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Mondiali 2017

Almond e Genoni trascinano la Svizzera, vittoria 3-0 sulla Norvegia

NORVEGIA – SVIZZERA

0-3

(0-0, 0-2, 0-1)

Reti: 32’04 Schäppi (Loeffel, Almond) 0-1, 34’00 Almond (Rüfenacht, Untersander) 0-2, 49’37 Suter (Almond, Ambühl) 0-3

Note: Parigi, 7’782 spettatori. Arbitri Fonselius, Reneau; Lhotsky, Suominen
Penalità: Norvegia 6×2′, Svizzera 4×2′

PARIGI – È stata una partita che nella sua prima fase ha fatto molta fatica a decollare, ma che la Svizzera è riuscita a scuotere grazie a due reti in rapida successione nel periodo centrale, utili per indirizzare su binari precisi un match contro la Norvegia conclusosi con la prima vittoria piena di questi Mondiali.

Complessivamente quella di domenica sera è stata una partita meno intensa rispetto a quella del debutto, con le due squadre che hanno saputo rendersi pericolose nella prima mezz’ora prevalentemente in powerpaly, mentre a 5-contro-5 si è andati avanti a fiammate isolate e a diverse iniziative andate ad esaurirsi già con errori in zona neutra.

(Matt Zambonin/HHOF-IIHF Images)

La squadra di Patrick Fischer ha però avuto il pregio di saper crescere con il passare del tempo, compensando l’iniziale incapacità di attuare un forecheck convincente con la maggiore volontà di trovare l’importantissima rete che ha sbloccato l’incontro. Ad illuminare il match ci ha così pensato Loeffel, che dal lato ha messo nello slot un disco perfetto per Schäppi, che non si è fatto pregare ed ha toccato in rete.

La rete, arrivata per molti versi dal nulla, ha sbloccato l’incontro, a maggior ragione perchè solamente 116 secondi più tardi è arrivato anche il raddoppio di Cody Almond, indubbiamente il miglior giocatore in pista e capace al 34esimo di sfruttare un’ottima apertura di Rüfenacht.

La Norvegia a quel punto ha perso struttura ed ha iniziato anche a commettere qualche fallo di troppo, forse frustrata dopo aver avuto alcune occasioni interessanti nella prima metà di partita.


(Matt Zambonin/HHOF-IIHF Images)

Tra le più pericolose c’è da segnalare quella capitata sul bastone dell’ex Kloten, Mathis Olimb, a porta quasi squarnita nel primo tempo, mentre il roccioso Holos – difensore nel mirino del Lugano – aveva costretto ad una grande parata Genoni nell’ambito di un powerplay causato da un brutto slew-footing di Brunner ai danni di Lesund. Il norvegese fortunatamente è rientrato, ma non è da escludere che l’atto del bianconero venga rivisto nell’ottica di una possibile squalifica.

La profondità e l’equilibrio della rosa svizzera con il passare dei minuti ha però fatto la differenza, con la Norvegia inizialmente davvero pericolosa solo con la prima linea di powerplay, e dopo il 2-0 elvetico spentasi definitivamente sul fronte offensivo.

Nulli infatti gli impulsi della Norvegia nel terzo tempo, ed allora quando Pius Suter ha firmato il 3-0 in powerplay – eccezionale l’assist di Almond – la partita si è definitivamente chiusa. Nei minuti conclusivi i ragazzi di Fischer hanno poi avuto diverse occasioni di abbellire il risultato, ma in qualche modo Thoresen e compagni si sono salvati.


(Matt Zambonin/HHOF-IIHF Images)

Sull’altro fronte Leonardo Genoni ha invece festeggiato uno shutout conquistato con 20 parate, con il grosso del lavoro fatto però nella prima metà di gara, mentre negli ultimi 26 minuti per lui i salvataggi effettuati sono stati di routine, salvo quel palo colpito da Olimb nell’epilogo del match. Dopo alcune incertezze di Hiller nella prima sfida, sarà dunque interessante osservare come Fischer gestirà i due portieri nelle prossime sfide.

Complessivamente la Svizzera guadagna tre punti importanti ed un carico aggiuntivo di fiducia, dopo quei due punti “scricchiolanti” arrivati ai rigori contro la Slovenia. Il prossimo impegno è ora in calendario martedì sera contro i padroni di casa della Francia, match che avrà già una grande importanza nel cammino verso la qualificazione.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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