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Lugano

Altri tre punti gettati al vento, il Bienne vince alla Resega 5 a 4

LUGANO – Sarebbe troppo scontato parlare di un Lugano che ha invertito la tendenza, ossia capace di infilare tre vittorie consecutive in trasferta – che non capitavano da gennaio – ma pure in grado di essere sconfitto per la terza volta in casa, la quarta in totale dopo che la Resega era assurta a vero e proprio forte bianconero. La buona notizia in casa Lugano è stato il rientro di Ruefenacht, schierato in quarta linea, mentre gli altri blocchi sono rimasti invariati rispetto alle ultime uscite. Soliti gli assenti, ossia Heikkinen, Morant (entrambi di ritorno nel week end), Hirschi, Domenichelli, Brady Murray, Blatter e Fazzini.

La partita è sembrata subito mettersi su binari ideali, grazie alla rete del redivivo Reuille, ma per la gioia dei tifosi – molto più rarefatta quella di Huras e Schläpfer – si è assistito ad un primo tempo spettacolare e veloce, ricco di reti e di spunti offensivi. Il Lugano è sembrato pienamente in grado di mantenere il controllo sul Bienne, ma la sensazione è stata che ogni volta che il signor Seguin e l’amico Kane avrebbero messo piede sul ghiaccio si sarebbe rischiato grosso. In effetti gli unici a far tremare seriamente le gambe – aldilà delle reti di Mickflikier, cadute per errori casuali e individuali dei bianconeri – erano i due NHlers bernesi, seppure il numero 88 dei Blackhawks non apparisse dotato di una voglia immensa di dannarsi l’anima.

(A. Branca)

Detto questo, il resto è un film già visto: luganesi brillanti in attacco ma spreconi e sfortunati – tre pali colpiti da Bergeron e Di Pietro nel giro di 5′ – ma altrettanto disattenti da concedere un contropiede a Micflikier che ringrazia e fredda Flückiger. Inutile parlare di errori sul gol di Seguin per il 4 a 3, visto che il compagno di Bergeron a Boston ha infilato il disco in uno spazio impensabile sopra la spalla di Flückiger, lasciando di stucco il pubblico presente. Ancora più grave è stato l’errore di piazzamento e di concentrazione che ha permesso di nuovo al piccolo canadese dei seelaender di portare in vantaggio i suoi dopo soli 11″ dall’inizio del terzo tempo, con la complicità pure di un Flückiger colto impreparato. La reazione del Lugano è stata rabbiosa ma inconcludente, visti i grossissimi errori sotto porta – va pur elogiato anche Berra per i grandi salvataggi – e a nulla è servito giostrare con 6 uomini nel finale, se non per far cantare solo un altro palo.

Un peccato, perché il Lugano ha dimostrato che senza quei due errori di piazzamento e un po’ di freddezza in più avrebbe portato in carniere tre punti sicuri, vista anche la mole di lavoro prodotta. In difesa si è sofferto parecchio sulla velocità e sugli scambi veloci tra Seguin e Kane – con il primo che avrà giocato una quarantina di minuti comodi – e in questo senso è mancata la fisicità di Heikkinen e Morant. Quasi deficitario il power play, non fosse altro che per la rete di Bergeron, ma una sola realizzazione su cinque superiorità è una media ben al di sotto di quelle viste nel mese di ottobre. La gestione del risultato è un capitolo da rivedere di nuovo, perché aldilà di Seguin o Kane, la continuità di gioco vista nel match doveva essere ben diversa.

(A. Branca)

Buona partita per la prima linea, che sta ridando nuova linfa ad uno Steiner ancora un po’ legato ma sicuramente più nel vivo del gioco e pericoloso. Bergeron è oltretutto in netta ripresa, e contabilizza una rete, due assist e due pali colpiti. Pesa comunque l’errore che ha spianato la strada al pareggio del Bienne nel secondo tempo.

Ottime prestazioni per contro, da parte di Kienzle – in netta ascesa dopo l’infortunio – e Ruefenacht, che dopo una serata di grande lavoro in quarta linea dovrebbe riprendere il proprio posto in prima già a partire da venerdì. Flueckiger è apparso insicuro in alcuni frangenti, nonostante molte parate di qualità, ma la sensazione è che Manzato potrebbe riavere una possibilità molto presto.
Una sconfitta che brucia, perché è stata costruita dallo stesso Lugano, più che dal Bienne, e se si vuole ambire a posizioni di classifica più prestigiose bisognerà eliminare certi cali di concentrazione o errori dati dalla fretta. Il week end dei bianconeri sembra ideale per tornare a fare punti pesanti, ma attenzione a guardarsi anche dietro le spalle.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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