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Ambrì Piotta

5 spunti dalle partite del weekend di Ambrì Piotta e Lugano

Alcune considerazioni “semiserie” per ripercorrere il fine settimana vissuto dalla due squadre ticinesi

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno UNA FURBATA PER IL CHALLENGE
Quando Nussbaumer ha segnato il gol del pareggio a soli 56 secondi dalla terza sirena, a Luca Cereda è sorto un dubbio. A velocità naturale sembrava che l’azione del Bienne fosse viziata da fuorigioco, e vista l’importanza della rete allo staff biancoblù non sarebbe costato nulla chiamare il challenge e sperare che il video confermasse i propri sospetti. Il problema? L’Ambrì aveva chiamato il timeout poco prima, bruciandosi così l’opportunità di chiedere un’occhiata al video. Questo non ha però fermato Cereda, che ha “fatto lo gnorri” ed ha provato a chiedere lo stesso la revisione… “Per poco gli arbitri non ci sono cascati!”, ha commentato sorridendo il coach a fine partita. Il trucchetto non ha funzionato, ma poco male, l’azione degli ospiti era perfettamente regolare.

due ATTIVARE I TERGICRISTALLI
Robbie Earl sabato sera alla Valascia si è confermato una forza della natura, ma si è anche reso protagonista di un finale di partita controverso. L’americano non ha infatti preso bene la penalità fischiata nei suoi confronti ad inizio terzo tempo, tanto da intimare all’arbitro di dare una pulita alla visiera del suo casco per vederci meglio. “Magari lo avesse fatto!”, verrebbe da dire da parte biancoblù, visto che durante l’overtime i direttori di gara non hanno visto un gesto irregolare di Earl, che ha scaraventato lontano un bastone di un biancoblù. Che ne dite “zebrati”, installiamo dei bei tergicristalli?

tre FERMI AL PALO
Due ferri colpiti nel derby, tre pali ammaccati in casa contro il Bienne. La buona sorte non ha certo dato una mano all’Ambrì Piotta nelle ultime uscite, ed anche se dalla squadra non si vuole giustamente trasformare questi episodi in scusanti, ben presto gli addetti della Valascia potrebbero essere costretti a ridare una bella mano di rosso alle gabbie utilizzate in partita. I biancoblù hanno infatti colpito ben 17 pali nelle 20 partite sin qui disputate, lo stesso numero del Lugano e solo due in meno della “capolista” Friborgo, che di ferri ne ha già fatti vibrare 19. Attualmente l’Ambrì ha la seconda peggior percentuale al tiro della lega (7.61%), ma considerando i ferri e una grande quantità di conclusioni (631, solo il Berna ha effettuato più tiri), presto il gioco dei leventinesi potrebbe iniziare a produrre di più.

quattro CI HAI VISTO GIUSTO, PATRICK!
“Non do mai nulla per scontato”, aveva affermato Michael Fora commentando la sua selezione in Nazionale per la Karjala Cup, con il capitano biancoblù che ha dato seguito alla chiamata di Patrick Fischer di questa estate con una prima parte di campionato convincente. Il difensore avrà però pensato di togliere ogni dubbio al selezionatore rossocrociato, ed allora contro il Bienne ha confezionato un gol strepitoso in cui ha messo in luce delle qualità tecniche che vanno a completare il suo “pacchetto” fatto di grinta e fisicità. Insomma, Fischer ci ha visto giusto, per le prime partite della Svizzera il giovane biancoblù si presenterà in formissima, dopo aver ottenuto per la prima volta in carriera due punti nello stesso match.

cinque LE BUGIE DELLA MATEMATICA
Le cose sono finalmente cambiate per davvero dalle parti della Valascia, questo nonostante la matematica sostenga la sensazione solo in parte. Se si guarda infatti alle ultime quattro stagioni, è particolare constatare come dopo 20 partite si siano sempre fatte registrare sette vittorie e 13 sconfitte, ma è chiaro che questo è un modo riduttivo di paragonare le varie annate. Il gioco proposto dai ragazzi di Cereda ha infatti realmente dato uno strappo deciso rispetto al passato, e se proprio si vogliono guardare i numeri, i punti ottenuti (23) sono superiori agli ultimi tornei. Migliorata sensibilmente invece la differenza reti (-14), dopo i vari -23, -18 e -17 dei campionati passati… Ma la matematica in questo caso resta un’opinione, il ghiaccio sta parlando e per ora la storia raccontata sembra ben indirizzata verso un lieto fine.


uno GLI ASSENTI HANNO SEMPRE TORTO
Prima è stato Damien Brunner a dare forfait per quella maledetta spalla che ha ceduto sotto un brutto colpo in agosto, ma la sua assenza è stata compensata dallo scatenato Gregory Hofmann tanto da non sentire più di molto la mancanza del numero 98. In seguito è stato Dario Bürgler a “chiamarsi fuori” dopo l’infortunio al ginocchio subito a Rapperswil in Coppa Svizzera, e allora ci ha pensato Luca Fazzini a evitare di far rimpiangere l’ala del primo blocco con le sue reti a raffica. Insomma Greg Ireland ha una soluzione per qualsiasi evenienza, però è sempre meglio non tirare troppo la corda…

due EROE MASCHERATO
Con la sua maschera nera si aggira nell’ombra tra gli avversari, sempre pronto ad azzannarne le caviglie, il suo bastone è la sua spada. Sferra pochi colpi di fioretto, ma quando lo fa l’avversario va al tappeto, vinto e ormai stremato, quasi aspettasse il momento giusto dopo averlo lavorato ai fianchi per un’intera battaglia. Sebastien Reuille, con la sua maschera nera, ha ancora deciso un incontro – stavolta il derby – di nuovo con una rete nel terzo tempo, di nuovo con uno tocco piuttosto raffinato e preciso, seppur meno violento dell’affondo che ha mandato a terra il Davos. Quando occorre un eroe mascherato arriva lui che, come Zorro appariva per mettere fine alle angherie, lascia la sua firma sugli avversari coperto dalla maschera nera.

tre PERCORSI INASPETTATI
Bobby Sanguinetti ha sempre avuto un sogno, quello di rappresentare la Nazionale degli Stati Uniti d’America ai Giochi Olimpici Invernali. Per farlo, il difensore bianconero ha sempre pensato che la via migliore sarebbe stata quella di sfondare in NHL, per poi far parte della rappresentativa maggiore con la maglia a stelle e strisce. Purtroppo, seppur draftato al primo turno dai New York Rangers, Sanguinetti la NHL l’ha vista solo con il contagocce, per un totale di sole 45 partite. Tanta gavetta in AHL e poi l’Europa, con buona pace di un sogno olimpico ormai nel cassetto. Ma in soccorso del numero 77 arriva proprio…la NHL, con il rifiuto dell’organizzazione di fermare il torneo durante i Giochi di Pyeongyang del 2018, e i selezionatori nazionali che puntano ai campionati europei. In questo modo Sanguinetti vedrà quasi sicuramente il suo sogno coronarsi dato che fa parte della selezione USA che partecipa ai tornei preolimpici, convincendosi che certi sogni non sempre svaniscono ma prendono solo percorsi diversi.

quattro CHI LA DURA LA VINCE
Matteo Romanenghi è riuscito finalmente a iscrivere il suo nome sul tabellino di una partita di LN con un assist in seconda sul game winning gol di Reuille nel derby, questo dopo ben 104 partite nella massima serie. Certo, in molte di quelle partite il numero 70 era solo iscritto sul foglio partita come 13esimo attaccante e non è sceso sul ghiaccio ma, nonostante il sempre grande impegno e le occasioni createsi, è incredibile come il suo nome non sia mai apparso in azioni da rete dei bianconeri. Con il lavoro e la costanza prima poi però si arriva ai risultati e il Romanenghi di questa stagione promette di apporre il suo nome sul tabellino molte più volte, e non gli si può che augurare con tutto il cuore di essere vicinissimo anche alla prima rete nel massimo campionato svizzero.

cinque MEGLIO DI QUANTO SI CREDA
Il Berna è l’assoluto dominatore di questo campionato, ormai non più una novità dopo quello a cui gli orsi ci hanno abituati, ma il Lugano sembra finalmente attrezzato per candidarsi a principale antagonista della squadra di Jalonen. Non solo i bianconeri sono stati gli unici finora a sconfiggere il Berna 2 volte su 2, ma contro le avversarie che stanno sopra la linea i bianconeri hanno fatto meglio dei campioni svizzeri in carica. Ebbett e compagni hanno infatti una media di 2,2 punti a partita contro le prime 8 della classe, mentre i ragazzi di Ireland si piazzano davanti a tutti con 2,3 punti. Certo, lo scarto è minimo, ma il solo fatto che questi numeri affianchino le due squadre come mai era successo in passato, unito alle vittorie autunnali del Lugano contro il Berna, dice molto di più di una semplice tabella numerica. Questo dice che il Lugano, mai come oggi, è diventato avversario vero e non più solo teorico per i primi della classe. Stavolta alla Resega si fa sul serio.

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