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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: la fame vien mangiando, a tutto c’è un limite, le riserve e la positività

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno La fame vien mangiando…

È stato questo il caso della partita di sabato contro il Friborgo, quando i biancoblù non hanno commesso l’errore di chiudersi dopo essere andati alla seconda pausa in vantaggio per 3-0. Anzi, la squadra di Cereda ha continuato a macinare gioco ed anche nel terzo tempo ha confermato la grande energia portata sul ghiaccio ed il conseguente possesso del puck, che ha creato diverse altre occasioni da gol.

Anche sul 5-0 i leventinesi non sono apparsi sazi, ed anzi è stato significativo vedere nel finale Müller battere il bastone sul ghiaccio per chiamare il disco, oppure vedere Zwerger discutere con gli arbitri per correggere il tabellone e riguadagnare qualche secondo di powerplay nei minuti conclusivi.

Tutti segnali positivi per un gruppo che deve fare della fame una delle sue armi, soprattutto considerando che con 2.32 reti ad incontro l’Ambrì Piotta è attualmente solo al decimo posto in termini di produzione offensiva.

dueA tutto c’è un limite…”

Sarà quello che ha pensato coach Luca Cereda alla vigilia della prima partita del nuovo anno, quando il suo Ambrì Piotta era chiamato ad interrompere una striscia negativa. I biancoblù avevano infatti inanellato cinque sconfitte consecutive, ma la tendenza è stata invertita grazie all’ottima prestazione contro il Gotteron.

Le statistiche sono dunque state rispettate, visto che Cereda da quando è alla guida dei leventinesi non ha mai perso più di cinque incontri consecutivi, circostanza questa che si è verificata sette volte dal suo arrivo alla Valascia.

In precedenza questa stagione i biancoblù di partite filate ne avevano perse al massimo quattro (a metà ottobre), mentre guardando all’annata 2019/20 l’Ambrì aveva fatto registrare cinque sconfitte consecutive nel finale di regular season, tra il l’11 ed il 22 febbraio, così come tra il 23 dicembre e l’11 gennaio.

Stavolta il nuovo anno è però iniziato in maniera migliore, la speranza è che possa essere di buon auspicio.

tre Le riserve

In molti si ricorderanno del film con protagonista Keanu Reeves, in cui una squadra di giocatori di football dimenticati da tutti torna sui campi NFL in seguito allo sciopero dei professionisti del 1987, e nello scetticismo generale riesce a conquistare un posto nei playoff.

La situazione ad Ambrì è sicuramente diversa, ma sabato leggendo le scelte di Cereda in termini di lineup si trova qualche riferimento alle gesta di Shane Falco e compagni. Lasciare Horansky in tribuna e relegare Kneubuehler a 13esimo attaccante è stato un segnale forte, soprattutto unito alla decisione di mandare in pista per 10 minuti sostanziosi la quarta linea di Mazzolini, Goi e Joël Neuenschwander.

Non chiamatele “riserve” però, perché il terzetto ha giocato un’ottima partita, tanto che il quarto blocco leventinese è risultato tra i migliori sul ghiaccio. Tanta energia, forecheck asfissiante, fisico e soprattutto la volontà di far dimenticare le proprie lacune sfruttando i propri punti di forza.

Sì, proprio come nel film, a volte bisogna stare attenti nel dare giudizi affrettati.

quattro Il lavoro ed i suoi frutti

Sta diventando sempre di più la stagione della maturazione per Isacco Dotti che, dal rientro dopo quel brutto colpo incassato a Berna nella prima uscita stagionale, è costantemente tra i difensori più affidabili a disposizione di Cereda.

Capace di togliersi anche la soddisfazione di segnare qualche gol, il 27enne sta raccogliendo i frutti di un percorso di crescita durato diversi anni, ma che con il lavoro quotidiano gli ha permesso di fare dei significativi passi avanti.

Dotti è così sempre più uno degli esempi delle opportunità che si possono cogliere in casa Ambrì Piotta, dove la dedizione viene premiata anche se si commette qualche qualche errore qua e là, ed infatti il difensore ha avuto bisogno di un po’ di tempo per adattarsi al salto di categoria.

Ora Isacco Dotti è però un giocatore solido, essenziale nel suo gioco ma capace di limitare al minimo gli errori, ed assieme a Fohrler è l’unico difensore ad avere attualmente un bilancio positivo.

cinque Positività, innanzitutto

L’inizio di un nuovo anno è sempre accompagnato da rinnovate speranze, e a maggior ragione questo è vero con l’arrivo del 2021, che ci auguriamo possa presto farci dimenticare le difficoltà che tutti abbiamo vissuto nell’ultima decina di mesi.

Fondamentale dunque guardare avanti con positività, ed in questo senso ha lanciato un bel messaggio Jiri Novotny. Dopo la vittoria contro il Friborgo, arrivata in una Valascia nuovamente e malinconicamente deserta, il veterano si è comunque girato verso la Curva Sud ad ha accennato al suo classico geyser sound.

A battere le mani con lui non c’era però il caloroso pubblico biancoblù, ed allora il ceco ha preso come i suoi compagni la via dello spogliatoio. Bisogna però essere positivi, perché la speranza rimane quella di poter vedere vibrare la Valascia almeno un’ultima volta.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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