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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: spostare la fiamma, non è un settebello, il decimo posto, gol e aspettative

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno “Dai, che stasera c’è gente!”

L’Ambrì Piotta sta pagando particolarmente l’assenza del suo pubblico, capace storicamente di dare quella marcia in più ai leventinesi che invece ora sta purtroppo mancando.

Sabato sera la squadra di Cereda si è però ritrovata alla Valascia uno stupendo regalo confezionato dalla Curva Sud, un gigantesco telone che vuole simulare la presenza della tifoseria e che nel contempo è anche un messaggio d’amore alla vecchia Valascia, che potrebbe essere a sole otto partite dalla pensione.

Il gigantesco telone è stato apprezzato dalla squadra, tant’è che all’entrata in pista dalla panchina c’è stato chi ha urlato “dai ragazzi, che stasera c’è gente!”. L’effetto estetico è stato di grande impatto, tanto che dall’esterno della Valascia e spiando dall’entrata della Zamboni, di sfuggita sembrava davvero di rivedere la pista piena come nelle serate migliori.

“Nel cuore della tua curva e della tua gente, Valascia per sempre”, recitava lo striscione. Chissà che dalla carica mostrata sabato la squadra non possa ripartire, per conquistare quei pre-playoff che assicurerebbero alla Valascia almeno un’aggiuntiva partita di vita.

due Spostare la fiamma nelle zone calde

L’Ambrì Piotta con 1.97 reti segnate ad incontro è attualmente il peggior attacco del campionato, con oltre un gol in meno a partita rispetto ad una media di lega che si attesta su 3 segnature.

Per i biancoblù trovare la via della rete ultimamente non è stata impresa facile, tanto che dal primo di gennaio ad oggi la statistica dei gol segnati per ogni 60 minuti di gioco è scesa a 1.65. Sicuramente troppo poco, anche alla luce di una manovra leventinese che macina tanto gioco ma fatica a produrre occasioni da rete di qualità.

Riassume bene la situazione l’heat map pubblicata da NLIceData.com, dove si vede come i leventinesi vadano più frequentemente al tiro dalle zone più discoste del terzo offensivo, ovvero dalla distanza e dal lato. L’intento è chiaramente quello di trovare delle deviazioni oppure di sfruttare i rebound, compito però non semplice e sinora l’Ambrì è la seconda peggior squadra per tiri a partita dallo slot (11.83).

Interessante in questo senso anche la statistica che indica da quale reparto arrivano i tiri. I biancoblù sono la squadra con il minor contributo percentuale di tiri dagli attaccanti (62.39% del totale) e per contro è quella che vede la proporzione più alta di conclusioni arrivare dai difensori (37.61%).

tre Decimo posto sempre nel mirino

(Clicca per consultare i dati)

Con la sconfitta di sabato sera contro il Berna, l’Ambrì Piotta è scivolato per la prima volta sotto la linea che delimita l’accesso ai preplayoff, e con 16 partite ancora da giocare i biancoblù devono presto tornare ad incamerare punti per mantenere viva la corsa al decimo posto.

La battaglia sarà con Berna e Rapperswil, con gli orsi che hanno gli stessi punti dei leventinesi ma quattro partite da recuperare, mentre i Lakers sono avanti di otto punti ma hanno giocato cinque partite in più.

Con queste differenze la classifica è di difficile lettura, ed è dunque interessante consultare le proiezioni statistiche di NLIceData. L’Ambrì Piotta ha attualmente il 39.8% di chance di terminare tra il settimo ed il decimo posto, con un conseguente 19% di ottenere poi l’accesso ai playoff.

Dopo le sette sconfitte consecutive, e nove nelle ultime dieci partite, i numeri dicono però che la posizione più probabile per l’Ambrì dopo 52 partite è l’11esimo rango, stimato al 57%. Alla squadra di Cereda il compito di portare i numeri in proprio favore, per farlo ci sono ancora 16 partite a disposizione.

quattro Non è un “settebello”

Le sette sconfitte consecutive che segnano l’attuale momento dell’Ambrì Piotta rappresentano purtroppo un primato negativo degli ultimi anni, tanto che dall’arrivo di Luca Cereda in panchina la squadra non aveva mai passato una serie così lunga senza successi.

Per ritrovare infatti sette battute d’arresto filate bisogna tornare al periodo a cavallo tra la fine della stagione 2015/16 e l’inizio di quella successiva, quando alla guida dei leventinesi c’era Hans Kossmann.

Se invece cerchiamo la stessa serie di sconfitte nella medesima stagione i dati di Brenno Canevascini ci riportano sino all’annata 2014/15, quando Serge Pelletier incassò sette KO tra la metà e la fine di ottobre.

cinque Aspettative e potenzialità

È stato spesso frustrante per l’Ambrì Piotta non vedere i propri sforzi tradursi in gol, ma quante reti potevano statisticamente aspettarsi i biancoblù in rapporto a quanto fatto in queste 36 partite di campionato? In aiuto ci viene la statistica avanzata xGF (Expected Goals For), che analizza la qualità dei tiri e traduce i dati in una proiezione che indica il numero di reti che ci si potrebbe attendere dalla propria manovra.

Considerando tutte le situazioni di gioco i biancoblù hanno un xGF di 86.16, per una media per 60 minuti di 2.38. La squadra ha però di fatto segnato solamente 71 reti, il che lascia intendere un potenziale inespresso importante. Lo stesso ragionamento si può fare anche in difesa, con un’aspettativa di 101.32 reti incassate ed una realtà che parla di 109 gol subiti.

Segnare un po’ di più e subire un po’ di meno sembra dunque statisticamente alla portata dei leventinesi, anche alla luce di un PDO del 97.55% che conferma come l’Ambrì abbia i mezzi per fare meglio. Il primo passo? Più freddezza, determinazione e precisione, per migliorare quella percentuale al tiro del 6.11% che è la peggiore della lega ed anche la più bassa dal 2016 a questa parte.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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