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18.05.13
LA
San Jose0
0 -
Finale
Detroit
Chicago4
1 -
Finale
Ottawa
Pittsburgh3
4 -
Finale
San Jose
LA3
4 -
Finale OT
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Boston2
3
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Finale
SVIZZERA
USA3
0 -
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Finlandia
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3 -
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8
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Friborbo5
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Al Lugano manca la lucidità, il Friborgo passa alla Resega 2-1
- Pubblicato il: novembre 21, 2012

LUGANO – Dopo la sconfitta in quel di Zugo, il Lugano era chiamato a reagire nel suo “fortino”, ossia la Resega, in cui questa stagione si è già tolto molte soddisfazioni, a differenza delle trasferte. Pomeriggio prepartita agitato quello vissuto dai bianconeri, che hanno visto partire definitivamente il rientrante Bednar, che avrebbe dovuto fare il suo ritorno sul ghiaccio proprio contro il Gottéron.
A causa della partenza del ceco, Huras si è visto costretto a cambiare le carte in tavola, facendo giocare l’ammalato Bergeron in una prima linea completata da un altro influenzato, Metropolit, e da Jordy Murray “promosso” al posto di Reuille. Anche Conne, Morant e Ulmer, ancora con i postumi della febbre sono scesi in pista nonostante condizioni non proprio ottimali, permettendo così al coach luganese di poter schierare una formazione che paresse più o meno completa, tenendo sempre conto degli assenti Hirschi, Brady Murray, Domenichelli, Ruefenacht e Blatter.
(A. Zacchetti)
Sin dalle prime battute dell’incontro si è capito che non si sarebbe assistito ad un match da passare alla storia per i contenuti tecnici, in quanto entrambe le squadre hanno impiegato almeno 35′ per mostrare qualche trama decente sul ghiaccio. Prima – ma anche durante e dopo, nonostante i miglioramenti – molta foga e confusione, con il Friborgo più veloce in transizione ma impreciso davanti all’ottimo Flueckiger e il Lugano più macchinoso e tenace, ma altrettanto impreciso. Emblema della serata quei power play giocati nel secondo tempo, dove sia Friborgo prima e Lugano poi hanno sbagliato di tutto, pur riuscendo a costruirsi molte occasioni da rete. La rete di Sbisa sul finire del secondo periodo ha rotto degli equilibri delicati proprio sul finire del miglior momento ospite, ma non è riuscita a lanciare un Lugano poco lucido – soprattutto con i suoi uomini migliori – che anzi, si è fatto raggiungere e superare da un Friborgo tornato su livelli perlomeno migliori anche grazie a altre situazioni di superiorità numerica.
(A. Zacchetti)
Come al solito la reazione bianconera non si è fatta attendere ma tra imprecisione e miracoli di Conz nessuno è riuscito a rigirare una partita stanca e ansimante. Le solite recriminazioni sulla freddezza sotto porta stanno a dimostrare che nonostante una prova così così il Lugano avrebbe potuto portare a casa la posta piena, in quanto nemmeno il Gottéron è sembrato in forma smagliante.
Una sconfitta figlia di un gioco “incompleto” ma anche delle condizioni piuttosto precarie di alcuni giocatori come Metropolit e Bergeron, costretti a cambi cortissimi da Huras per risparmiare il fiato già latente. Altri giocatori sono parsi in periodi poco felici, ad immagine di Steiner, sempre fuori dal gioco e invisibile sul ghiaccio, ombra di quell’attaccante che un anno fa di questi periodi segnava una rete a partita.molte le difficoltà incontrate dai difensori ad impostare il gioco, come per Vauclair, sempre volenteroso e continuo ma mai lucido nel suo lavoro.
Positive per contro le prestazioni di Jordy Murray – una vera scheggia che ha dato molto dinamismo al primo blocco – e di Simion, molto intelligente nel leggere il gioco e tra i pochi a mantenere lucidità per tutto l’arco dell’incontro. Ancora premiato con la titolarizzazione da Huras, Flueckiger l’ha ripagato con un’altra convincentissima prestazione. Sempre sicuro e reattivo, il numero 87 sembra essersi ritagliato una grossa fetta di spazio e di consensi del pubblico.
(A. Zacchetti)
La sconfitta di martedì sera, unita a risultati dalle altre piste abbastanza favorevoli, lascia il Lugano in una situazione di classifica praticamente immutata, ovvero sempre invischiato in una particolare lotta a otto. Una situazione di classifica che diventa ogni giorno più complicata da leggere e che probabilmente non si sbroglierà molto presto, ma a partire dal derby di sabato bisognerà tornare a vincere, perlomeno per tentare di mettere la testa fuori da questo incredibile equilibrio.
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Alessandro Zacchetti
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Alessandro Zacchetti
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Pier Bertola
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Alessandro Zacchetti
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Alessandro Zacchetti
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Sandro
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Sandro

