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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: siccità di febbraio, Ironman a mille, squilibrio nella forza, solidità granata

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno Siccità di febbraio

© Berend Stettler

Non ci riferiamo alla meteo, bensì alle difficoltà che sta incontrando l’Ambrì Piotta nel trovare la via della rete. I biancoblù nel mese di febbraio sono infatti la squadra ad aver segnato il numero più esiguo di gol – appena sei sull’arco di cinque partite – ed il tutto si è tradotto in cinque sconfitte consecutive e soli due punticini conquistati.

Tre di queste reti sono arrivate in powerplay, ed inoltre non ha aiutato la percentuale al tiro del 4.44%, la più bassa nella lega in questo periodo. La squadra di Cereda dovrà trovare delle soluzioni, a partire probabilmente dallo scagliare un maggior numero di dischi verso la porta avversaria, considerati anche i soli 26.53 tiri di media fatti registrare (hanno fatto peggio solamente Friborgo e Bienne).

Il lavoro più importante andrà però fatto nello slot, come conferma il dato che dice che l’Ambrì nel mese di febbraio è stata la squadra ad aver segnato in media da più lontano (13.54 metri). Attualmente i biancoblù sono infatti il gruppo ad aver tirato meno dallo slot sia in termini assoluti (546 conclusioni in stagione) che in media (11.06 a partita).

due Uno squilibrio nella forza

Dal suo ritorno in pista il veterano Jiri Novotny è riuscito a dare stabilità alla squadra, questo anche grazie alla sua solita efficacia agli ingaggi, esercizio in cui in carriera è sempre stato un maestro.

Prima dell’ultima settimana il ceco era infatti tra i giocatori migliori della lega, con addirittura il 65.6% ai faceoff grazie a ben 86 ingaggi vinti su un totale di 131 effettuati. Il “vecchio maestro” ha però vissuto un raro passaggio a vuoto nel weekend, con appena il 33% di riuscita ed in particolare una serata all’Hallenstadion molto difficile.

Novotny contro i Lions ha infatti vinto appena quattro faceoff su 17, oltre ad aver perso tutti i primi 11 effettuati. Fossimo nel mondo di Star Wars, si sarebbe decisamente avvertito uno squilibrio della forza!

tre La solidità dei granata

Giocare contro il Ginevra Servette non è mai cosa semplice, a partire dai tempi in cui era Chris McSorley a mandare in pista i suoi con un sistema di gioco solido ma che ben difficilmente dava vita a partite spettacolari. Nonostante i vari avvicendamenti in panchina i granata restano un avversario contro cui è difficile segnare (hanno infatti la miglior difesa della lega), ed il match di sabato ce lo ha ricordato.

A darci la conferma ci pensano però i dati storici di Brenno Canevascini, che indicano come per il Servette quello dell’ultima partita sia stato addirittura il decimo shutout conquistato alla Valascia, su un totale di 53 partite. Il dato si aggiunge a una curiosità, che ha visto il Ginevra essere l’avversario dell’unico 0-0 registrato nella storia dell’Ambrì Piotta (10 settembre 2002).

quattro Le mille di Ironman

Ha raggiunto le mille partite giocate in Lega Nazionale il veterano biancoblù Michael Ngoy, che sabato sera ha tagliato il traguardo che parla per lui di 982 incontri nella massima lega e delle parentesi nell’attuale Swiss League per un totale di 18 match.

Il 38enne nel corso della sua carriera si è distinto per mancare raramente una partita, ed infatti è impressionante ricordare come dal 2010 ad oggi abbia saltato solamente cinque serate di campionato!

Anche nella passata stagione Ngoy aveva affrontato il 100% degli impegni, mentre nell’attuale regular season potrà arrivare al massimo a quota 49 apparizioni, visto che lo scorso 25 ottobre a Ginevra era finito in sovrannumero. Tanti numeri impressionanti per uno dei veri “Ironman” del nostro hockey.

cinque Debutti su carta, non su ghiaccio

Con l’infortunio a Daniel Manzato e l’avvio del post season dei Ticino Rockets – con tutti i vincoli in vigore per il passaggio dei giocatori tra le due leghe – l’Ambrì si è ritrovato a dover completare il foglio partita con alcuni giovani della propria formazione U20.

Dopo l’apparizione nel lineup del portiere Beat Trudel di sabato 15 febbraio, nel weekend a spalleggiare Benjamin Conz ci sono stati altri due giovanissimi, ovvero il figlio d’arte Krystian Jaks ed Alessandro Ongaro-Molinaro. Sul fronte offensivo sabato è invece stato inserito come 13esimo attaccante il 18enne Davide Gaeta, anche se nessuno dei nomi menzionati è effettivamente entrato in pista.

I loro debutti “sulla carta” sono però stati utili alle statistiche, che ora parlano di un totale di 41 giocatori andati a referto arbitrale nell’attuale stagione. Complessivamente nella sua storia l’Ambrì ha impiegato 571 elementi, di cui 86 portieri.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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