenterà uno dei tasselli fondamentali anche nel prossimo campionato.

Jeff Taffe (36 GP, 6G, 20A, -8): È il classico esempio di un ottimo giocatore arrivato in Svizzera qualche anno troppo tardi. Le sue caratteristiche e punti di forza sono interessanti, ma il passaggio dalla KHL alla più dinamica e veloce NLA si rivela una transizione complicata. Non regge l’impatto con il ritmo della lega, e finisce per farsi apprezzare raramente e nella maggior parte delle occasioni contro gli avversari meno quotati del torneo. Ci vogliono poche settimane per capire che non si tratta del giocatore che l’Ambrì sperava potesse essere, e con l’arrivo di Kubalik viene chiaramente relegato a quinto straniero in rosa. Il veterano reagisce nel modo giusto e si conferma un vero professionista. Si allena con impegno, sempre con il sorriso, e quando nello spareggio è chiamato a giocare un ruolo chiave lui lo fa senza tirarsi indietro. Segna il gol che regala la salvezza all’Ambrì, lasciando la Valascia con un po’ di rammarichi per non essere stato all’altezza del ruolo affidatogli in agosto.

Noele Trisconi (48 GP, 5G, 9A, -1): Un anno fa aveva dimostrato di poter dire la sua in biancoblù nonostante la piccola statura, e dopo il primo campionato intero in NLA il giovane ha sicuramente confermato l’efficacia del suo gioco come ala della quarta linea. Scende sul ghiaccio senza paura ed è un’autentica spina nel fianco per gli avversari, e quando il suo apporto è venuto a mancare a causa di un paio di infortuni, la sua assenza si è sentita.

Dominic Zwerger (60 GP, 21G, 28A, -8): Semplicemente eccezionale. Cereda gli dà fiducia sin dall’inizio impiegandolo in prima linea per tutto il campionato, e lui risponde con una prima stagione tra i professionisti che lo ha visto ottenere 40 punti in 50 partite di regular season. Tra gli attaccanti svizzeri solamente Fazzini e Haas hanno saputo fare meglio di lui (!), e a 21 anni il suo potenziale è davvero altissimo. Con D’Agostini si intende alla perfezione, e tecnicamente si distingue come il giocatore più dotato della rosa. Il suo contributo è costante e nel finale di stagione la sua produttività si impenna, con 23 punti ottenuti nelle ultime 18 partite. Lo vedremo anche il prossimo anno nella top six, e con tutte le probabilità in pista con l’Austria ai prossimi mondiali.



Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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