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Ambrì Piotta

Ambrì eliminato, sfida rovinata da un controverso episodio

Krueger sposta la porta di Genoni su un contropiede leventinese. Il gesto di dubbia sportività favorisce la rimonta in extremis del Berna

Ambrì eliminato, sfida rovinata da un controverso episodio

BERNA – AMBRÌ

6-4

(2-1, 1-2, 3-1)

Reti: 14’43 Boychuck (Scherwey, Moser) 1-0, 17’09 Novotny (Hofer) 1-1, 19’14 Boychuck (Arcobello) 2-1, 20’25 Mursak (Ebbett) 3-1, 35’14 Plastino (Kostner) 3-2, 39’36 Kubalik (Zwerger) 3-3, 43’46 Müller (Dotti) 3-4, 58’13 Scherwey 4-4, 58’57 Scherwey (Andersson) 5-4, 59’33 Ebbett 6-4

Note: PostFinance Arena, 6’312 spettatori. Arbitri Lemelin, Tscherrig; Wüst, Gnemmi
Penalità: Berna 3×2′, Ambrì 3×2′

BERNA – Ci sono sconfitte che sono davvero difficili da digerire, questa è sicuramente una di quelle.

L’Ambrì Piotta è stato eliminato dalla Coppa Svizzera al termine di una partita giocata in maniera non particolarmente entusiasmante da parte delle due squadre, ma che con il passare dei minuti era riuscita a scrollarsi di dosso l’etichetta negativa di “tipico match di Coppa”, diventando dalla sua metà in avanti appassionante e discretamente combattuta. Tutto è stato rovinato da un epilogo davvero triste.

Con la squadra di Cereda avanti per 4-3, Zwerger e Kubalik hanno visto fermato un loro contropiede da un gesto di Justin Krueger che gli rende davvero poco onore, e che ha visto il difensore franare nella porta di Genoni fermando un’azione che aveva buone probabilità di tradursi nel quinto gol ospite.

Nessuna intenzionalità e nessuna penalità dal punto di vista degli arbitri Lemelin e Tscherrig, ma quello del tedesco è stato il tipico gesto “accidentally on purpose”, una furbata ben mascherata che fa cadere le braccia e che rende la successiva rimonta del Berna davvero amarissima. Qualche attimo dopo gli orsi hanno infatti ribaltato la sfida grazie alla doppietta di Scherwey, andato a segno due volte nel giro di 45 secondi.

Intendiamoci, confinare la sconfitta dell’Ambrì Piotta solamente a quel controverso episodio non sarebbe corretto, ma vedere un match tutto sommato piacevole – considerato il contesto – rovinato in questa maniera non è mai bello.

Se poi in casa biancoblù ci si vuole concentrare su ciò che si può controllare, non si possono dimenticare diverse coperture difensive troppo approssimative, delle uscite dal terzo da rivedere ed alcune indecisioni di Manzato, ma complessivamente la sensazione è che i biancoblù avessero fatto a sufficienza per legittimare l’accesso alla semifinale.

Lo specchio della serata lo si può ritrovare nel primo tempo, in cui i leventinesi hanno saputo farsi preferire rispetto agli avversari, salvo venir puniti dalla doppietta del nuovo arrivato Zach Boychuk, a cui aveva saputo rispondere Novotny dopo azione insistita di Lerg e Hofer.

Il match è poi sembrato prendere una direzione precisa dopo appena 25 secondi nel periodo centrale, quando un pasticcio combinato da Manzato, FischerMüller ha permesso a Mursak di infilare il 3-1. Hanno fatto seguito alcuni minuti di confusione in cui le due squadre si sono scambiate il possesso del disco senza alcuna linearità e con poco agonismo, ma tutto è cambiato quando Plastino in powerplay ha accorciato le distanze.

L’Ambrì ha poi trovato il pareggio a soli 24” dalla sirena con Kubalik, ridando vigore al match e svegliando anche un Berna che probabilmente credeva di aver già archiviato la pratica.

La bella iniziativa personale di Müller in entrata di terza frazione ha poi portato avanti gli ospiti, ed il parziale di 3-4 appariva giusto in rapporto a quanto mostrato sino a quel punto dalle due squadre. Il gruppo di Cereda ha poi retto bene, superando indenne – e senza troppi affanni – due delicate fasi in boxplay, prima di vivere l’amarissimo finale già descritto.

Peccato, più per aver rovinato la natura della sfida in sé che non per la sconfitta dell’Ambrì Piotta, che ha sempre dimostrato di saper accettare i KO ed imparare qualcosa da ogni battuta d’arresto. Stavolta, però, probabilmente prevarrà la frustrazione. Per il secondo anno di fila.

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