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5 spunti da Lugano: gioco a pari, Swiss Market Index, scorer cercasi, tendenza verso i playoff

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno A giocare pari non ci sto

Il gol di Linus Klasen al 40’51 della sfida tra Lugano e Davos di domenica pomeriggio ha messo fine a un digiuno di reti a cinque contro cinque dei bianconeri durato quasi tre partite, per l’esattezza ben 166 minuti e 6 secondi. L’ultimo gol a situazione normale sul ghiaccio risaliva infatti alla vittoria contro il Friborgo di inizio anno, per la precisione quello di Alessio Bertaggia valso il 4-2 al 54’45. In mezzo a quella rete e quella dello svedese ci sono stati dapprima i gol in powerplay di McIntyre, quello di Suri in shorthand e le due a porta vuota di Bertaggia e Bürgler in 5 contro 6 a Berna e infine quelli ancora in superiorità numerica di Klasen a Davos sabato sera e di Lammer alla Cornèr Arena domenica. Bene le situazioni speciali, ma bisogna imparare anche a giocarsela con le stesse armi.

due Swiss Market Index al ribasso

Il Lugano di Pelletier è sostanzialmente diverso da quello di Kapanen e, aldilà dei risultati che sta ottenendo il coach svizzero-canadese in questo inizio 2020, una delle peculiarità dei bianconeri di oggi è che gli scorer svizzeri sono quasi scomparsi. Suri in una occasione come Lammer, Bertaggia in altre tre (senza contare quelle a porta vuota) il resto dei gol porta la firma di Klasen (3), McIntyre (2) e Postma (1), e a mancare tremendamente sono le reti gonfiate da Fazzini (una rete nelle ultime 14 uscite), Bürgler (una a porta vuota in 20 partite!), Loeffel (che dopo le 4 reti in un fine settimana sembra tornato quello d’autunno) e ci mettiamo pure Romanenghi, perché anche se non è uno scorer, 3 gol in 30 partite sono comunque pochissimi.

tre No pain, no gain

Nell’hockey si sa che il dolore, i lividi e le botte in generale sono parte del gioco. In alcune circostanze sono però più importanti che in altre, come nell’esercizio di bloccare i tiri. Il Lugano in questo non è tra le prime squadre e lo si vede anche da quanti giocatori ci sono nella classifica dei migliori “stoppatori”, tanto per dire che nella top-30 c’è il solo capitan Chiesa con 37 tiri bloccati, nemmeno la metà di Rajan Sataric del Bienne che guida la classifica. E non è una scusa nemmeno la maglia, dato che davanti al bianconero ci sono anche cinque giocatori degli ZSC Lions e sei del Berna. È pur vero che il Lugano eccelle tra le squadre che subiscono meno tiri, ma la differenza con la peggiore è di soli 3,3 tiri subiti a partita, mentre quella dei block-shots con le migliori è già di 6,2 a partita rispetto alla migliore.

quattro Scorer di razza cercasi

I ribaltoni da una stagione all’altra del Lugano non riguardano tanto la classifica, dato che è sì peggiorata ma non è che un anno fa i bianconeri volassero molto più in alto, ma soprattutto i singoli giocatori. A fare impressione è in particolare la situazione dei marcatori, quando c’era un topscorer, Gregory Hofmann, che a metà gennaio aveva toccato quota 21 reti stagionali, mentre oggi un Klasen in ripresa ha segnato solo la sesta rete dell’annata. Oggi solo due giocatori (Bertaggia e Fazzini) hanno toccato la doppia cifra, l’anno scorso in sei erano riusciti a raggiungere o superare quota dieci reti. Il margine per arrivarci c’è ancora, per lo stesso Klasen, Lammer e pure Loeffel e Lajunen potrebbero farcela. Ma per gli ultimi due occorrerà dare una bella sterzata al rendimento, perché la proiezione non dà segnali incoraggianti.

cinque La tendenza dice sì, ma…

La quota punti per raggiungere i playoff al momento è fissata a circa 67 punti (arrotondato per eccesso), ossia i punti che raggiungerebbe il Berna ottavo con la media di 1,33 punti a partita. La tendenza però è cambiata e la diretta inseguitrice, il Lugano, ha una media totale di 1,28 punti a partita, con però un aumento a 1,5 nelle ultime dieci partite, praticamente la stessa degli orsi nello stesso lasso di tempo. Ad inguaiarsi pericolosamente però sono soprattutto il Bienne, che sta 5 punti sopra la linea ma con la terribile statistica di 0,5 punti di media nelle ultime dieci, e il Langnau (che però ha due partite in meno) che ha incassato 5 sconfitte nelle ultime sette uscite. Inoltre anche le altre inseguitrici Friborgo e Ambrì hanno rallentato il passo. Insomma, il Lugano ha i mezzi per trovarsi nelle prime otto alla fine della regular season, ma come spesso accade per demeriti propri, il suo destino non è solo nelle sue mani.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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