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Ambrì Piotta

5 spunti da Ambrì: carta vincente, animale da faceoff, ecco il bollettino, duo terribile, Scottie

Dopo ogni weekend di campionato HSHS vi proporrà una rubrica “semiseria” dedicata agli ultimi impegni di Ambrì Piotta e Lugano, da cui abbiamo tratto una serie di spunti che vi lasciamo di seguito.

Verranno selezionati cinque episodi o fatti interessanti che hanno caratterizzato i match delle squadre ticinesi, a volte con l’obiettivo di analizzare quando successo sul ghiaccio, altri semplicemente per strapparvi un sorriso!


uno Carta finalmente vincente

È un esercizio che riesce davvero di rado all’Ambrì Piotta, ma finalmente giovedì sera si è invertita la tendenza. Stiamo parlando dei momenti in cui Luca Cereda sceglie di tentare il tutto per tutto richiamando il portiere in panchina, con l’obiettivo di schierare sei uomini di movimento e provare ad impattare la partita in corso.

Complessivamente in questo campionato il coach biancoblù ha giocato questa carta in 15 circostanze, ma prima dell’ultima trasferta non aveva avuto fortuna. L’Ambrì Piotta nel corso dell’attuale campionato non era infatti mai riuscito a segnare una volta richiamato il portiere, ed aveva per contro concesso sei gol a porta vuota.

A Rapperswil però le cose sono andate diversamente e la mossa ha permesso a Zwerger di pareggiare un match che sembrava oramai fuori portata, con due gol in meno di due minuti. Le segnature dell’austriaco sono state le uniche con sei uomini di movimento dalla passata stagione a questa parte, ad eccezione per il gol di Jannik Fischer in Gara 1 di playoff contro il Bienne. 11 tentativi e nessuna rete invece nella passata regular season.

due Animale… Non solo da palestra

Nonostante un lungo periodo di assenza il veterano Jiri Novotny sta vivendo un ritorno in pista sorprendente, con il ceco che ha avuto un impatto immediato sulla squadra – sia sul ghiaccio che fuori – e tanta intensità anche dal punto di vista fisico.

Coach Luca Cereda ha commentato la sua capacità di ritornare ad alto regime definendolo un “animale da palestra”, descrizione azzeccata e che può essere adattata quando si va a vedere i suoi risultati agli ingaggi.

Da quando è rientrato, infatti, nessun altro giocatore della lega ha vinto più faceoff di lui, addirittura 63 sull’arco di quattro match disputati, per un’eccezionale media di oltre 15 a partita con più del 70% di riuscita! Impressionante, ma si sa, quello è un esercizio in cui lui è maestro, anche dopo una decina di mesi passati a bordo pista.

tre Il famoso bollettino di guerra

Non è purtroppo mancato nemmeno nell’ultimo weekend il puntuale aggiornamento dell’infermeria biancoblù, anche se per fortuna stavolta non è arrivato il classico comunicato stampa che ancora prima di essere aperto non promette nulla di buono.

L’attaccante Patrick Incir ha infatti dovuto saltare il match di sabato dopo aver rimediato un infortunio a Rapperswil. Il problema non dovrebbe essere grave, e offre l’assist perfetto per mostrare un’interessante novità introdotta dal portale NLIcedata.com.

Dallo scorso weekend è infatti possibile consultare una sezione dedicata alle assenze, dove per ogni squadra è disponibile una tabella che mette in forma grafica per ogni giocatore presenze, defezioni per infortunio, match in sovrannumero o al farm team, e squalifiche.

Beh, è tutta la stagione che si parla del famoso “bollettino di guerra” facendo riferimento alla situazione infortuni alla Valascia. Da oggi, ha assunto una forma decisamente concreta (clicca per ingrandire).

(Clicca per ingrandire)

quattro Attenti a quei due!

Con la regular season che volgerà velocemente al termine una volta riprese le ostilità, stanno venendo a galla alcune tendenze interessanti a livello statistico. Tra queste troviamo la lista dei giocatori che hanno saputo “fare più male” all’Ambrì Piotta, e in testa a questa speciale classifica c’è il terribile duo dei Lakers.

Il giocatore ad aver bucato con più frequenza la porta leventinese in questo campionato è infatti stato Kevin Clark, che di gol nei match con i biancoblù ne ha firmati quattro, mentre tra chi ha infilato tre reti troviamo altri due sangallesi, Roman Cervenka e Nico Dünner. Sulla stessa cifra anche Earl, Hofmann e Lindgren.

Anche in termini di punti primari ClarkCervenka sono stati i principali incubi dell’Ambrì Piotta (rispettivamente 8 e 6 punti, numero che sale a 10 e 7 se si calcolano anche gli assist in seconda e le situazioni a porta sguarnita). In rapporto alle partite giocate il primato è invece di Earl (2 P1/GP).

E ancora, i due hanno i migliori bilanci contro i leventinesi (+6 per il canadese, +5 per il ceco), e hanno scagliato contro l’Ambrì complessivamente ben 34 tiri. Tanti numeri, troppi, ma la sostanza è chiara… Attenti a quei due!

cinque Breve, ma intenso

Mentre tutta la squadra si allineava sulla blu per il classico rito del geyser sound, Scottie Upshall venerdì è entrato sul ghiaccio della Valascia per l’ultima volta, e lo ha fatto per salutare uno ad uno tutti i suoi oramai ex compagni di squadra, capaci pochi minuti prima di ottenere un’importante vittoria.

Il suo periodo in Leventina è stato breve, un’avventura durata complessivamente tre mesi sull’arco dei quali il veterano ha giocato 12 partite (sette punti), intervallate da qualche infortunio e da quella Coppa Spengler che tanto desiderava giocare e vincere.

L’impatto dell’esuberante canadese è stato immediato, un personaggio unico dal carisma di chi in NHL ha giocato oltre 800 partite con una personalità che oltre oceano lo rendono seguitissimo, basti vedere la costanza con cui è intervenuto sui vari SportsNet, TNS oppure NHL Network durante il suo periodo in Svizzera.

Ha avuto il merito di abbracciare la realtà che ha trovato, agli antipodi di ciò a cui era da sempre abituato e dunque per questo particolarmente affascinante. Ha dato tutto ciò che aveva e il pubblico lo ha apprezzato per quello, ed il suo saluto all’intera Valascia venerdì è stato indubbiamente un bel momento, che ha segnato la fine della sua carriera da giocatore. Un’avventura breve, intensa e che nei ricordi di Upshall durerà per tanto tempo.

Capo redattore e fondatore, Andrea Branca si occupa di tutti gli aspetti gestionali e redazionali. Si è laureato in Scienze della Comunicazione con un Master in Gestione dei Media all'Università della Svizzera italiana.

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