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Ambrì Piotta

A Zurigo non c’è partita, l’Ambrì rimedia il quarto KO filato

ZSC LIONS – AMBRÌ

7-2

(2-0, 4-0, 1-2)

Reti: 6’29 Suter (Künzle) 1-0, 8’28 Cunti (Baltisberger, Rundblad) 2-0, 22’22 Malgin (Seger, Bergeron) 3-0, 28’20 Malgin (Blindenbacher) 4-0, 32’00 Bärtschi (Shannon, Rundblad) 6-0, 33’49 Herzog (Matthews) 6-0, 48’37 Giroux (Fuchs) 6-1, 53’29 Bianchi 6-2, 58’24 Matthews (Nilsson) 7-2

Note: Hallenstadion, 11’056 spettatori. Arbitri Koch, Kurmann; Abegglen, Küng
Penalità: ZSC Lions 5×2′, Ambrì 4×2′ + 1×10′ (Berger)

ZURIGO – Sembra non avere più fine il brutto periodo attraversato al momento dall’Ambrì, sconfitto anche nella sfida di domenica dalla capolista Zurigo. I Lions si sono liberati senza affanni dei ticinesi con un pesantissimo 7-2, mettendo in risalto tutte le attuali debolezze dei biancoblù, che già dai primi minuti sono apparsi poco carichi, come già rassegnati in partenza alla sconfitta.

(© Berend Stettler)

Si allunga così a quattro la striscia di sconfitte consecutive degli uomini di Kossmann che, dopo l’ottimo week end di derby, hanno perso la verve e la lucidità che li avevano contraddistinti negli ultimi turni di campionato. Il discorso playoff è logicamente andato a complicarsi e, seppur non matematicamente conclusosi, è innegabile che l’ammissione al ballo delle magnifiche otto sarà difficile se non avverrà presto una brusca sterzata a livello di gioco e di intensità.

Andare a vincere a Zurigo, nella tana della squadra più forte del campionato, è ovviamente un’impresa difficilissima, che diventa ancora più complicata quando la formazione deve venire completamente stravolta a causa di una lunga lista di assenze per malattina (Zgraggen, Gautschi, Hall e Trunz).

Il fil rouge della partita è dunque subito apparso chiaro, con un Ambrì arruffone e sottomesso dai Lions, che a dire la verità non hanno nemmeno dovuto spingere troppo per andare in gol. Agli zurighesi è bastato aspettare i puntuali errori dei ticinesi, puniti dapprima da Pius Suter in shorthand e poi da Cunti al termine di un’azione personale di aggiramento non propriamente irresistibile.

(© Berend Stettler)

Nemmeno l’innesto di Nordlund, tornato sul ghiaccio dopo un periodo di stop, è servito a dare stabilità alla difesa biancoblù, semplicemente in balia delle folate dei più talentuosi attaccanti locali. Così, dopo un primo tempo di sofferenza, il secondo è immediatamente ricominciato sulla stessa riga, con Malgin che ha ottenuto il 3-0 già al 22’22 con un secondo wrap-around, andando nuovamente a beffare uno Zurkirchen decisamente non in serata e rimpiazzato da Tim Wolf.

La seconda e la terza rete incassate sono lo specchio fedele del pomeriggio incontrato dai ticinesi, entrati sul ghiaccio probabilmente senza reali speranze di andare a punti e dunque rassegnati e privi di foga  come dimostrato dall’immobile difesa.

La domenica da incubo è poi continuata senza particolari sussulti, con i padroni di casa che hanno portato il punteggio fin sul 6-0 grazie ancora a Malgin (con Wolf inspiegabilmente alla ricerca del suo bastone invece di difendere la porta), a Bärtschi servito in maniera stupenda da Shannon e ed Herzog.

Ininfluenti poi le due reti trovate nel terzo periodo da parte di Bianchi e Giroux, con lo Zurigo che ha ulteriormente abbellito il punteggio con il bomber Auston Matthews, fissando così il risultato finale su un eloquente 7-2.

(© Berend Stettler)

Difficile estrarre qualcosa di buono da un match del genere, con lo Zurigo che ha dominato dall’inizio alla fine e l’Ambrì che è semplicemente apparso poco motivato e non all’altezza della situazione. Per rendere l’idea del momento difficile della squadra leventinese basti pensare che la rete di Giroux è stata la prima e sin qui unica segnatura realizzata da giocatori di importazione nel 2016, un dato che mette alla luce in maniera evidente quale sia il problema maggiore che al momento affligge la compagine ticinese.

Nemmeno Emmerton, semplicemente inarrestabile nella prima parte di stagione, riesce più a trovare la scintilla giusta per accendere i compagni o provare lo spunto personale.

Anche in questo incontro infatti le occasioni più pericolose sono giunti dalla quarta linea di Duca, mentre le top-line hanno faticato a produrre gioco. La difesa è poi troppo debole per competere con il talento offensivo dei Lions, nonostante l’innesto del solido Nordlund il gap è nuovamente apparso troppo profondo per essere colmato.

Martedì l’Ambrì se la vedrà in casa con lo Zugo in una sfida delicatissima; una quinta sconfitta filata potrebbe infatti danneggiare irrimediabilmente le chances di accesso ai playoff. La chiave sarà lasciarsi alle spalle la débâcle patita a Zurigo e tornare a giocare con la serenità e l’autorità ammirate nelle prime partite dell’era Kossmann.

fattore2

LA POCA CONVINZIONE: Lo Zurigo in casa è praticamente imbattibile, ma questo non significa che andare a punti all’Hallenstadion sia una impresa impossibile. Certo è che le cose diventano davvero difficili quando si scende sul ghiaccio già convinti di perdere, permettendo quindi all’avversario di imporre il suo gioco in maniera praticamente incontestata.

Se l’Ambrì sta attraversando un periodaccio la colpa è anche della convinzione nei propri mezzi che sta venendo a mancare, fattore che tanto bene aveva fatto fare agli stessi leventinesi negli ultimi mesi. Fondamentale sarà ritrovare fiducia e motivazione in vista della volata finale.

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Reto è uno studente in economia e grande appassionato di hockey a 360 gradi, si occupa delle partite dei biancoblù e della sezione dedicata alla Nazionale.

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