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Ambrì Piotta

5 spunti dalle partite del weekend di Ambrì Piotta e Lugano

Alcune considerazioni “semiserie” per ripercorrere il fine settimana vissuto dalla due squadre ticinesi

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno LA MENTALITÀ DEL SACRIFICIO
Nello spogliatoio dell’Ambrì Piotta sono appese al muro due classifiche particolari, ma nessuna di queste è quella che mostra l’attuale graduatoria delle 12 squadre di NLA. I numeri che Luca Cereda tiene davanti agli occhi dei suoi giocatori tutti i giorni sono infatti quelli dei tiri bloccati, sia all’interno della squadra che complessivamente nella lega. Nessuna distrazione, l’unica cosa a cui i biancoblù possono permettersi di pensare è il sacrificio, che è venuto a galla anche nel fine settimana con ben 37 tiri bloccati nel giro di 24 ore. In questa speciale classifica l’Ambrì Piotta è terzo con esattamente 400 conclusioni rintuzzate, numero che permette di arginare le conseguenze di essere anche la squadra che sinora ha concesso più tiri di tutti (883).

due A VOLTE INVISIBILE, MA COMUNQUE INFALLIBILE
Stiamo parlando di Dominik Kubalik che, fatta eccezione per la partita di Davos, sino ad ora in biancoblù ha giocato le sue partite restando spesso al di sotto dei radar avversari, per poi uscire improvvisamente allo scoperto grazie alla sua velocità e al suo tiro micidiale. I tifosi leventinesi probabilmente vorrebbero vederlo in un ruolo un po’ più “trascinante”, ma non si può certo imputare al ceco di usare una tattica poco proficua. Dopo una prima partita di ambientazione alla Bossard Arena, il nome del 22enne è infatti sempre finito sul tabellino, con una “point streak” arrivata a sei partite. Il risultato? 11 punti in 7 match, con la sensazione che il bello debba ancora venire!

tre CAMBIA LA TANA, NON IL RISULTATO
I leoni di Losanna si sono trasferiti nella pista provvisoria di Malley, denominata “2.0”, ma il ghiaccio vodese continua ad essere particolarmente indigesto per l’Ambrì Piotta. Tra vecchio e nuovo impianto, sono infatti ben sette le sconfitte consecutive incassate dai biancoblù in casa dei vodesi, e la disgraziata partita di venerdì è stata una nuova conferma di questa maledizione. L’ultima volta in cui i leventinesi hanno saputo imporsi era infatti il 24 febbraio 2015, quando una doppietta di Pestoni aveva trascinato i biancoblù alla vittoria. Sono passati tre anni, ma di quella formazione sono rimasti in rosa solamente sette elementi, ovvero Zgraggen, Gautschi, Trunz, Lauper, Lhotak, Bianchi e Stucki.

quattro L’ARIA FRESCA DELLA SECONDA LINEA
Stava faticando maledettamente Cory Emmerton e, pur finendo di tanto in tanto sul tabellino, l’intensità e la concretezza dei suoi cambi non erano oramai da diverse partite sul livello che si sa ci si può aspettare da lui. Dopo la serataccia di Losanna, coach Cereda ha deciso di mischiare le carte della sua top six, conscio che era arrivato il momento di portare una ventata di aria fresca alle prime due linee. Il risultato? Emmerton è risultato essere il miglior giocatore in pista, con al suo attivo il gol decisivo, quasi il 58% di ingaggi vinti e la capacità di fare sentire subito a suo agio Guggisberg al suo rientro.

cinque C’È CHI LI DÀ, C’È CHI LI PRENDE… E CHI FA ENTRAMBE!
C’è una caratteristica che rende il canadese Matt D’Agostini un attaccante unico nel nostro campionato. Lo straniero dell’Ambrì Piotta è infatti secondo nell’intera NLA per quanto concerne il totale di tiri effettuati (107), ma è anche l’unico attaccante nella Top 20 per quel che riguarda i tiri bloccati (36). Sommando i due dati è possibile ottenere una nuova statistica, che diventa uno specchio interessante per misurare il contributo di un determinato giocatore alla causa della sua squadra. Chi troviamo al vertice della classica? Esatto, proprio lui, Matt D’Agostini (143), davanti al difensore del Losanna, Jonas Junland (141), e all’attaccante dello Zugo, Viktor Stalberg (126).


unoAGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA
…che c’è un amico in più!”. A Johnny Dorelli probabilmente dell’hockey non è mai fregato un fico secco, ne siamo quasi certi. La sua canzone per bambini però è stata usata anche dalla pubblicità di una nota carne di manzo in scatola per diversi decenni, diventando un tormentone delle tv. Di avere un amico e un “Manzo” in più però i tifosi del Lugano sono ben lieti, dato che la partita di Ginevra ha confermato il ritorno ad alti livelli di Daniel Manzato. Il portiere bianconero, dopo stagioni traumatiche e rientri tribolati, sta finalmente avendo il suo comeback quale portiere affidabile, dimostrando, nelle 8 occasioni in cui è stato mandato nella mischia, di poter essere di nuovo un backup di grande valore. A Ginevra, settimana scorsa, ha trovato uno shutout che gli mancava dai playoff del 2015 e, con dei numeri che parlano di 195 tiri parati su 208 (93,75%), e sole 1,7 reti subite a partita (oltre naturalmente a prestazioni “pulite” da svarioni) possiamo dirlo tranquillamente: “se sposti un po’ la seggiola, stai comodo anche tu.”

due I GRANDI NUMERI IN BIANCO (SU) NERO
Ci sono statistiche che saltano all’occhio subito, altre che invece per trovarle occorre fare dei pur semplici calcoli matematici. Se è facile trovare Luca Fazzini in cima alla classifica dei marcatori dal passaporto rossocrociato, bisogna spostare un paio di volte il puntatore del mouse per vedere che Maxim Lapierre è il primo in Svizzera nella statistica della presenza su reti segnate e subite, con un impressionante +18! Oltre a questo, il centro canadese è, assieme a Mark Arcobello, il miglior scorer in shorthand, con 3 reti segnate in inferiorità numerica. Di Linus Klasen cosa possiamo dire? Che i suoi punti non sono arrivati per caso, dato che ben il 73,6% dei suoi assist sono diretti, secondo in questa graduatoria tra chi ha almeno conteggiato 15 passaggi decisivi, dietro solo a Erkinjuntti e Ambühl, entrambi con un secco 80%. Se però andiamo ad abbassare l’asticella a chi ha almeno 10 assist a comandare la classifica è Jani Lajunen, con il 90,1% di assist diretti. Gli attaccanti più “sfortunati” del campionato? Gregory Hofmann e Mark Arcobello, con ben 5 pali colpiti a testa.

tre LEZIONI A DOMICILIO PER RIPETENTI
Greg Ireland ha una buona tradizione per le trasferte a Ginevra, dato che dal suo ritorno sulla panchina bianconera può vantare 3 vittorie su 3 trasferte a Les Vernets. La scorsa stagione, il 17 gennaio 2016, fece il suo nuovo debutto quale coach bianconero proprio a Ginevra, portando via una vittoria per 3-2 ai rigori appena sceso dall’aereo. In questa stagione il Lugano è andato ad espugnare per altre due volte la pista granata, portandosi via 6 punti rifilando un pesante passivo di 8-0 alla squadra oggi condotta da Craig Woodcroft. Due partite vinte entrambe per 4-0, come a ribadire che una lezione non imparata una volta la si può ripetere sicuramente, magari in maniera più sbrigativa. Se poi anche in questa occasione i concetti non vengono assimilati, allora non lamentatevi se il professore inizia a fare la voce grossa per inculcarveli in testa…

quattro MAL CHE VADA È POI UNO SOLO…
Al 3’08 della sfida tra Lugano e Langnau Tigers, Julian Walker ha aperto lo score con un bel tiro al volo su assist di Giovanni Morini, portando avanti i bianconeri. A Heinz Ehlers, coach del Langnau, la cosa non sembrava regolare, tanto che già su quell’azione ha pensato di chiamare il challenge, cosicché i linesmen potessero verificare se ci fosse o meno un offside sull’entrata nel terzo del Lugano prima della rete. Dopo diversi minuti passati in zona giuria e tanti fischi degli spazientiti tifosi, Kovacs e Fluri hanno comunicato a Massy di convalidare il gol. Niente offside dunque? E chi lo sa. Un problema tecnico ha impedito che si potesse vedere la replica dell’azione da più angolazioni, costringendo gli arbitri a convalidare la rete di Walker quasi “alla cieca”. Vallo a dire al tecnico danese che alla cieca ha pure perso il suo time out…

cinque IL 3, NUMERO PERFETTO
Luca Fazzini ha vissuto una gran giornata nella sfida contro il Langnau, da lui risolta con uno splendido hat trick. Tre reti, valse la vittoria contro i Tigers di Ehlers nel tardo pomeriggio del 3 dicembre e, quella con il i giallorossi, è stata la prima vittoria casalinga dopo tre successi filati in trasferta. Tre reti in una partita, il numero 17 non le segnava da esattamente un anno, perché era ancora il 3 dicembre (non è uno scherzo…) 2016 quando l’ala bianconera mise a segno la sua prima tripletta nel campionato svizzero, in quel 8-1 contro il Friborgo Gottéron.

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