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Ambrì Piotta

5 spunti dalle partite giocate nel weekend da Ambrì Piotta e Lugano

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno Un hat trick vicino più che mai
Nella serata di venerdì l’attaccante Marco Müller si è reso protagonista di una partita strepitosa, ottenendo alla Vaillant Arena la sua seconda doppietta stagionale che ha contribuito a mettere in ginocchio il Davos. Il numero 13, attualmente in un periodo di grazia, ha anche firmato per la seconda volta in carriera una serata da tre punti (sul suo conto anche un assist), ma non è riuscito ad ottenere il primo hat trick da professionista. Peccato, perché nel finale di partita Zwerger non ha realizzato che con un semplice assist avrebbe potuto permette al compagno di tagliare il traguardo con un gol a porta sguarnita. Poco male però, visto che i due sono stati nuovamente protagonisti anche 24 ore dopo contro il Losanna.

due C’è sempre qualcosa da imparare…
Il finale di partita sabato alla Valascia è stato di quelli emozionanti, con il Losanna alla ricerca del pareggio e capace di far scorrere qualche brivido freddo sulla schiena dei tifosi biancoblù soprattutto con due powerplay i momenti critici. Tra gli uomini più affidabili ad Ambrì troviamo l’esperto Jiri Novotny, a cui Cereda si affida ciecamente in questo tipo di situazioni. Proprio nei momenti decisivi della sfida il ceco ha però perso il casco e, probabilmente non consapevole di dover immediatamente uscire dal ghiaccio per evitare una penalità, è rimasto qualche secondo di troppo a difesa di Conz. Dalla panchina i suoi compagni si sono sbracciati per segnalargli il pericolo, e lui dopo aver titubato ha preso la via della panchina. Tutto bene, il fischio arbitrale non è arrivato e lezione imparata, pur correndo un bel rischio.

tre “Su, su… Non essere timido!”
L’esaltante vittoria sul Losanna ha fatto scoppiare la festa alla Valascia, con i tifosi biancoblù che hanno celebrato la squadra chiamandola più volte sotto la curva. Come non accadeva da tempo, diversi giocatori hanno poi festeggiato “individualmente” con i tifosi, anche se alcuni di loro hanno avuto bisogno di una spinta. Un esempio su tutti? Fabio Hofer, che ha letteralmente dovuto essere spinto dai compagniNovotny in particolare – prima di ricevere l’acclamazione dei tifosi. Tanti sorrisi ed applausi al rientro negli spogliatoi, per un gruppo che sempre più sta tornando a stabilire quel collegamento con i fans che si era perso nelle ultime stagioni.

quattro Serve un feedback?
I giocatori di hockey, si sa, spesso hanno bisogno di qualche incoraggiamento in più per esprimersi al meglio, ma ad Ambrì c’è chi si assicura che ad ogni ritorno in panchina ognuno riceva la sua bella dose di positività ed una pacca sulla spalla. Stiamo parlando di Daniel Manzato, che quando non gioca è uno degli elementi più attivi e coinvolti in panchina. Non ci sono offside che sfuggono al suo occhio – e quando non vengono fischiati non manca di rimarcarlo – ma è soprattutto nell’incitare i suoi compagni che si fa sentire. “Good job, good jooooooob!”, lo si sente urlare mentre commenta una buona giocata sul ghiaccio oppure quando cerca di incoraggiare i compagni ad ogni ritorno in panchina. Vi serve un feedback sul vostro gioco, oppure volete semplicemente un po’ di incoraggiamento? Il “Manza” è lì, pronto a sostenervi!

cinque 900 volte Michael Ngoy
Una menzione per il difensore è d’obbligo, visto che venerdì a Davos il 36enne vodese ha disputato la sua partita numero 900 in NLA. Cifra che qualche mese fa poteva essere addirittura un miraggio, ma la determinazione del veterano lo ha portato a prepararsi individualmente anche se non aveva la certezza di poter continuare a giocare, e quando l’Ambrì ha dovuto ingaggiare un rimpiazzo per il partente Michael Fora, lui si è fatto trovare prontissimo. Da buon “ironman” ha giocato tutte le 21 partite sinora disputate dall’Ambrì, mentre dal 2010 ad oggi ha mancato solamente quattro incontri dopo aver giocato sette interi campionati senza mancare mai nemmeno un match! Beh, chissà che con questa volontà non si possa arrivare a mille.


uno Ehi! Ma che fretta c’è?
Scena piuttosto inusuale quella vista nel terzo periodo di Rapperswil-Lugano, quando Melvin Nyffeler ha deliberatamente spostato la sua porta per attirare l’attenzione degli arbitri. Il portiere stava ancora sistemando la sua attrezzatura quando i direttori di gara hanno buttato il disco sul ghiaccio senza verificare, come da loro disposizioni, se tutti fossero pronti. Il povero Nyffeler stava ancora infilando il guantone quando per farsi notare – le urla e i gesti non avevano smosso nessuno…- ha deciso di spostare la sua gabbia. Alla fine gli arbitri lo hanno finalmente notato e hanno discusso se comminargli una penalità per ritardo di gioco. Nessuna penalità per Nyffeler (come avrebbe previsto il regolamento in caso di “furbata”) ma finalmente una decisione dettata anche dal buon senso.

due Anche i gruppi spalla hanno qualità
Elvis Merzlikins
continua ad avere lo spazio da titolare come portiere nel Lugano mentre Stefan Müller, dopo l’esordio in campionato contro il Servette il 6 ottobre deve ancora mordere il freno. È vero che Greg Ireland ci ha sempre abituato ad un “uso” parsimonioso delle riserve fino al loro miglior sviluppo, ma per ora Müller deve ancora pazientare. A Rapperswil però Merzlikins ha dato i primi segni di stanchezza e anche lo stesso Ireland aveva ammesso che al lettone spetta un po’ di riposo. Elvis continua quindi con i suoi spettacoli in tour grazie alla fiducia del suo coach, mentre Müller si è accontentato di avergli fatto da spalla sin qui in campionato. Prima o poi però anche chi apre i concerti dovrà avere la sua possibilità, come artista principale e non solo come accompagnatore dei più grandi…

tre La pasta del capitano
Non è quel tipo di giocatore dal quale ci si aspettano dosi di punti memorabili, ma non è nemmeno quello il suo ruolo. Il suo ruolo è quello di difensore solido, duro, arcigno e testardo, quello che insomma sta laggiù dove il disco scotta di più e le botte girano con più costanza. Oltre a questo ma anche per la sua naturalezza nel saperlo fare lui è il capitano del Lugano, quello che per ultimo molla e che nel caso è il primo ad illuminare la strada. Venerdì alla Cornèr Arena e sabato a Rapperswil lo ha fatto sia nella prima maniera, la sua preferita, che in quella che non sempre ci si aspetta, ossia segnando reti. Alessandro Chiesa ci ha spiegato perché è lui il capitano.

quattro Mal comune… Nessun gaudio
Stavolta il proverbio semi consolatorio nel caso altri provino gli stessi problemi ha ben poco di che far sorridere. Le finaliste della scorsa stagione, ZSC Lions e Lugano sono appaiate proprio a ridosso della linea e nessuna delle due è riuscita finora a darsi quella scrollata per un’accelerazione decisiva. Gli uomini di Greg Ireland hanno tribolato con gli infortuni un po’ come successo alla banda di Serge Aubin, in Ticino si impreca contro il powerplay e il rendimento fuori casa, a Zurigo sono invece i punti di fronte al proprio pubblico a mancare. Insomma, chi si aspettava un inizio del genere da parte di campioni e vice? In pochissimi o forse nessuno, fatto sta che a nessuno dei due vien da ridere.

cinque Sempre più bravi, quasi imbattibili
Che la “scuola” svizzera dei portieri fosse una delle più rinomate nonostante il piccolo bacino di pescaggio era risaputo. Molti dei portieri nati e cresciuti nel nostro campionato hanno avuto grande successo anche all’estero e in nazionale e la tradizione di qualità sembra andare avanti, soprattutto in National League. Se i numeri non sempre dicono tutto val però la pena notare come la soglia spesso definita come la sufficienza del 91% di parate (presa in maniera molto spiccia ma discretamente affidabile) vada ad assestarsi sempre più verso il basso. La media del campionato elvetico è infatti del 92%, appena sotto a dove va a piazzarsi il bianconero Elvis Merzlikins (92,97%) un dato molto alto che rispecchia la continua crescita dei portieri. Oppure sono gli attaccanti ad essere meno bravi? Meglio non indagare, qualcuno potrebbe offendersi…

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