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Lugano

5 spunti da Lugano: ci sono cani e cani, il gatto e il topo, alunni in gita, una fame da lupi

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno Ci sono cani e cani

© Photobrusca & Luckyvideo

Era Glen Metropolit colui che “portava a spasso il cane” nei suoi anni in bianconero, quando con un’eleganza innata faceva impazzire gli avversari portando il disco sulla paletta del bastone come fosse legato a un guinzaglio.

Sabato sera alla BCF Arena, Mark Arcobello ha deliziato tutti con un esercizio del genere, quando ha fatto passare il disco fra tre avversari a ripetizione con delle magie di alta scuola, mantenendo il puck nel terzo offensivo grazie alla sua abilità con il bastone. Certo, quella del topscorer bianconero più che una passeggiatina rilassante sembrava però una sorta di concorso di agility dog.

due “Cinq e trii vott…”

“…Maria Giuana chi che ta fai qui bei pedüü?” La vecchia canzone di origine piemontese, inizia con un facile calcolo matematico, quel 5 + 3 = 8 che anche nel fine settimana del Lugano trova la sua collocazione nonostante l’argomento non sia la musica popolare.

Sono stati infatti cinque i secondi serviti a Killian Mottet per segnare al box play bianconero a Friborgo, tre quelli impiegati da Gregory Hofmann per fulminare Schlegel la sera prima e infine otto quelli utilizzati da Viktor Stalberg ancora alla BCF Arena in un altro power play.

Se nella canzoncina ”i pedüü” a Maria Giovanna gliele ha fatte la sua mamma, i ragazzi di Pelletier con quel boxplay disastroso le scarpe se le sono fatte da soli…

tre Il gatto con il topo

Nel primo tempo quasi lo scherzetto riusciva a Giovanni Morini, quando un rilancio sulla balaustra di fondo è rimbalzato in maniera strana ingannando Reto Berra in uscita, con l’attaccante del Lugano che quasi beffa il portiere dei dragoni salvatosi in extremis.

La seconda volta invece il tentativo di stanare Berra è andato a buon fine, il portiere di casa è uscito di nuovo sullo stesso rimbalzo incontrollato e stavolta con il topo troppo distante dalla sua tana Fazzini ha potuto insaccare il disco a botta sicura. Una vera trappola.

quattro Alunni in gita

Come già programmato per Philipp Kurashev, anche Daniel Carr parteciperà ai camp di NHL dopo essersi accordato con la franchigia dei Washington Capitals tra sabato e domenica.

Resta da valutare se anche Tim Heed troverà un accordo oltre oceano o se rimarrà a Lugano, e se dovesse essere il caso anche per il difensore svedese, Hnat Domenichelli avrà il suo bel da fare per studiare i piani B e prepararsi a qualunque evenienza per non restare scoperto dopo i vari camp. Saranno solo studenti fuori per la settimana bianca oppure saluteranno la scuola svizzera?

cinque Una fame da lupi

Le buone impressioni si erano già avute durante il preseason e in queste prime partite di campionato stanno arrivando anche delle conferme. Bernd Wolf è stato uno dei più propositivi nel weekend del Lugano, e dopo l’ottima prova fornita contro lo Zugo, l’austriaco ha trovato pure il suo primo gol in National League sabato sera a Friborgo.

Dopo l’infortunio di Wellinger anche Wolf ha guadagnato minuti di gioco importanti, grazie alla determinazione sempre dimostrata e alla grande fame di crescita e di ghiaccio.

Redattore, Alessandro Zacchetti si occupa di articoli e interviste relative all’HC Lugano e ai Ticino Rockets, con un occhio verso l’hockey europeo.

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