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Ambrì Piotta

Ambrì battuto, ma la squadra di Cereda mostra il giusto carattere

I biancoblù hanno spesso subito il gioco dell’avversario di KHL, più avanti nella preparazione. Preoccupa l’infortunio a Zwerger nel corso del secondo tempo

Ambrì battuto, ma la squadra di Cereda mostra il giusto carattere

AMBRÌ – VITYAZ PODOLSK

2-3

(1-0, 0-2, 1-0; 0-1)

Reti: 2’27 D’Agostini (Plastino) 1-0, 32’48 Vyglazov (Voronkov, Yevseyenkov) 1-1, 35’12 Aaltonen (Vyglazov) 1-2, 48’46 Müller (Kubalik) 2-2, 61’37 Rendulic 2-3

Note: Eishalle Sursee, 663 spettatori. Arbitri Eichmann, Hebeisen; Kovacs, Obwegeser
Penalità: Ambrì 10×2′ + 1×5′ + 1xpp (Jelovac), Vityaz Podolsk 6×2′ + 2x’5 + 2xpp (Komarov, Svets-Ronovoi)

SURSEE – Al termine di una partita a tratti ruvida e che ha visto spesso l’Ambrì Piotta rincorrere la manovra della formazione KHL del Vityaz Podolsk, ad avere la meglio sono stati i russi all’overtime, quando Borna Rendulic ha infilato il 3-2 regalando ai suoi una vittoria meritata.

Non è però su questo che si vogliono concentrare i biancoblù, consci di essere scesi in pista contro un avversario che si trova nelle fasi finali della propria preparazione, mentre i ragazzi di Cereda si presenteranno ancora per un paio di amichevoli con delle gambe appesantite da un grande carico di lavoro.

Il tutto rende dunque complicato valutare quanto visto sul ghiaccio, ma qualche spunto di sicuro interesse è stato possibile trarlo anche dalla prima uscita all’oramai classica Lehner Cup.

In pista senza il primo centro Bryan Lerg – il cui posto è stato preso da Kneubuehler – e con a riposo anche Ngoy, Mazzolini e Incir (dentro per contro i “razzi” Dotti, Rohrbach e Fritsche) i leventinesi sono riusciti a farsi vivi in zona offensiva principalmente grazie alle diverse occasioni in powerplay risultate da un match che ha visto le due squadre combinare un centinaio di minuti di penalità.

Dopo un paio di minuti D’Agostini ha così sbloccato il risultato grazie ad un preciso tiro di polso dalla distanza, ma da quel momento in avanti i russi hanno alzato il ritmo delle operazioni, mettendo in difficoltà l’Ambrì sostanzialmente sino agli ultimi scampoli del periodo centrale.

Una buona prestazione di Conz – rimasto tra i pali dall’inizio alla fine, sabato vedremo verosimilmente Manzato – ed un paio di ferri colpiti dal Podolsk hanno limitato i danni per i leventinesi, che sono però andati alla seconda pausa sotto per 2-1. La seconda rete ha però avuto il pregio di svegliare i leventinesi, che hanno inanellato alcuni buoni cambi a ridosso della sirena, questo nonostante il verificarsi dell’episodio che ha purtroppo caratterizzato la partita.

Nel finale di secondo tempo si è infatti infortunato Dominic Zwerger, che ha avuto la peggio da un contrasto ai lati della gabbia avversaria ed ha poi riguadagnato gli spogliatoi vistosamente dolorante. Da determinare le sue condizioni, che lo hanno costretto a lasciare la pista con le stampelle vista l’impossibilità di mettere del peso sulla gamba destra.

A tutto questo ha fatto seguito un terzo tempo tutto sommato equilibrato, anche se la velocità d’esecuzione e la maggior tecnica del Vityaz Podolsk ha saputo nuovamente mettere in affanno i ticinesi.

Il messaggio principale lanciato dalla squadra di Cereda è però stato chiaro e positivo, ed è quello che si ottiene quando si traducono l’evidente volontà di lottare su ogni disco e una grande quantità di tiri bloccati, anche con sacrifici che non sempre si vedono nel contesto di un’amichevole.

L’Ambrì Piotta ha dunque logicamente bisogno di tanto lavoro – e di assimilare pian piano i duri allenamenti estivi – ma il carattere della squadra è già da ora quello su cui i biancoblù hanno basato il passato campionato.

Con il Vityaz Podolsk a comandare spesso la manovra è difficile esprimersi sui singoli, ma indubbiamente elementi come Müller (autore di un bel gesto valso il 2-2), Trisconi oppure Kubalik hanno dimostrato di avere già un buon feeling con la competizione.

Tra i nuovi arrivati si sta facendo notare la mobilità – ed il carattere – che può apportare Kienzle, mentre sul fronte offensivo è per ora difficile decifrare Hofer, che sta ancora prendendo le misure con il contesto che lo circonda.

La partita di venerdì sera ha dunque rappresentato un nuovo tassello nel cammino della squadra di Cereda, in cui il gioco non ha fornito particolari indicazioni, che sono però arrivate sul piano del carattere e sulla mentalità. Per tutto il resto c’è ancora parecchio tempo.

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Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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